Dalla rassegna stampa Cronaca nera

Piccole vittime del cyberbullismo crescono a Torino L’allarme dei vigili

Piccole vittime del cyberbullismo crescono a Torino L’allarme dei vigili

GABRIELE GUCCIONE

SOCIAL network e whatsapp sono le gogne attraverso le quali vengono presi di mira, attaccati, offesi e derisi dai loro aguzzini. I ragazzi e le ragazze che finiscono nel mirino dei cyberbulli rappresentano un quarto del totale delle vittime di bullismo a Torino. Che soltanto lo scorso anno scolastico sono state 98.
Numeri che fotografano solo una parte del fenomeno, quella che emerge dal silenzio e trova la forza di denunciare i soprusi agli agenti del nucleo di prossimità della polizia municipale, i quali si occupano del problema su mandato del tribunale dei minori.
I casi di ragazzi e ragazze vessati, insultati, picchiati e ghettizzatti dai loro stessi coetanei nell’anno 2015-2016 sono stati 98. «Il 25 per cento di questi – hanno precisato i responsabili del nucleo specializzato dei civich – sono vittime di soprusi attraverso il web, di quello che ormai viene definito cyberbullismo ».
Quando un “bullo” viene segnalato dalla magistratura o da una vittima, durante uno degli incontri tenuti nell’ultimo anno in 197 scuole con 710 classi, gli agenti della “proxi” intervengono cercando i colpevoli e mettendoli a confronto con le vittime. Iniziano quello che in gergo si chiama un percorso di «giustizia riparativa».
I “bulli”, armati sempre più con i social network, vengono messi al servizio degli altri, attraverso il volontariato e l’affidamento agli educatori dell’Asai. «La vittima – precisano i responsabili del nucleo di prossimità – si sente confortata dal fatto che il suo disagio non è rimasto senza ascolto. E tutta la classe viene coinvolta in un percorso educativo per riaccogliere bulli e vittima insieme». Dati della procura dei minori alla mano questo lavoro ha permesso di ridurre dell’80 per cento i procedimenti penali a carico dei minorenni. Senza casi di recidiva. L’anno precedente, poi, il nucleo aveva ricevuto un premio nazionale per il lavoro svolto. Nel 2014-15 i vigili di prossimità avevano incontrato 16mila ragazzi, dalla quinta elementare alla prima superiore, in 250 istituti.
Per rompere il muro di silenzio che troppo spesso nasconde la spirale di violenza che a volte rende la vita degli adolescenti un incubo, quest’anno si svolgerà per la prima volta, il 7 febbraio, la “Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”. Un’iniziativa alla quale aderirà anche il Comune di Torino e a cui parteciperanno anche le scuole del Piemonte. Che scenderanno in piazza, con un flash mob alle 10 in piazza San Carlo, per dire “no” al bullismo.

I NUMERI
Cento casi solo nel 2016 Una vittima su quattro viene colpita via Internet
LEZIONI IN 710 CLASSI
Il 7 gennaio si terrà la prima giornata nazionale contro il bullismo. Ma a Torino i vigili urbani da tempo organizzano incontri sul tema

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