Dalla rassegna stampa Cinema

La bella e la bestia - Un successo annunciato con o senza sorpresa gay

Arriva il film “La Bella e la Bestia” Natalia Aspesi lo ha visto e racconta un successo con o senza sorpresa gay

Giovedì 16 arriva in sala la versione con attori del classico di animazione dopo le polemiche per “il primo personaggio omosessuale in un film Disney”

La bella e la bestia – Un successo annunciato con o senza sorpresa gay

NATALIA ASPESI

PUÒ DARSI che mi sia appisolata qualche secondo (in due ore e 9 minuti!), come alcuni piccini trascinati da genitori entusiasti a vedere l’anteprima dell’ennesima ma certo non ultima versione della fiaba settecentesca La belle e la bête, forse risalente, secondo qualche fiabista, addirittura ad Apuleio; così mi è del tutto sfuggito, ammesso che ci sia, “il primo personaggio gay di un film della Disney”, informazione nata dal web e che per qualche ora ha indignato il web stesso, ma mai confermata dal regista ritenuto responsabile di tanta audacia, Bill Condon, Oscar per la sceneggiatura di Demoni e dei, candidato per Chicago, 8 nomination e due Oscar per Dreamgirls, e poi il successo degli ultimi due Twilight. La Bestia e il Belloccio? Bella e la Teiera Parlante? O semplicemente l’atletico e violento Gaston e il suo servitore in carne e stupidotto LeFou diventato in italiano LeTont? Pare proprio che si tratti di questi due giovanotti, che esprimerebbero l’eventuale maschia attrazione con un veloce ammiccamento, una mano, un gorgheggio, tanto che, racconta la pubblicità, un cinema dell’Alabama l’ha tolto dalla programmazione e in Russia è consentito dopo i 16 anni, eliminando così il suo vero pubblico. Comunque io c’ero, e non mi sono proprio accorta di questa novità, forse appunto dormivo, o può essere solo una leggenda per attirare non solo mamme e bambine (i maschi pare odino le fiabe in cui amor omnia vincit) ma anche incuriositi gay.
Si sa che la prelibata e commovente storia d’amore tra la fanciulla solitaria che il piccolo villaggio francese non ama, e il principe egoista che si trasforma in un orrendo bestione, ha provocato decine di storie simili, romanzi, film, cartoni animati anche russi, miniserie televisive, opere liriche e musical tra cui quello in scena a Broadway per 13 anni e poi in giro per il mondo, compresa l’Italia. Viene per esempio tuttora rimpianto e rivisitato sul web, dai nostalgici di una cultura chic ma ormai fuori moda, il film in bianco e nero scritto e diretto nel 1946 da Jean Cocteau, molto letterario e fiabescamente cupo, con Josette Day, Belle di ghiaccio vestita da regina con corona, e la Bestia che sotto il folto pelo e niente corna, nasconde la bellezza marmorea dell’allora non più ragazzo Jean Marais, il grande amore dello scrittore. Ma c’è ben altro adesso di cui entusiasmarsi o impazientirsi: il nuovo film è prima di tutto un musical, immaginato ancor prima del successo soprattutto critico di La La Land, e, come dicono gli esperti, live action, cioè con veri attori, però anche con un uso ampio di fondali e personaggi digitali. Belle ha la figurina, il viso innocente e gli occhioni neri di Emma Watson, la ragazzina Hermione dei vari Harry Potter, la Bestia, finito il truce incantesimo, ha la virilità slavata di Dan Stevens, che era tanto carino in Downton Abbey e qui è molto più sexy nel gigantismo della Bestia, zampe con unghione, faccia e corpo pelosi, magnifica criniera, sguardo lacrimoso e molto attraenti corna tra il muflone e l’antilope addax.
Il problema, ammesso che per questo tipo di film per miliardi di spettatori esista, è che forse non c’è femmina, anche di 2 anni, che non abbia già visto almeno in dvd il meraviglioso cartone animato, sempre della Disney, divampato 26 anni fa, nel 1991, primo film di animazione candidato all’Oscar, vincitore di due statuette, per la miglior canzone originale e la miglior colonna sonora. La nuova sontuosa versione, costata 300 milioni compresa pubblicità e merchandising (bamboline, quaderni, album per figurine) con divi, comparse ed animali veri poi tutto il resto digitale, copia il cartone animato scena per scena, personaggio per personaggio: anche gli oggetti digitalizzati, il candelabro Lumière, l’orologio Tockins, la teiera Mrs. Bric, la tazzina sbrecciata Chicco, il piumino per spolverare Plumette, paiono gli stessi. Sono molto simili anche il terrorizzante castello, la foresta infestata da lupi assassini, il babbo inventore, la taverna di ubriaconi, il villaggio sgangherato, la folla che basta una parola e subito corre urlando a sterminare chi è diverso. Anche la musica e le canzoni lo sono, con qualche nuova fioritura dello stesso compositore Alan Menken. Sono gli attori protagonisti a cantare, compresa Emma Watson, mentre le voci degli oggetti sono di altri celebri attori, Emma Thompson, Ewan McGregor, Ian McKellen, Stanley Tucci. Ovviamente nella versione originale in inglese, che purtroppo ci viene negata: in italiano Belle che parla è Letizia Ciampa, che canta è Ilaria De Rosa, la Bestia che parla è Andrea Mete, che canta è Luca Velletri. Il nuovo film non è stato ancora visto neppure negli Stati Uniti, dove uscirà nelle sale il giorno dopo quelle italiane, ma già un immenso pubblico lo conosce a memoria: il minitrailer postato mesi fa ha avuto nel solo primo giorno quasi cento milioni di contatti, compresi quelli italiani, più una tempesta di commenti, supposizioni, scontri, minacce e una fremente attesa perfettamente orchestrata. Sarà un successone, ovvio, e per questo non sarebbe necessario opprimerlo con sorprendenti filosofie di gender e approfondimenti psicologici: Belle adora i libri e legge! Belle è diversa e può amare solo i diversi! Belle è una giovane libera dai pregiudizi! La Bestia è un maschio dominante, ma l’amore lo redime! Sotto sotto c’è una metafora dell’Aids!!! Ma poi, bando alle ciance e buon divertimento.

IERI E OGGI
Un’immagine del cartone del ’91, primo film di animazione candidato all’Oscar Sopra, Luke Evans (Gaston) e Josh Gad, che interpreta il suo servitore LeTont, indicato come il primo personaggio gay di un film Disney In alto, la bella (Emma Watson) e la bestia

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.