Dalla rassegna stampa Libri

Battaglia: “Ho molti amici gay” il mio libro contro l’omofobia

Battaglia: “Ho molti amici gay” il mio libro contro l’omofobia

Il giornalista tv di Sky sarà domani a Udine per presentare il suo libro Dito puntato sulla classe politica rea di discriminare e specchio della società

di Anna Dazzan

Filippo Maria Battaglia, nonostante i trentadue anni, è uno di quei giornalisti vecchio stampo. Di quelli appassionati di verità e attenti ai dettagli. Così attenti da notare le sottigliezze che sfuggono ai più e riuscire addirittura a chiuderle in un libro. Anzi, due. “Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana” è il fratello di “Stai zitta e va’ in cucina. Breve storia del maschilismo in politica da Togliatti a Grillo” (entrambi editi da Bollati Boringhieri) e Battaglia sarà a Udine domani dalle 18 alla libreria Friuli per presentarlo, insieme al giornalista Paolo Mosanghini, in un evento inserito nel calendario degli eventi Fvg Pride.
«Uno dei motivi principali per cui ho scritto questo volume – ammette il giovane giornalista palermitano di Sky Tg24 – è per sfatare il mito che la politica sia brutta e cattiva solo ora, quando invece lo è sempre stata». Battaglia parla svelto, si capisce subito che la sua mente macina dati, numeri e nomi a gran velocità e con grande sicurezza. Nel 2015 uscì grazie a queste sue capacità di analisi “Stai zitta e va’ in cucina”, un libro che ha mostrato come rispetto agli insulti, alle discriminazioni e ai pregiudizi politici nei confronti delle donne, la politica italiana si sia sempre mostrata unita e unanime.
«Mi sono poi accorto che il proseguimento naturale al maschilismo politico, è l’omofobia che scaturisce dalle parole e dai comportamenti della nostra classe dirigente che, a differenza di quello che ci piace pensare e ammettere, è lo specchio preciso della nostra società che poi tanto civile non è».
Così nasce “Ho molti amici gay”, titolo che mette nero su bianco l’alibi dietro al quale credono di rifugiarsi gli omofobi, un libro che mette in luce come «sin dal dopoguerra la crociata contro le persone omosessuali recluta quasi tutti: capi di Stato e di governo, ministri e parlamentari, segretari e leader di partito. Di ogni partito, visto che l’omofobia nella politica italiana è trasversale, ma con sfumature diverse».
Le tesi di Battaglia, insomma, sono due. La prima è che la classe politica italiana, che sia di destra o di sinistra, è omofoba. La seconda è che l’atteggiamento discriminatorio dei politici è lo specchio preciso di quel che pensano i cittadini. «Dire che i politici sono peggiori della società civile è un alibi straordinario. In realtà – ammette Battaglia – i più recenti dati Istat ci dicono che un italiano su quattro non ritiene accettabile che un omosessuale possa insegnare in una scuola elementare e uno su tre considera inappropriati i medici omosessuali, tanto per citare alcune statistiche che portano l’Italia in cima ai paesi europei, seconda solo alla Lituania, tra i paesi dove è più diffusa l’omofobia».
E la politica? «Quando non c’è un vero e proprio atteggiamento omofobo, ci troviamo di fronte a una resistenza e una tolleranza repressiva». Gli esempi concreti sono davvero numerosi e di quasi tutti i colori, da Togliatti e Berlinguer, fino a Berlusconi e Fini, passando però anche per alcuni insospettabili. «La sinistra ha fatto dei passi avanti rispetto alla destra, è vero. Ciò non toglie – considera amareggiato il giornalista – che metta in atto una certa resistenza come quando D’Alema dichiarò che i Di.co erano “questioni marginali rispetto ai problemi del Paese”».
Sempre meglio del “meglio fascista che…” della Mussolini. «Eppure – ci illumina Battaglia – i politici sanno che a queste loro uscite non corrisponde mai una penalizzazione sociale».
Nelle 124 pagine del libro gli esempi scorrono numerosi
e offrono un quadro abbastanza preciso della drammatica situazione italiana, «omofoba al punto da essere vicinissima a paesi con una tradizione democratica molto meno consolidata della nostra». Il dibattito, dalle 18 di sabato 6 alla Friuli, è aperto a tutti.

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