Dalla rassegna stampa Libri

Al Salone del libro di Torino arriva il “premio gay”

Un “capolavoro” ideologico reso possibile a causa della scellerata complicità di psicologi e psichiatri

Al Salone del libro di Torino arriva il “premio gay”

Ludovico Biglia

Anche quest’anno il XXX Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 18 al 22 maggio, avrà un apposito spazio dedicato alla propaganda LGBT+.

La Regione Piemonte ha affidato l’organizzazione dell’area arcobaleno al Coordinamento Torino Pride, l’associazione omosessualista in prima linea sul territorio per portare avanti il processo di normalizzazione dell’omosessualità e di ogni tendenza sessuale.

PROGRAMMA FITTO
All’interno dello spazio, ogni giorno, si altereranno scrittori, giornalisti, studiosi e attivisti attraverso un fitto programma che tratterà tutti i temi “caldi” sul tappeto: dall’omofobia alle unioni civili, dalla letteratura di genere all’attivismo LGBT.

Per la prima volta, la kermesse libraria assegnerà inoltre uno speciale premio per la letteratura omosessuale che sarà presieduto da Angelo Pezzana, fondatore assieme a Mario Mieli (1952-1983) nel 1971 del Fuori! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), il primo movimento gay italiano.

L’opera vincitrice è un libro ideologico e provocatorio intitolato Scappare Fortissimo (2011) di Stefano Moretti (1952-2016) “un romanzo-grimaldello che pagina dopo pagina lavora a scardinare pregiudizi e ipocrisie, fino a lasciarci disarmati, completamente vulnerabili, esposti alla meraviglia e alla miseria del nostro essere umani“.

GIRAVOLTA CULTURALE
Il promotore dell’inedito riconoscimento, Pezzana nota compiaciuto come il “premio gay” al Salone del libro di Torino nasca a 45 anni di distanza dalla prima manifestazione pubblica a livello italiano ed europeo del movimento gay, constatando soddisfatto come lo scenario da allora ad oggi si sia del tutto capovolto:

“A Sanremo, il 7 aprile 1972, andammo a contestare il congresso degli psicologi del Centro Italiano di Sessuologia (CIS), che miravano a mettere fuori legge l’omosessualità. Oggi lo stesso CIS si batte contro l’omofobia”

Purtroppo la realtà è proprio quella delineata dal fondatore del primo movimento gay italiano. Nello spazio di qualche decennio, attorno al tema dei rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, si è assistito infatti ad una giravolta socio-culturale senza precedenti che ha fatto sì che l’omosessualità da tendenza e condizione patologica da evitare e prevenire, si trasformasse in comportamento del tutto normale, se non addirittura di “tendenza”, da assecondare e favorire.

Un “capolavoro” ideologico reso possibile a causa della scellerata complicità di psicologi e psichiatri ossequiosamente sottomessi al diktat del politicamente corretto.

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