Dalla rassegna stampa Politica

Contro Grillo un’armata web per sfidarlo sul suo terreno

…Questo fronte della «battaglia digitale» è capitanato dal toscano Alessio De Giorgi, già direttore del portale gay.it…

Contro Grillo un’armata web per sfidarlo sul suo terreno

Nella squadra renziana il «narratore», il «megafono». E i «guastatori»

di Borgo Pinti

Le urne anticipate si avvicinano. L’orizzonte del Pd a trazione ultra renziana sta costruendo l’accordo per una legge elettorale proporzionale, sul modello tedesco. In questa ottica di larghe intese bis, il miglior alleato si chiama Forza Italia. E il nemico numero uno si conferma il M5S, che i sondaggi danno ancora sopra al Pd. Per Renzi è il momento perfetto per scatenare l’offensiva contro i grillini, scendendo a combattere il Movimento sui social network e sul web, terreno chiave per il successo grillino ma che finora il Pd aveva snobbato, ritenendo quei toni urlati controproducenti nella ricerca di consensi. Invece, piaccia o meno agli elettori di centrosinistra, Renzi ha stimato che non aver adottato una strategia forte sui social per contrastare le bufale grilline durante la campagna sulle riforme, sia costato tra il 5 e il 10 per cento al referendum costituzionale.

Così, appena rieletto segretario del Pd con una percentuale bulgara, Renzi ha fatto scattare una grande offensiva anti M5S. Come? Innanzitutto dirottando su questo fronte importanti cifre versate dai imprenditori (e non solo) nei forzieri della Fondazione Open e del Pd. Il «tesoretto» serve a finanziare questa armata per la «guerriglia digitale» composta da giovani e smanettoni del web, in cui ognuno ha il suo compito: c’è il narratore che dà forma e racconta in modo avvincente le mosse politiche di Renzi e i suoi, il «megafono» sui social (Facebook in primis) ed il «guastatore», che ribatte, condiziona e orienta le discussioni sui social network. Dietro ad ogni missione c’è un gruppo organizzato, guidato da una persona. Lo «storytelling», il racconto in stile Usa tanto caro a Renzi, è affidato al team guidato da Simona Ercolani. L’autrice della trasmissione tv Sfide , un grande successo Rai basato sui racconti delle storie del grandi campioni sportivi, assieme alla sua squadra gestisce, ad esempio, i profili Facebook «In cammino» (mutuato da En Marche , dopo il successo di Macron in Francia) e «Lingotto ‘17». Tra i vari obiettivi, quello più importante è dare enfasi al racconto dei traguardi raggiunti dal governo Renzi e poi, via via, da quello di Gentiloni.

C’è poi il fronte del «megafono», che da qualche settimana salta all’occhio per la forma ed i toni decisamente più alti. Questo fronte della «battaglia digitale» è capitanato dal toscano Alessio De Giorgi, già direttore del portale gay.it e abile manovratore di Facebook. È lui che gestisce il profilo «Matteo Renzi news», una specie di notiziario per social network, aggiornato di continuo e tarato sui temi e le polemiche del giorno, chiaramente con un taglio più che renziano. I toni, dicevamo, vengono tenuti molto alti. E pure la forma è piuttosto «grillina»: per dare massimo risalto ad ogni post vengono utilizzate le crocette (+++). Inoltre, per viralizzare e diffondere al massimo questi contenuti, sempre su Facebook vengono utilizzate formule come «Massima condivisione!!!», «Ultim’ora», «Basta bufale grilline. Ecco tutta la verità».

Nella task force anti Grillo c’è infine la squadra dei «guastatori», tutti ragazzi tra i 20 e i 30 anni, forse quella più strategica. A coordinarla c’è il giovane Alexander Marchi, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Scandicci ed un tempo ultras bersaniano. Il gruppo di giovani può operare da qualsiasi posto, basta una semplice connessione internet, ma come quartier generale ha gli uffici di Borgo Pinti, affittati dall’ex premier come base fiorentina. Da qui, i «guastatori» creano e muovono su Facebook e Twitter profili fittizi (dietro a cui non c’è una persona vera, ma solo un manovratore virtuale, punto chiave della strategia vincente grillina sui social) che, a colpi di post e tweet, ribattono alle bufale e agli attacchi di sostenitori e truppe virtuali del M5S. E lo scontro tra Renzi e Grillo è solo all’inizio.

Claudio Bozza


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