Dalla rassegna stampa Estero

Marocco: contro un film gay scende in campo la polizia scientifica

… girare un film gay in Marocco è un’offesa all’islam ed anche al Regno …

Marocco: contro un film gay scende in campo la polizia scientifica

Ci sono pregiudizi duri a morire: per difendere il machismo marocchino, una indagine in stile Csi della polizia ha smentito che un film a tematica gay sia stato girato entro i confini del Regno.

Diego Minuti

Ci sono pregiudizi duri a morire, come quelli anti-gay. C’è chi, ridicolizzando statistiche e relative percentuali accettate in tutto il mondo, dice che in un intero Paese (se la Cecenia di Kadyrov può essere definita tale) non esistono omosessuali; c’è chi, per difendere il machismo che permea la società marocchina, fa addirittura scendere in campo la polizia per smentire che un film di tematica gay sia stato girato entro i confini del Regno. Ma tant’è ed in Marocco la vicenda della location di un film dai contenuti omosessuali ha scatenato, dapprima, un moto generalizzato di rabbia (il marocchino è ”maschio maschio”, cribbio!) poi l’intervento di una squadra della polizia giudiziaria di Marrakesh, che ha messo in campo le sue migliori professionalità tecniche e scientifiche per eliminare alla radice anche il minimo dubbio che scene d’amore tra due uomini potessero essere state girate in Marocco.

Il film in questione, della durata di 113 minuti e che è visibile in rete, per i luoghi di alcune scene aveva dato in molti la certezza che fosse stato girato in una struttura alberghiera di Marrakesh, il Ryad.

Apriti cielo: le proteste sono cominciate a piovere fitte perché, hanno sostenuto in molti, girare un film gay in Marocco è un’offesa all’islam ed anche al Regno. Troppo anche per la compassata, quanto severissima macchina della giustizia marocchina che ha deciso di muovere alcune delle sue migliori pedine per chiarire il giallo e, contestualmente, allontanare dai marocchini anche il minimo sospetto di essere tolleranti in materia di relazioni fisiche tra persone dello stesso sesso.

I colleghi marocchini degli scienziati dei vari Csi televisivi (Las Vegas, Miami, New York) hanno dato fondo a tutta la loro capacità.

Indagini, analisi delle immagini, sopralluoghi e, oplà, il mistero è stato svelato. Il film è stato girato in un albergo, peraltro famoso, del sud della Francia, dall’architettura simile a quella del Ryad di Marrakesh. Ad indurre in errore gli spettatori (e c’è da chiedersi per quale motivo, se a qualcuno i gay fanno ribrezzo, poi si vanno a guardarne i film…..) sarebbe stata la circostanza che, in fase di montaggio, la pellicola è stata arricchita con esterni girati a Marrakesh, più in particolare all’aeroporto Menara o nelle viuzze della Medina.

”In questo modo – ha detto una fonte giudiziaria – ha provocato una sorta di confusione e generato una falsa impressione sul reale luogo in cui il film è stato girato”.

Poi, siccome su certe cose è meglio non lasciarsi dietro scrupoli, gli investigatori sono andati a controllare i dati relativi al regista (straniero) del controverso film, precisando che l’ultimo suo ingresso in Marocco risale al 2014.

William Shakespeare direbbe ”molto rumore per nulla”. Ma il Bardo non aveva problemi di sesso.

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