Dalla rassegna stampa Movimento LGBT

E ad Arezzo 10 mila sfilano per l’orgoglio arcobaleno

E ad Arezzo 10 mila sfilano per l’orgoglio arcobaleno

Da tutta Italia per il Toscana Pride. Famiglie gay da Ghinelli

AREZZO I tamburi iniziano a suonare, le braccia si alzano al cielo, la folla danza a tempo di musica. Inizia il corteo, un «orgoglio incontenibile» (lo slogan scelto). «Non c’è stato sesso in strada…», dicono con il sorriso gli organizzatori dal palco di San’Agostino, dove la variopinta folla si è riunita dopo aver sfilato nel centro storico di Arezzo. Oltre 10 mila persone hanno partecipato ieri al Toscana Pride: per la prima volta è stata scelta una città di provincia per inaugurare la stagione dei Pride italiani e per portare in piazza l’orgoglio Lgbtqi (lesbico, gay, bisex, trans, queer e intesex) e accendere i riflettori sulle orribili persecuzioni che stanno subendo gli omosessuali in Cecenia. Sono arrivati da tutta Italia con cartelloni, collane di fiori, bandiere arcobaleno e appariscenti accessori. Una festa senza eccessi, animata dai giovani e baciata dal sole caldo di fine maggio. In testa alla parata, oltre ai rappresentanti delle 14 associazioni che hanno organizzato l’evento, sindaci e rappresentanti istituzionali da tutta la Toscana con gli stendardi della Regione e delle città di provenienza. Mancava quello di Firenze, «il grande assente», come si leggeva su un finto gonfalone provocatorio con lo stemma del giglio. Da capoluogo toscano sono però arrivati i consiglieri comunali Tommaso Grassi (Sinistra italiana) e Alessio Rossi (Articolo Uno-Mdp). Al corteo non c’era neanche il sindaco di Arezzo, che ha spiegato di non poter essere in città nel pomeriggio. Ma in mattinata Alessandro Ghinelli (centrodestra) ha accolto in Comune le famiglie arcobaleno per conoscerle e confrontarsi sui diritti e la tutela dei minori. «La porta del Comune è aperta a tutti — ha detto il primo cittadino — Ho conosciuto una realtà motivata, ho percepito prima di tutto la ferma determinazione al pieno riconoscimento del ruolo genitoriale, la loro certezza di poter svolgere al meglio il compito di educatori nei confronti dei propri figli. È stato un incontro cordiale». La manifestazione è partita dal Parco del Prato intorno alle 16, come da programma, per arrivare in piazza Sant’Agostino alle 18. Sul palco si sono susseguiti gli interventi e testimonianze, intervallati dalla musica del dj e dall’esibizione del coro Omphalos. «In piazza solo sorrisi, allegria e la voglia di lottare contro le discriminazioni e i pregiudizi», commenta Veronica Vasarri, portavoce del comitato organizzatore. Conclusa la manifestazione, la festa è poi continuata al Karemasky, in località Olmo, con l’official pride party».

Chiara Calcagno



da La Nazione

L’invasione arcobaleno: migliaia di persone oggi al Toscana Pride

Arezzo, 27 maggio 2017 – Diecimila persone, secondo polizia e organizzatori, hanno partecipato oggi al Pride Toscana, manifestazione dell’orgoglio gay che si è tenuta ad Arezzo. La città ha fatto da cornice al corteo che è partito dal Prato di Arezzo per arrivare, attraversando tutto il centro, fino a Piazza Sant’Agostino dove si sono susseguiti gli interventi e dove si è esibito il coro Omphalos formato da elementi appartenenti alle varie associazioni che hanno dato vita al Toscana Pride.

Nel corteo anche i gonfaloni di Regione Toscana e di diversi comuni, tra gli altri, di Sesto Fiorentino, Calenzano e Campi Bisanzio. Tra le storie emerse durante la manifestazione, curiose quella di Luciano, 14 ore di viaggio da Bari e tre treni cambiati per non mancare il Toscana Pride. In mattinata il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli aveva incontrato le famiglie arcobaleno in comune. Il servizio d’ordine è stato imponente, ma tutto si è svolto nella più assoluta regolarità.

Tra i temi contenuti nel documento politico presentato in piazza, parità dei diritti, legittimazione dei legami affettivi e genitoriali e laicità delle istituzioni. Temi che, anche dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, si legge nel documento, necessitano di ulteriori rivendicazioni. Le istanze del Pride toscano infine si inseriscono nella cornice più ampie delle politiche di welfare e del lavoro con un’attenzione particolare alle politiche di diversity management e alla formazione specifica del personale sanitario, sindacale, educativo.

Il percorso ha attraversato il centro storico passando per via dei Pileati, Corso Italia, via Roma, piazza Guido Monaco, via Guido Monaco, via Spinello, via Niccolò Aretino, via Guadagnoli, via Crispi e poi da via Margaritone ha fatto ingresso in piazza Sant’Agostino, dove era allestito il palco.

In testa al corteo i rappresentanti del comitato organizzatore seguiti dai gonfaloni dei Comuni che hanno aderito e dagli amministratori in fascia tricolore. Sfileranno con striscioni e bandiere anche le oltre 40 associazioni che hanno aderito alla parata. Ci sarà la band di percussioni al femminile «Bandidas» ad accompagnare il tragitto. Non mancheranno i carri musicali allestiti dalle associazioni.

Le vie del centro da qualche giorno sono «a tema». Gli esercizi commerciali aderenti hanno già allestito gli spazi adiacenti le loro attività con le bandierine arcobaleno. Unan settantina le attività che hanno dato il loro appoggio e dove sarà possibile fare acquisti scontati grazie alla «card».

All’arrivo del corteo in piazza Sant’Agostino sul palco si sono esibiti per la prima volta insieme i due cori «Insieme Vocale Vox Cordis» di Arezzo e «Omphalos Voices», il primo coro dichiaratamente «Lgbt friendly» dell’Umbria. Spazio poi agli interventi.



da ArezzoNotizie.it

 

“Visto? Niente sesso in strada”. Colori, folla e musica al Pride: tanta festa e poca provocazione

Alle 16 la partenza del corteo, con discesa dal Corso, l’approdo in Guido Monaco e alla stazione e, intorno alle 18 l’arrivo in Sant’Agostino: sul palco testimonianze di emarginazione e un pensiero agli omosessuali perseguitati in Cecenia. Poi, spazio alla musica. Una festa vera, affollatissima, colorata. Il massimo della trasgressione? Gli spruzzi con la pistola ad acqua

Mattia Cialini
“Siamo almeno diecimila”. E’ quasi un urlo quello di Veronica Vasarri, portavoce del Toscana Pride. Sono le 18, il serpentone dei manifestanti entra in Sant’Agostino per la festa finale: sotto il palco si balla, dopo la sfilata per le vie del centro storico. Gioia incontenibile per gli organizzatori (parafrasando il titolo della giornata “Orgoglio incontenibile”), perché tutto è andato per il verso giusto e la partecipazione è andata ben oltre le aspettative.

Sotto il palco ci si abbraccia, scorre anche qualche lacrima: il sole ha baciato Arezzo incoraggiando l’affluenza e sin dalla mattina i timori di un flop sono evaporati col clima estivo. Ma un po’ di agitazione tra chi aveva le briglie della carovana arcobaleno c’era: gestire un corteo con migliaia di persone non è impresa agevole. L’apprensione per gli aspetti legati alla sicurezza da un lato (agenti e carabinieri ad ogni angolo del percorso, tombini e cestini sigillati) e l’ansia di avere tutti gli occhi cittadini (ma non tutti benevoli) addosso.

“Avete visto? Alla fine non abbiamo fatto sesso in strada” è la stoccata con il sorriso che parte dal palco. Migliaia e migliaia di partecipanti da tutta la Toscana e pure qualcuno da fuori regione, 14 le associazioni Lgbtqi+ rappresentate e poi tanti aretini, attivisti e non, curiosi e divertiti. Chi si aspettava la giornata dei topless e perizoma è rimasto deluso, ci sono più lembi di pelle scoperta in qualsiasi quiz televisivo con soubrette (in fascia protetta).

La giornata è partita a mezzogiorno con l’incontro tra il sindaco Ghinelli e una rappresentanza delle famiglie arcobaleno in Comune, tra cui quella di Valentina Zoi, aretina di Ruscello, sua moglie Areta e il loro bambino. Poi alle 15 il concentramento al Prato e, poco dopo le 16 la partenza, con discesa dal Corso, l’approdo in Guido Monaco e alla stazione e, intorno alle 18 l’arrivo in Sant’Agostino: sul palco testimonianze di emarginazione e un pensiero agli omosessuali perseguitati in Cecenia. Poi, spazio alla musica. Una festa vera, affollatissima, colorata. Il massimo della trasgressione? Gli spruzzi con la pistola ad acqua da un balcone (in Corso Italia) e dal palco della piazza. Ma insomma, con 30° si possono tollerare.

 

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