Dalla rassegna stampa Polemica

Spirlì vs De Mari: “i gay non sono una perversione”

Spirlì vs De Mari: “i gay non sono una perversione”

Il giornalista, attore e autore televisivo Nino Spirlì risponde alla dott.sa De Mari, di cui abbiamo ospitato un’intervista senza filtri sul mondo omosessuale e sul politicamente corretto

Che i gay abbiano oltrepassato, da tempo, ogni ragionevole confine del buonsenso e del buongusto lo dico, da omosessuale, ad ogni piè sospinto. Sono stato e sono, probabilmente, il primo – e anche l’unico –  prendere le distanze dai gaypride, dai ghetti gay, dai locali notturni gay, dalle saune e sconcezze varie dedicate ai gay (e anche agli eteroporci), dalle associazioni gay, dai salotti mediatici gay. Insomma, in una, dal rutilante mondo gay arcobalenato con soldi pubblici e pubici. Non mi sono mai riconosciuto in una, dico una, delle loro battaglie. Perché rabbiose, pretestuose, rancorose, razziste e “antropofobe”. I gay irreggimentati non rispettano nessuno, a partire dai propri Genitori, dai propri familiari. E si fidano solo, inspiegabilmente, di chi condivide con loro la tessera di questo o quel “ritrovo” specializzato nell’accoglienza, verticale e orizzontale, dei cosiddetti froci. Magari a calzoni abbassati e preservativo indossato. Ma…

Ma prender le distanze da atteggiamenti, abitudini e scopi non condivisibili, non significa che io sia diventato una sorta di “impalatore” sanguinario di tutti gli omosessuali. Praticanti e non. E leggere l’esilarante intervista della scrittice fantasy e medico Silvana De Mari, pubblicata su ilGiornaleOFF, mi fa riflettere sul pregiudizio e anche sulle vagonate di false verità che, di tanto in tanto, un qualche sapientone spalma sui media a proposito dell’omosessualità. La buontempona chirurga endoscopica, psicoterapeuta e autrice di romanzi fiabeschi del terzo millennio, dice la sua e si assicura quindici minuti di notorietà.

“L’omosessualità non esiste…”. Trattasi, secondo la signora (o signorina?) di incastramento in ruolo adolescenziale. Praticamente, fra una pippa e l’altra, alcuni di noi si son persi nell’ispirazione e non hanno imboccato la strada giusta. Anzi. Sono andati a finire in una sorta di fogna dove parcheggiare “il coso”. Un canale sporco e pieno di batteri, bacilli, virus, killer e veleni. Sempre che si tratti di budello maschile. Perché la dottoressa non specifica se i rapporti anali che fanno morire siano solo quelli omosessuali. Per dire: se una donna pratica il sesso anale, è una disturbata malata o una fortunata? E, sempre per rispondere alla catasta di supposizioni d’origine fecale della medica ispirata, la sifilide la contraggono solo gli omosessuali? E anche l’HIV? Perché a me è capitato di conoscere delle persone munite di tette e farfallina vera che grondavano malattie veneree.

Ah, santa pazienza! Quante ne leggo, mentre mi incazzo coi gay arcobalenati che, provocando, ci portano questi risultati!

Se ce ne stessimo tutti a casetta, a fare con discrezione come ce pare, hai voglia a farli ragliare certi somari…

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