Dalla rassegna stampa Cinema

La Bella e la Bestia: ecco il primo personaggio gay

La Bella e la Bestia: ecco il primo personaggio gay

di Claudia Casiraghi

Il rispetto della tradizione. Sebbene la trama sia stata modificata in più punti, un lavoro minuzioso è stato fatto per dare corpo all’immaginario un po’ gotico cui La Bella e la Bestia, versione 1991, si è rifatta.
Una scelta rivoluzionaria, dalla quale mai, in futuro, sarà possibile affrancarsi. La Disney, prima casa produttrice di contenuti per bambini, dopo avere introdotto i primi baci gay in un cartoon, ha voluto accogliere le tante richieste del proprio pubblico, inserendo nel live-action de La Bella e la Bestia il primo personaggio dichiaratamente gay.

Le Tont, pittoresco tirapiedi del macho Gaston, avrà nella pellicola – la cui uscita nei cinema italiani è prevista per il 16 marzo prossimo – una sessualità ben definita, che con la confusa fluidità del cartone animato avrà nulla a che vedere. «Le Tont», ha spiegato il regista Bill Condon, «è un tipetto portato, un giorno, a voler essere come Gaston, un altro a volerlo baciare. Non sa quel che vuole. Sa semplicemente di avere questi sentimenti, da cui Josh Gad (interprete del personaggio ed etero, ndr) ha saputo trarre il meglio. È fantastico essere riusciti ad avere un momento gay in un film Disney», ha concluso il regista, la cui scelta a suo tempo di affidare la parte di Gaston a Luke Evans, apertamente omosessuale, aveva destato grandi scalpori.
Si era detto, allora, che la volontà applaudita di assegnare la parte del macho ad un attore gay avrebbe dovuto segnare un precedente encomiabile. Qualcosa che, negli anni, avrebbe potuto cambiare le logiche di genere, contribuendo a sfatare i tanti, troppi falsi miti che ancora permeano l’universo mondo. Bill Condon, però, è andato oltre e, tra i preziosi vestiti di Emma Watson, la Bella del film, ha inserito una figura senza precedenti. Punto di arrivo di tentativi finora troppo timidi.



da L’Huffington Post

In “La Bella e la bestia” il primo personaggio esplicitamente gay di un film Disney. Lo racconta il regista
Di Silvia Renda

L’attesissimo remake della Bella e la Bestia ha tutte le carte per infrangere record e ottenere primati. In appena 24 ore il suo primo trailer, pubblicato online, ha ottenuto oltre 127 milioni di visualizzazioni, ma è per un altro motivo che i siti d’informazione di tutto il mondo ritengono che il film “andrà alla storia”: nella pellicola appare il primo personaggio esplicitamente gay della Disney.

LeTont (in originale LaFou), interpretato dall’attore americano Josh Gad, è la spalla dell’antagonista Gaston. Nella versione animata viene rappresentato come un compagno inseparabile e sostenitore devoto, ma quella devozione diventa qualcosa di più nel film in uscita in Italia il 16 marzo.

“LeFou un giorno vuol essere Gaston e un altro lo vuole baciare”, rivela il regista Bill Condon, “È confuso, non sa bene ciò che vuole. Si sta rendendo conto di nutrire dei sentimenti per lui. È un bel momento gay in un film Disney”.

L’attrazione per l’altro sesso viene chiaramente rappresentata in una breve scena. Sembra che gli Studios abbiano cercato di introdurre la tematica Lgbt presentandola con naturalezza e normalità, affinché venisse percepita come tale anche in paesi dove l”omosessualità è ancora inaccettabile.

Solo un anno fa la Disney era stata al centro di polemiche per l’assenza di personaggi gay nelle sue pellicole e molti fan hanno ipotizzato (e richiesto) che Elsa di “Frozen” e Merida di “The Brave” fossero entrambe lesbiche. Con LeTont la lacuna è stata in parte colmata.



da Il Foglio

La rivoluzione da poco della “quota gay” nel film Disney
Nel live action “La Bella e la Bestia” il personaggio di Le Tont è l’aiutante del machissimo antagonista Gaston. Ma è anche innamorato di lui

di Simonetta Sciandivasci

Non potremo più tornare indietro dalla scelta rivoluzionaria di inserire il primo personaggio dichiaratamente gay in un film d’animazione. Così ha scritto Vanity Fair Italia, con una pompa quasi minacciosa ma congratulante, nel dare la notizia più discussa e ben accolta sul live action Disney “La Bella e la Bestia”, nelle sale dal prossimo 16 marzo, a ventisei anni dal cartone animato.

Il regista, Bill Condon, in un’intervista per il mensile inglese Attitude, dice di Le Tont, il personaggio in questione, che “un giorno vuole essere Gaston e il giorno dopo vuole baciarlo, è confuso, realizza poco a poco i suoi sentimenti”. Nel cartone del 1991, Le Tont (Le Fou nella versione originale) era l’amico grassoccio, inetto e pavido di Gaston, il super manzo senza cervello che faceva colazione con dodici uova e voleva sposare Belle, la protagonista. Lei, figlia di un inventore eccentrico e gentile, non ricambiava affatto, innanzitutto perché lui la importunava mentre leggeva, domandandole come facesse ad appassionarsi a libri senza figure.

Il nuovo Le Tont resta, nel nuovo film, un personaggio negativo, dalla parte del cattivo, cioè Gaston. Si sono versati fiumi di inchiostro sul fatto che a interpretare Gaston ci sarà Luke Evans del quale, già due anni fa, Vanity Fair scriveva che “il suo orientamento sessuale non gli ha impedito di interpretare egregiamente ruoli etero e passionali”. Cosa che in verità fece anche lo sventurato e immenso Montgomery Clift, che però la sua omosessualità doveva nasconderla, e ne soffriva terribilmente, essendogli capitato di vivere negli anni Cinquanta.

Eppure, qualcosa scricchiola. Il fatto che Le Tont resti un personaggio non esemplare e, per giunta, si innamori dell’antagonista (non uno qualunque, ma l’epitome dei più volgari e grotteschi stereotipi della mascolinità) – sottolinea la rivista Slate – dimostra che quella che la Disney propone come una rivoluzione, di fatto tale non è e, anzi, indulge in due vizi storicamente consolidati: relegare la figura gay ai margini e lasciarla fuori dalla sfera del bene. È complesso azzeccarla quando si pretende che l’espressione (il cinema, in questo caso) faccia la cosa giusta.

“Il bello dei nostri amori è la loro libertà e la loro riprovazione”: è la prima frase di Paoli Poli che Aldo Cazzullo riporta nel ritratto che gli dedicò dopo la sua scomparsa, poco meno di un anno fa. Vanity Fair Italia ha ricordato che non è la prima volta che la Disney inserisce scene di amore omosessuale nei lavori che produce. Slate, invece, ha ricordato che i classici del colosso di animazione annoverano almeno un paio di icone queer: Ursula, la strega del mare de La Sirenetta e Scar, lo zio cattivo del Re Leone. Ursula fu ispirata a Divine, il travestito che fu musa di John Waters, regista sporco, irregolare, meravigliosamente disgustoso (Wikipedia scrive “blasfemo”), perché a La Sirenetta lavorò Howard Ashman, suo fan, che da allora scrisse i testi di molte canzoni dei capolavori Disney, compreso anche “La Bella e la Bestia”: morì di Aids nel 1991, poco prima che il film uscisse al cinema.

Slate sottolinea che la storia di Belle e del suo amore per la Bestia reietta, del piccolo villaggio, dove le stranezze sono perseguite con la malafede e i pettegolezzi quando va bene e le forche quando va male, era in sé una storia queer e che le canzoni della prima edizione, scritte proprio da Ashman, insegnavano ai bambini a riconoscere nel diverso un mistero di cui appassionarsi senza intimorirsi. L’ampiezza di quel messaggio veniva pertanto trasmessa con maggiore efficacia nel cartone animato, dove non si imprimeva – né codificava in un personaggio stereotipato – la normalità omosessuale per insegnare ad accettarla e riconoscerla. Le Tont, invece, è una concessione, una quota gay, la parte di uno schema che, se rispettato, rende inattaccabili i prodotti destinati al pubblico. Sembra, quindi, che nel 1991 “il messaggio” nascesse dalle storie, mentre nel 2017 il messaggio fa la storia, trasformando i personaggi in maschere. Una rivoluzione da poco.

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