Dalla rassegna stampa Amministrazioni

Il Piemonte approva la legge anti sfratti Un salvagente per inquilini morosi

…Rispettando i termini della legge Cirinnà, il provvedimento approvato ieri dall’assemblea regionale estende anche alle coppie gay il diritto di accedere all’edilizia sociale, un punto che ha motivato il lungo ostruzionismo…

Il Piemonte approva la legge anti sfratti Un salvagente per inquilini morosi
SARA STRIPPOLI
IL Piemonte vara una legge anti-sfratti e va in soccorso di chi ha difficoltà a pagare l’affitto degli alloggi popolari. Tutti i procedimenti, anche quelli in corso, sono già sospesi in attesa di una rivalutazione. Mentre finora i condomini che non pagavano l’affitto nelle case di edilizia popolare ricevevano l’ordine di sfratto dopo tre mesi di morosità, d’ora in poi ci sarà una segnalazione ai Comuni. Che sono chiamati a vagliare le singole situazioni prevedendo, insieme con l’Atc territoriale, un piano di rientro rateale calcolato sulla reale capacità di spesa delle famiglie.
Rispettando i termini della legge Cirinnà, il provvedimento approvato ieri dall’assemblea regionale estende anche alle coppie gay il diritto di accedere all’edilizia sociale, un punto che ha motivato il lungo ostruzionismo del consigliere Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia e suscitato la reazione del Pd e pure dei consiglieri 5 Stelle accusati di sostenere il centrosinistra. L’obiettivo della legge è un cambiamento radicale nella gestione degli sfratti per morosità, spiega l’assessore regionale al welfare Augusto Ferrari «In questo modo sosteniamo tutti coloro che sono nelle condizioni di non poter pagare ».
I numeri degli sfratti in Piemonte erano diventati importanti, sintomo di una situazione di disagio che coinvolge moltissime famiglie. Fra il 2011 e il 2016 le Atc, le Agenzie territoriali della casa, hanno richiesto ai Comuni lo sfratto per 6.500 assegnatari di alloggio popolare. E le decadenze per morosità costituiscono la quasi totalità delle richieste, con una percentuale fra il 93 e il 97 per cento. In realtà, nello stesso periodo, solo il 33 per cento delle richieste ha prodotto un avviso di sfratto. Migliore la situazione nel Piemonte del Sud e centrale (a Torino nel 2016 458 richieste di emissione e 84 decreti). Peggiore quella del Piemonte del Nord,che raggruppa le province di Novara, Vercelli, Biella e Vco, dove il numero dei pronunciamenti supera quota 1200.
La legge è stata approvata ieri in Consiglio regionale con il voto favorevole del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle e quello contrario delle forze del centrodestra.
«I numeri sono importannti. Era necessario eliminare il meccanismo automatico della decadenza», dice Nadia Conticelli, Pd, presidente della commissione che ha discusso la legge. Marco Grimaldi di Sinistra italiana è stato relatore di maggioranza: «Abbiamo fatto bene a non tornare indietro su uno dei principi più cari, il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l’uguaglianza dei cittadini». Il Movimento 5 stelle chiede alle Atc un monitoraggio puntuale sui consumi e sulle altre cause di aumento. Insieme con l’incremento del fondo sociale per la morosità incolpevole «per coprire il 60 per cento», spiegano Davide Bono e Gianpaolo Andrissi.
Ora parte una fase di revisione dei criteri di assegnazione. «E già stato avviato un gruppo di lavoro, formato da tutte le forze politiche – dice l’assessore Ferrari per avviare una revisione della legge sull’edilizia, con un confronto fra le normative di altre Regioni». All’interno c’è anche la discussione sulle assegnazioni ai cittadini stranieri.


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