Dalla rassegna stampa Teatro

Tra De André e Pier Paolo Pasolini ora c’è Marcorè

Tra De André e Pier Paolo Pasolini ora c’è Marcorè

Rodolfo di Giammarco

TITOLO: QUELLO CHE NON HO
AUTORE: GIORGIO GALLIONE
CON: NERI MARCORÈ
PRODUZIONE: TEATRO ARCHIVOLTO
DOVE: FERRARA, TEATRO COMUNALE
QUANDO: FINO A OGGI POI IN TOURNÉE

Lo spettacolo “Quello che non ho” si avventura in denunce di ieri e di oggi: dal mercurio scaricato in mare ai soldati adolescenti dell’Isis
Per Neri Marcorè le nostre città sono un misto di Molière, di Grand Guignol, di radiografia dell’Italia che già spuntava fuori dalla Rabbia di Pasolini e dai brani di Fabrizio De André. È curioso, stimolante, anomalo eppure è generosissimo che sia proprio un ex comico e uno chansonnier intellettuale come lui a metterci in guardia da questa società, a prendere il ruolo del contestatore, ruolo esercitato a suo tempo da Pasolini e da De André. Segno che il teatro può attentare alla coscienza, stimolare l’indignazione, e dopo aver toccato anche, anni fa, l’universo sarcastico e antiborghese di Gaber, forse proprio ci voleva che la cultura scenica condivisa da Neri Marcorè e dal drammaturgo-regista Giorgio Gallione (per il Teatro dell’Archivolto) passasse a coniugare un altro conterraneo come De André con il poeta del mondo Pasolini. Il punto d’incontro è lo spettacolo Quello che non ho, che s’avventura in denunce di ieri e di oggi, citando la vergogna del mercurio scaricato in mare dall’Eni, le miniere quasi dantesche che in Congo sono destinate alle materie utili per i cellulari, i ragazzi bruciati in baracche di carta, i genitori rom incolpati per la morte povera dei figli, la prostituzione minorile, gli stupri, i soldati adolescenti dell’Isis. Si pensi, stando su poltrone di velluto, all’effetto di queste cose, dette non da un contestatore per professione, ma da uno come noi. Che parla della scomparsa delle lucciole anticipata da Pasolini. Che interpreta con Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini una decina di pezzi di De André per anime strappate o anime salve. Si ha più coraggio di vedere nel buio, dopo. Regia delicata. Lui soave e duro, bravissimo.

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