Dalla rassegna stampa Media

SENSE8, MAX RIEMELT PARLA DELLE SCENE DI SESSO, DEL BACIO GAY E DEL SUO NUDO INTEGRALE

SENSE8: UNA STAGIONE 2 CON PIÙ MITOLOGIA, MA UGUALMENTE RICCA DI CUORE

SENSE8, MAX RIEMELT PARLA DELLE SCENE DI SESSO, DEL BACIO GAY E DEL SUO NUDO INTEGRALE

L’interprete di Wolfgang Bogdanow, durante un’intervista ad Attitude, ha anche parlato del famoso bacio gay durante il Pride di San Paolo e della situazione attuale per le coppie omosessuali in Germania

Cristiano Ogrisi

La seconda stagione di Sense8 è sbarcata nella giornata di venerdì su Netflix e, in un’intervista ad Attitude, Max Riemelt, interprete del tedesco Wolfgang Bogdanow, ha parlato apertamente delle scene di sesso della seconda stagione:

“Come ho già detto altre volte, ci sarà altro sesso! Secondo me è interessante come Lana Wachowski gira questa scene; sembra un dipinto a olio che ti piace ammirare, non sembra un atto di due persone che infilano qualcosa dentro a vicenda. Sembra una fusione che mostra cosa si prova durante il sesso. Non è semplice portare sullo schermo un’immagine che descriva il sesso; mostra il legame che puoi avere con una persona con cui ti trovi a letto. Penso sarà una scena davvero splendida, molto rara di questi tempi; non è qualcosa che sembrerà pornografico.”

Sense8: un momento della seconda stagione
L’attore ha parlato del Gay Pride brasiliano di San Paolo dove ha baciato Brian J. Smith, interprete di Will Gorski, e ha spiegato:

“È semplicemente successo! Sembrava un sogno e mi è piaciuto, la reazione del pubblico è stata bella e potente. Poi al pubblico piace vederci baciare e abbiamo pensato fosse un bel regalo per loro. Eravamo presi dal momento, se vedi qualcuno e c’è una connessione e sentite un qualcosa verso l’altro, dovreste lanciarvi. Come durante una festa, dove accadono le cose perché in quel momento sembra giusto. Non volevamo fare uno show sui nostri sentimenti, è un’altra cosa. Volevamo usare quell’energia positiva del Pride di San Paolo e restituirla al pubblico.”

 

Riguardo alla scena di nudo integrale, Bodganow ha dichiarato:

“Sicuramente sono preoccupato, ancora non so in quale contesto sarà mostrato quel momento. Sarà qualcosa che la gente manderà indietro e rivedrà perché inaspettato o sarà qualcosa naturale che funzionerà nella sua sequenza? Io ho deciso di fidarmi delle persone con cui ho lavorato, il risultato è stato positivo e non ho avuto molti problemi nel farlo. Però ogni tanto ancora ci penso, non è una cosa che si fa così senza pensare, ecco.”

Infine l’attore ha commentato la situazione del matrimonio gay in Germania:

“Penso sia solo questione di burocrazia. A Berlino c’è una sensazione di libertà tra le più ampie che ho mai sentito. Berlino è una città aperta riguardo a coppie gay e matrimoni gay, è difficile per me capire perché ancora sia in discussione. Penso che le leggi tedesche e la loro approvazione abbiano un percorso lungo. Ma è anche vero che tra Berlino e la Baviera ci sono realtà diverse, credo sia solo questione di tempo. Per la prossima generazione sono sicuro che non sarà un problema.”

Al centro di Sense8 ci sono otto ragazzi provenienti da diverse parti del mondo che si ritrovano ad avere potenti visioni e scoprono molto presto di essere mentalmente connessi tra loro. Sono profondamente uniti, capaci di parlarsi come se si trovassero nello stesso luogo e hanno accesso diretto ai segreti più oscuri gli uni degli altri. Gli otto protagonisti devono abituarsi alle loro nuove abilità, ma devono soprattutto capire perché le loro vite sono a rischio. Nella seconda stagione, forze oscure continueranno a perseguitare il gruppo dei sensates. I protagonisti scopriranno qualcosa in più sulla BPO – l’organizzazione segreta che sta dando la caccia a loro e a tutte le persone dotate delle stesse capacità – e cercheranno disperatamente di proteggersi a vicenda.


SENSE8: UNA STAGIONE 2 CON PIÙ MITOLOGIA, MA UGUALMENTE RICCA DI CUORE

Tornano i “sensate” delle sorelle Wachowski con un nuovo ciclo di episodi della serie Netflix che a parità di approccio e sentimenti approfondisce l’aspetto mitologico alla base della storia.

Antonio Cuomo

A febbraio 2013, Netflix iniziava la sua avventura nella produzione di contenuti originali con House of Cards, richiamando da subito tra le sue fila nomi noti, dal sapore di grande cinema, come David Fincher per la regia e Kevin Spacey come magnetico protagonista. Fu l’inizio di un cammino proseguito spaziando tra i generi, dall’horror di Hemlock Grove all’originale mix di commedia e drama che è Orange Is the New Black, passando per lo storico Marco Polo ed il thriller di Bloodline. Un percorso che a due anni dal debutto ha coinvolto due personalità particolari come gli ex fratelli Wachowski, ora a tutti gli effetti sorelle.
In collaborazione con J. Michael Straczynski, le Wachowski portarono nel catalogo Netflix Sense8, una storia con venature fantascientifiche, magnetica e affascinante, che ha raccolto ulteriori consensi e colpito l’immaginario del pubblico, lasciando un segno profondo nei tanti che l’hanno amata, ma allo stesso modo un grande e lungo vuoto, spezzato soltanto dal contentino dello speciale di Natale pubblicato lo scorso 23 dicembre: la stagione 2 di Sense8 arriva su Netflix in tutto il mondo, infatti, soltanto il 5 maggio 2017, a quasi due anni dalla prima apparizione della serie. Una seconda stagione che, va detto subito, non deluderà i fan, rappresentando una fluida e naturale evoluzione di quanto già visto.

La stagione 2 di Sense8 riparte da dove la storia ci aveva lasciati, con lo speciale di Natale a fungere da vera e propria premiere estesa per questo nuovo ciclo di episodi, e l’evoluzione delle vicende degli otto sensates, gli otto estranei che si ritrovano ad essere uniti da un collegamento emotivo e mentale che li rende un unico cluster, segue il cammino che ci saremmo aspettati, almeno in termini di ritmo: se l’inizio della serie era caratterizzato, giustamente, da una fase di conoscenza e apprendimento che aumentava di passo man mano che lo spettatore seguiva i personaggi della storia, la seconda stagione inizia fin da subito con una maggior densità narrativa, con intrecci più ricchi di avvenimenti e dettagli.

Si conferma, piuttosto, un comparto visivo di altissimo livello, nella costruzione dell’immagine sempre ricercata e d’impatto, affidata per lo più a Lana Wachowski che ha diretto in prima persona un buon numero dei dieci episodi realizzati, e da sola data l’assenza della sorella Lilly per quest’anno, sostenuta dal supporto alla scrittura del co-creatore Straczynski. Una cura visiva che soffre di qualche passaggio un po’ troppo brusco, ma che si avvale di una scelta cromatica sempre suggestiva che valorizza le bellissime location scelte per far da sfondo alle vicissitudini dei protagonisti, che rispetto alla prima stagione aumentano anche di numero, aggiungendo alle nove città viste due anni fa anche parentesi a Los Angeles e in Brasile, che vanno a completare quanto visto nello speciale di dicembre che faceva tappa anche nella nostra Positano e che rende Sense8 una delle produzioni seriali più ricche e varie dal punto di vista visivo.

Se lo sviluppo narrativo di Sense8 appare naturale e compiuto, facendo ben sperare per le eventuali, ma probabili, prossime stagioni, è perché questa maggior ricchezza narrativa non rinuncia anche ad una maggior profondità, scavando sotto la superficie della componente mitologica della serie. Sappiamo fin dallo scorso anno dei sensate e degli altri cluster del mondo, ma abbiamo ora anche una definizione più propriamente scientifica di Homo Sensorium, e la stagione 2 si preoccupa di approfondire questi argomenti, darci delle informazioni in più al riguardo, aggiungendo ulteriori livelli a quanto già sappiamo, altre forze in gioco ed ulteriori dettagli e collegamenti. Nuovi cluster vuol dire anche nuovi personaggi, che non sempre saranno positivi o affidabili, tra i quali va sicuramente menzionata l’italiana Valeria Bilello.

Sense8: Tuppence Middleton e Joe Pantoliano in una foto dei nuovi episodi
Ma vedremo ancora, ovviamente, il Jonas Maliki di Naveen Andrews, conosceremo ulteriori dettagli della sua storia e dell’Angelica di Daryl Hannah, mentre rivelazioni e colpi di scena terranno alta l’attenzione (il sesto episodio della stagione 2, per esempio, l’ultimo che abbiamo avuto modo di visionare, si conclude con un cliffhanger che inevitabilmente porterà a cliccare sul successivo). Una densità narrativa che, alternando sequenze più sensuali a momenti action, non offusca quello che è il vero fulcro della serie, quell’enfasi sulla componente emotiva che ha saputo conquistare tanti utenti Netflix, e non solo, in tutto il mondo.

Non è un mistero che Sense8 sia una serie sull’accettazione delle diversità, sull’uguaglianza, sull’empatia e su una spinta verso la fratellanza tra popoli per il futuro della nostra specie. Temi cari alle Wachowski che a tratti eccedono nel sottolinearli, con un’insistenza che può rappresentare per qualcuno il principale limite della serie tanto quanto per altri ne sono il valore aggiunto. Per questo ha un’importanza vitale la consapevolezza, che gli otto Sensate raggiungono al termine della prima stagione, di quanto potenziale abbiamo come gruppo piuttosto che come singoli individui. Una consapevolezza che ha come immediata conseguenza una maggior cooperazione che diventa la base del loro sviluppo negli episodi di quest’anno: se è vero che ognuno di loro affronta già ad inizio stagione evoluzioni e momenti di svolta, che sia la storia d’amore a distanza tra Wolfie e Kala, la fuga di Will e Riley o la crisi lavorativa di Lito, è ugualmente vero che in ognuno di essi ha il supporto e la partecipazione dei suoi compagni di cluster, tanto che vediamo il gruppo sempre più spesso unito sullo schermo.

Un’evoluzione che indubbiamente funziona per una serie come Sense8 che non fa altro che sottolineare come insieme alle persone a noi care possiamo essere migliori e più forti. Un insegnamento che, al netto di alcuni momenti più melensi e sentimentali che possono far storcere il naso a qualcuno, dovremmo ascoltare tutti.

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