Dalla rassegna stampa Giustizia

Anno giudiziario, Canzio sulle famiglie gay: "Adozioni, serve una legge"

… temi di merito, sollecitati anche da Canzio. Serve, dice, una legge per le adozioni e i figli delle coppie gay…

Giovanni Canzio, presidente Cassazione

Comunicato stampa Arcigay

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO, CANZIO CHIEDE LEGGE PER ADOZIONE FIGLI ARCOBALENO.

ARCIGAY: “STIMOLO IMPORTANTE, IL LEGISLATORE RISPETTI GLI IMPEGNI PRESI”
Bologna, 26 gennaio 2017 – “Le parole di Giovanni Canzio, Presidente della Suprema Corte di Cassazione, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario evidenziano come il tema dei diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso non si sia esaurito con l’approvazione della legge sulle unioni civili”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: “Il tema delle adozioni per i figli delle famiglie omognitoriali, stralciato da quella legge, è ancora aperto e non può essere ignorato, assieme ad una riforma profonda della legge sulle adozioni che elimini l’assurdo divieto per le coppie omosessuali di poter accedere a questo istituto, esclusione basata su un mero pregiudizio. Sulle adozioni per le persone omosessuali la politica dovrà al più presto dare risposte, così come era stato garantito in sede di approvazione della legge sulle unioni civili. E’ ora che il legislatore si assuma le proprie responsabilità e ci consegni leggi degne di un paese moderno, inclusivo e progressista, in cui ogni bambino o genitore sia tutelato dallo Stato e non esistano bambini o genitori di serie A e di serie B”, conclude Piazzoni.



da Il Giornale

Adozioni gay, Centemero (Fi) contro Canzio: “Pratica legata alla maternità surrogata”
Elena Centemero (Fi), presidente della Commissione Equality and Non discrimination del Consiglio d’Europa, prende le distanze dalle parole di Canzio (presidente Cassazione)
Raffaello Binelli
Serve una legge che regoli l’adozione per coppie dello stesso sesso, ha detto il primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, nella relazione con la quale ha aperto l’anno giudiziario a piazza Cavour.

Dopo aver ricordato le sentenze di cui di recente si è occupata la Cassazione sul tema della stepchild adoption, Canzio ha osservato che “la Corte non può e non intende sottrarsi al dovere di apprestare tutela ai diritti fondamentali della persona”. Ma ha poi precisato che “demandare in via esclusiva alla giurisprudenza la soluzione di questione che involgono scelte impegnative dal punto di vista etico-sociale non è la via preferibile, mentre sarebbe da privilegiare il percorso ermeneutico disegnato sulla base di una chiara ed esplicita volontà legislativa”.

Le parole di Canzio non sono piaciute alla deputata Elena Centemero (Forza Italia), presidente della Commissione Equality and Non discrimination del Consiglio d’Europa: “Pur nel rispetto del primo presidente della Cassazione, non posso che dissentire dall’invito a legiferare sulla stepchild adoption che è inevitabilmente legata alla pratica della maternità surrogata”.

“Il Consiglio d’Europa – prosegue l’esponente di Forza Italia – si è più volte espresso contro la surrogazione, considerata gravemente lesiva dei diritti dei minori e delle donne, il cui corpo non può essere oggetto di mercificazione per la soddisfazione del desiderio altrui di genitorialità a tutti i costi. Senza dimenticare il recente pronunciamento della Corte europea dei diritti umani che ha di fatto aperto la strada alla possibilità dello Stato di limitare in maniera concreta il ricorso alla maternità surrogata, pratica che va messa al bando a livello internazionale”.

Apprezzamento alle parole di canzio, invece, arriva dal senatore Sergio Lo Giudice (Pd), componente della Commissione Giustizia: “Parole significative ai diritti negati dei bambini che crescono in famiglie omogenitoriali, ribadendo il dovere della Suprema Corte di tutelare l’interesse supremo del minore ed esortando il parlamento a riempire un vuoto normativo la cui gestione non può più essere delegata ai giudici”.

 



da Quotidiano.net

Anno giudiziario, Canzio sulle famiglie gay: “Adozioni, serve una legge”
Il primo presidente della Cassazione nel discorso inaugurale bacchetta anche i pm per le troppe fughe di notizie

Roma, 26 gennaio 2017 – Inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione senza l’Associazione nazionale magistrati (l’Anm diserta – non era mai successo prima – per protestare sui limiti dell’età pensionabile dei magistrati). Il primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio bacchetta i pm per la fuga di notizie sulle indagini in corso.

 

“Famiglie gay, serve una legge per le adozioni”

Passando a tutt’altro argomento, Canzio poi parla delle famiglie gay, caldeggiando una legge per le adozioni alle coppie same sex. La Cassazione “non può e non intende sottrarsi al dovere di apprestare tutela ai diritti fondamentali della persona”, seguendo il “criterio guida dell’interesse preminente del minore”, ma “demandare il via esclusiva alla giurisdizione” la soluzione di questioni su scelte etico-sociali “non è la via preferibile”, sarebbe “da privilegiare il percorso ermeneutico disegnato sulla base di una chiara ed esplicita volontà legislativa”. In proposito, Canzio ha ricordato il verdetto della Cassazione che ha riconosciuto l’adozione da parte del convivente dello stesso sesso del figlio del partner escludendo ogni rilievo “all’orientamento sessuale” della coppia, e favorendo solo “il consolidamento del rapporto tra il minore e chi già se ne prende cura”, e quello che ha riconosciuto l’atto di nascita di un figlio nato da due madri con fecondazione eterologa in Spagna. Da queste sentenze, sottolinea Canzio, “emerge una ricostruzione dell’istituto famiglia intesa come comunità di vita e di affetti, incentrata sui rapporti concreti che si instaurano tra i suoi componenti, all’interno della quale il criterio guida resta quello dell’interesse preminente del minore”.



da Corriere della Sera

Richiamo della Cassazione sui processi «Più controlli per le indagini dei pm»
Le parole del presidente della Corte all’inaugurazione dell’anno giudiziario. L’Anm (che diserta): c’è già il gip
Roma Riforme mancate e necessarie, conduzione delle inchieste, durata dei processi, personale disponibile. L’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione diventa il terreno dello scontro, duro, tra magistrati, governo, ermellini.

Il primo presidente di Cassazione, Giovanni Canzio, accende la sua miccia contro i pm, accusati di «autoreferenzialità» e di condurre «processi mediatici». Il risultato è una opinione pubblica disorientata dal corto circuito tra «giustizia attesa e giustizia attuata», tra le accuse formulate e indirizzate dal pregiudizio dei media e l’esito di sentenze assolutorie o condanne miti. Tanto che «merita di essere presa in seria considerazione la proposta di aprire talune, significative finestre di controllo giurisdizionale nelle indagini, piuttosto che prevedere interventi di tipo gerarchico o disciplinare». Canzio segnala anche «l’urgenza di un intervento riformatore, diretto a restaurare le linee fisiologiche del giusto processo secondo criteri di efficienza, ragionevole durata e rispetto delle garanzie». E un forte richiamo ai giudici affinché «evitino le fughe di notizie sulle indagini in corso», viene anche dal Procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo: «Un fenomeno grave perché rischia di ledere il principio costituzionale di non colpevolezza».

L’Anm diserta la cerimonia contro il decreto sui pensionamenti. Il presidente Piercamillo Davigo così motiva lo strappo: «È una norma discriminatoria, inopportuna e incostituzionale» contro la quale l’associazione magistrati valuta se ricorrere alla Corte di giustizia della Ue o alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Quanto ai controlli invocati da Canzio, Davigo ribatte: «Ci sono già. Le richieste di proroga indagini e di misure cautelari sono ricorribili davanti a un gip. Poi bisogna sapere che cosa intende». Tocca al segretario Francesco Minisci portare l’attenzione su quelli che vengono ritenuti i veri problemi: «Su un organico di 9 mila magistrati ne mancano 1.200, è come giocare una partita nove contro undici».

A lui risponde il Guardasigilli Andrea Orlando: «Le toghe entrate in servizio negli ultimi tre anni sono 1.100» e c’è una «netta inversione di tendenza» anche nella copertura dei vuoti in organico del personale amministrativo (arrivati a 9 mila unità). «Entro marzo vi saranno 1.820 nuove immissioni». Canzio e Orlando condividono il giudizio positivo sulla riforma del processo penale e l’idea di limitare i tempi di applicabilità della prescrizione.

Sullo scontro in atto interviene il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, con l’esortazione a «superare le difficoltà del rapporto tra l’Anm e il governo». Presenti alla cerimonia il capo dello Stato, Sergio Mattarella, i presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Piero Grasso, il premier Paolo Gentiloni.

Fuori dalle divisioni ci sono poi i temi di merito, sollecitati anche da Canzio. Serve, dice, una legge per le adozioni e i figli delle coppie gay, procedure più snelle per smaltire le richieste di asilo dei migranti e rimandare a casa chi non ne ha diritto, misure efficaci per contrastare il terrorismo jihadista e carceri più umane per evitare che il radicalismo faccia proseliti.

Fulvio Fiano Ilaria Sacchettoni


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