Dalla rassegna stampa Cinema

Amore e fantascienza con le punk Kidman e Fanning

Amore e fantascienza con le punk Kidman e Fanning

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

Cannes I vent’anni li compirà nel 2018, e le probabilità che li festeggi alla prossima edizione del festival sono altissime, vista la mole di progetti che ha in cantiere. Nel frattempo Elle Fanning, messa in ombra la sorella maggiore Dakota, si trova, in un festival a forte dominanza femminile, a giocare alla pari con le miglior attrici delle generazioni precedenti. Forte di un’alleata potente, sua biondezza Nicole Kidman. Insieme mercoledì si presenteranno in concorso per The Beguiled di Sofia Coppola, ieri hanno regnato fianco a fianco sul red carpet più spettacolare di questa edizione, quello di How to Talk to Girls at Parties di John Cameron Mitchell, amore e fantascienza in salsa punk. Un’orgia di colori ha inondato il tappeto rosso grazie al cast vestito con gli abiti di scena firmati Sandy Powell e le due divine, splendenti, al centro.

Stranissima coppia Fanning & Kidman nella finzione, libero adattamento di un racconto breve del visionario Neil Gaiman. La giovane è Zan, aliena caduta sulla terra, a Croydon, ovvero nei sobborghi della Londra del 1977 in piena frenesia punk. Da cui si lascia contagiare per sottrarsi alle regole glaciali della sua civiltà che sul nostro pianeta cerca il modo di sfuggire all’estinzione. Kidman è Boadicea che quella scena ha contribuito a costruire lanciando praticamente chiunque, da Sid Vicious a Vivienne Westwood, e andando a caccia di nuovi talenti. A lei si rivolgono tre adolescenti, Enn (Alex Sharp) e i suoi amici, sperando di diventare i nuovi Clash, salvo ritrovarsi in balia di turbamenti amorosi, e interrogativi sull’universo e il senso della vita.

«Un progetto folle dove ho un ruolo folle — aveva raccontato Kidman —, mi divertono i ruoli imprevedibili». In effetti le riserva scene e battute notevoli. «Il sesso è superato, non ve l’hanno spiegato?» chiede a una delle umanoidi che accompagna Zan. In quanto a Elle Fanning, ha spiegato Mitchell, senza di lei non ci sarebbe stato il film, che uscirà da noi in autunno. Il suo candore nasconde un’anima punk. E nella colonna sonora ha evitato i brani più celebri. «Ho mescolato alcuni gioielli di quegli anni meno conosciuti, come i The Damned, The Homosexuals, il genere dub reggae, con le canzoni live di un gruppo punk fittizio, The Dyschords».

Stefania Ulivi

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