Dalla rassegna stampa Personaggi

20 anni fa DeGeneres in tv, sono gay

5 coming out che hanno cambiato hanno le serie tv

20 anni fa DeGeneres in tv, sono gay
Coming out celebre anchor in sitcom ‘Ellen’ e copertina Time

(ANSA) – NEW YORK, 27 APR – ‘Si, sono gay’. Con questa semplice frase vent’anni fa Ellen DeGeneres, uno dei volti piu’ popolari della tv americana, faceva la storia, annunciando la sua omosessualità. L’outing sia in copertina della rivista ‘Time’, sia durante ‘Ellen’, la sitcom in onda su Abc dal 1994 al 1998 con protagonista la DeGeneres. L’episodio dell’annuncio, ‘The Puppy Episode’, fu trasmesso il 30 aprile del 1997 e passo’ alla storia per essere stato uno dei momenti piu’ significativi per il progresso della categoria Lgbt impiegata nel mondo della televisione. Per la DeGeneres, come da lei stesso dichiarato in un’intervista all’Associated Press, si tratto’ di un momento di liberazione, la fine delle bugie e del nascondersi. “Divenne piu’ importante per me della mia carriera – ha spiegato – mi dissi, perche’ devo vergognarmi di chi sono per avere successo ed essere famosa agli occhi della societa’?”



da Wired

5 coming out che hanno cambiato hanno le serie tv
Vent’anni fa Ellen DeGeneres rivelava la propria omosessualità nella sua serie tv: com’è cambiato il panorama televisivo dopo quella svolta?

Il 30 aprile 1997, negli Stati Uniti andò in onda l’episodio di una sitcom destinato a cambiare il linguaggio televisivo: nel telefilm Ellen, infatti, la protagonista interpretata dalla comica Ellen DeGeneres fece coming out, divenendo la prima attrice apertamente lesbica a interpretare un personaggio dello stesso orientamento sessuale sulla televisione americana.

Quel primato, però, non fu privo di conseguenze in un mondo, quello di vent’anni fa, molto più rigido su questi temi di quanto non lo sia oggi. DeGeneres aveva fatto il proprio coming out personale in una puntata del talk show di Oprah Winfrey (che nell’episodio incriminato di Ellen interpreterà poi la sua psicologa): ne seguirono una copertina su Time, altre interviste e una quantità impressionante di polemiche. La Abc, il canale che trasmetteva la serie, fu costretta a mettere un avviso ai genitori prima di ogni episodio e la cancellò definitivamente nel 1998 a causa del crollo degli ascolti e dell’abbandono degli inserzionisti timorosi di ripercussioni.

La stessa carriera di DeGeneres subì in qualche modo una battuta di arresto, anche se anni dopo riuscì a riaffermarsi con il suo talk show quotidiano, The Ellen DeGeneres Show: proprio in questo programma il 28 aprile andrà in onda uno speciale tributo a quel famoso episodio, intitolato The Puppy Episode (un nome in codice per non rivelarne la trama all’epoca della messa in onda), riunendo per la prima volta il cast originale della serie e anche Winfrey e Laura Dern, che interpretava l’interesse amoroso della protagonista.

Dopo circa un ventennio possiamo dire che il coraggio di persone come Ellen DeGeneres ha portato grandi risultati nella comunità Lgbt e in particolare nel modo in cui vengono rappresentate le diverse identità sessuali. Nel corso del tempo molte altre serie hanno ospitato personaggi Lgbt e il fatidico momento del loro coming out, vediamone alcune.

1. Jack di Dawson’s Creek

Un paio d’anni dopo il coming out di Ellen, in cui la televisione era tornata quasi del tutto alla sua calma apparente, ci pensò un’innocua serie tv per adolescenti a smuovere le acque. Nel 1999, durante la seconda stagione di Dawson’s Creek, infatti, il nuovo personaggio di Jack McPhee, interpretato da Kerr Smith, fu costretto a dichiararsi a causa di un insegnante omofobo che lo prendeva di mira. Jack divenne poi il primo personaggio di una serie Usa a baciare un altro uomo sul piccolo schermo.

Nonostante le trame zuccherose e le infinite indecisioni adolescenziali, Dawson’s Creek ebbe così il merito di riaprire gli occhi su un tema assolutamente frequente fra i giovani telespettatori, dando volto e voce alle difficoltà che ognuno di loro poteva provare. Non mancarono poi i colpi di scena, come ad esempio la rivelazione nell’ultimissimo episodio dell’omosessualità di un altro insospettabile personaggio (spoiler: il fratello di Pacey).

2. Willow di Buffy l’ammazzavampiri
All’inizio della serie era una nerd goffa e timida, ma col trascorrere degli episodi di Buffy l’amazzavampiri Willow Rosenberg (interpretata da Alyson Hannigan) diventa un personaggio sempre più ricco di sfumature. Inizia infatti il percorso alla scoperta della magia, diventando una wikka, ma anche della propria identità: dopo aver scoperto che il suo fidanzato, Oz, era un licantropo, mette in dubbio la propria sessualità e finisce poi per scoprirsi lesbica.

A partire dalla quarta stagione, andata in onda nel 1999, Willow sviluppa un rapporto sempre più stretto con la strega Tara, formando la prima coppia apertamente lesbica sul piccolo schermo americano. Il loro rapporto è raccontato sempre con tenerezza ma anche intensità; il che non sorprende dato che Buffy era definita “la serie più gay d’America” prima ancora di avere personaggi omosessuali, dato che molte delle vicende narrate erano molto simili a storie di coming out.

3. Callie di Grey’s Anatomy
Nonostante sia ormai giunto alla sua tredicesima stagione e in molti invocano che si stacchi la spina, Grey’s Anatomy è pur sempre la creatura primigenia di quel talento televisivo che è Shonda Rhimes, la quale soprattutto nelle prime stagioni vi ha infuso una realistica e multisfaccettata rappresentazione della diversità, sia etnica sia sessuale. Esemplare è il chirurgo ortopedico Callie Torres, interpretata da Sara Ramirez, che a partire dalla quarta stagione andata in onda nel 2008 rivela la propria bisessualità.

Nella serie il momento topico è rappresentato dallo scontro con il padre della protagonista, fatto sostanzialmente di un violento diverbio a suon di citazioni bibliche. Ma non è solo finzione: nel 2016 anche la stessa Ramirez ha rivelato di essere effettivamente bisessuale. E lo scorso febbraio ha guidato le proteste contro la stessa Abc (il canale in cui va in onda Grey’s Anatomy) per aver mandato in onda una battuta contro i bisessuali in una sua sitcom.

4. Kurt di Glee
Non tutti i coming out sono però traumatici, anzi si può dire che alcuni siano quasi ovvi: è il caso del personaggio di Kurt Hummel (Chris Colfer), uno dei protagonisti della serie corale Glee. La rivelazione della propria omosessualità al padre, avvenuta nel quarto episodio della prima stagione, è condotta con estrema naturalezza anche perché il genitore accoglie e apprezza il figlio per quello che è. Il rapporto fra i due crescerà nel corso delle stagioni, divenendo uno degli aspetti più apprezzati della serie.

Il creatore di Glee Ryan Murphy ha dichiarato che la scena del coming out di Kurt è ispirata letteralmente al momento in cui lui fece lo stesso con suo padre: “Credo fosse una cose fantastica da mandare in onda“, ha dichiarato in un’intervista. “Si vedono sempre personaggi gay che vengono picchiati o cacciati di casa. Non si era ancora visto un personaggio gay che ha delle sofferenze, ma alla fine vince e trionfa“.

5. Maura di Transparent
Creata da Jill Soloway (il cui padre si è effettivamente dichiarato transessuale nella realtà), Transparent è una serie Amazon che segue appunto le vicende di un padre di famiglia, Mort (uno straordinario Jeoffrey Tambor), che annuncia ai propri figli di essere transgender e inizia la propria transizione per assumere in tutto e per tutto l’identità di Maura.

La serie è la prima del suo genere ad avere un personaggio principale che compie un percorso di transizione. Nonostante le critiche per non aver ingaggiato un’attrice transessuale nel ruolo, Soloway ha chiamato a lavorare allo show oltre 80 persone transgender. Transparent, la cui terza stagione è stata diffusa nell’autunno 2016, ha vinto numerosi premi, fra cui Emmys, Golden Globe e un Glaad Award dell’associazione americana che tutela la rappresentazione delle persone Lgbt.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.