Dalla rassegna stampa Cronaca nera

Milano, due giovani gay rapinati e presi a bottigliate dal branco: "Aggressione omofoba"

Milano, due giovani gay rapinati e presi a bottigliate dal branco: “Aggressione omofoba”


I ragazzi aggrediti

In otto contro un 19enne e un 21enne finiti in ospedale. Sono stati circondati all’uscita da una discoteca. L’Arcigay: “Inaccettabile”

di FRANCO VANNI

Hanno chiesto a tre giovani di consegnare portafogli e cellulari. Li hanno pesantemente insultati con frasi omofobe. Infine, li hanno aggrediti con calci, pugni e bottigliate. Gli aggressori sono otto giovani, forse nemmeno ventenni, con ogni probabilità italiani. Le vittime sono due ragazzi omosessuali di 19 e 21 anni. La rapina è avvenuta nella notte fra sabato e domenica, all’uscita della discoteca Borgo del Tempo Perso in zona Porto di Mare, periferia sud di Milano.

I due giovani picchiati, assieme un terzo ragazzo che è riuscito a sfuggire all’agguato, hanno subito allertato i carabinieri. Poi nella giornata di oggi, lunedì 23 gennaio, hanno presentato un’integrazione di denuncia per meglio chiarire la natura omofoba dell’aggressione. “Prima di cominciare a picchiare ci hanno provocato, ci hanno urlato ‘froci’ – racconta uno dei tre – io sono riuscito a fuggire, mentre i miei amici hanno subito danni seri. Non c’è dubbio, si è trattato di un’aggressione omofoba. L’obiettivo principale era offendere e fare male, non rubarci quello che avevamo addosso. Tanto è vero che alla fine ci hanno portato via solo un telefono e un portafogli”.

I due ragazzi picchiati, un magazziniere e uno studente di Economia, hanno riportato rispettivamente la rottura del naso e una frattura scomposta alla testa. Quest’ultimo, 19enne, ha anche dovuto subire un intervento chirurgico. I carabinieri precisano che l’aggressione è avvenuta poco dopo le 4 del mattino, mentre i tre giovani si stavano dirigendo dalla discoteca all’auto che avevano preso a noleggio. Nel tentativo di difendersi, uno dei ragazzi picchiati
avrebbe cercato rifugio in auto.

Fabio Pellegatta, presidente di Arcigay Milano, commenta: “Ogni atto di violenza è inaccettabile. Ritengo gravissimo che, in una via pubblica, un gruppo di malviventi possa picchiare due giovani evidentemente indifesi e poi fuggire. A Milano, come altrove, serve un maggior livello di sicurezza, soprattutto nei luoghi frequentati la sera e la notte”.



da Corriere.it

 

Giovani picchiati fuori dal locale «Ci hanno aggredito perché gay»
La rissa nella notte tra sabato e domenica al Corvetto. La notizia diffusa dal sito contro l’omofobia. I ragazzi hanno sporto denuncia ai carabinieri

di Cesare Giuzzi

Hanno raccontato di essere stati aggrediti e rapinati fuori da una discoteca nella zona del Parco delle Rose, al Corvetto. Era la notte tra sabato e domenica, e loro, Marcello e Michele, sono stati colpiti a pugni e bottigliate. Insieme a loro un amico che non ha riportato conseguenze. A colpire, come hanno denunciato le vittime ai carabinieri, un gruppo di sette o otto ragazzi. I due amici ora dovranno operarsi per la frattura della piramide nasale e una lesione scomposta all’osso frontale. Il loro caso, oltre che per la brutalità dell’aggressione, è balzato alle cronache perché le due vittime hanno raccontato di essere stati insultati perché gay prima di essere aggrediti.
La notizia sui social
È stata la pagina Facebook di Wequal, che si batte contro l’omofobia, a rilanciare la foto dei due giovani con il volto tumefatto e in breve tempo la notizia è circolata in tutti gli ambienti gay della Rete. L’aggressione sarebbe avvenuta mentre le vittime si stavano avvicinando a un’auto del car sharing. In quel momento uno dei giovani avrebbe urtato inavvertitamente uno degli aggressori. A quel punto altri ragazzi avrebbero iniziato ad aggredirli. Le vittime hanno detto però di essere anche stati insultati con termini omofobi prima di essere brutalmente picchiati.



da Milanotoday.it

Milano, due ragazzi massacrati di botte fuori dalla discoteca: “Così ci ha ridotti il branco”
Le vittime dovranno essere operate. Una matrice omofobica dietro l’aggressione?

Carmine Ranieri Guarino

Michele ha il naso rotto, sbriciolato. A Marcello è andata peggio: dovrà operarsi alla scatola cranica a causa di una frattura scomposta dell’osso frontale. Il branco, come lo descrivono loro stessi, si è accanito contro di loro con violenza e ferocia, senza un perché o forse – ma per ora è poco più che una sensazione, orrenda – lo ha fatto per un motivo preciso.

Non sanno ancora darsi una spiegazione i due ragazzi di diciannove e ventuno anni aggrediti sabato notte in via Montemartini, poco lontano da una nota discoteca milanese in zona Porto di Mare.

Le due vittime e un terzo ragazzo, tutti giovanissimi, avevano trascorso la serata nel locale, dove era in calendario una serata gay. Poi, al momento di noleggiare un’auto per tornare a casa – verso le quattro di notte – l’incontro con gli aggressori, sette o otto coetanei, che non sono comunque riusciti a spegnere il loro sorriso.

IL RACCONTO DI UNA DELLE VITTIME: “NESSUNO CI HA AIUTATO”

Due ragazzi gay picchiati dal branco fuori dalla discoteca: “Ci hanno ridotto così”

“Siamo stati aggrediti da un gruppo di ragazzi senza nessuna motivazione”, il racconto di una delle vittime a MilanoToday. A scatenare l’ira del branco, secondo le parole dei giovani, sarebbe stato un semplice contatto – spalla a spalla – tra uno dei picchiati e uno degli aggressori.

Dagli insulti ai fatti il passo è stato brevissimo. “Mentre aprivamo l’auto hanno colpito uno dei miei amici con una bottigliata in faccia, rubandogli telefono e portafogli, e l’altro con un pugno in pieno volto – la ricostruzione dell’amico delle due vittime -. Io non ho potuto far altro che chiudermi in macchina e chiedere aiuto, mentre lì fuori c’erano almeno venti persone – dice con amarezza – che non si sono avvicinate a noi neanche quando gli aggressori erano già andati via”.

Gli unici a prestare soccorsi ai ragazzi sono stati i carabinieri, che ora indagano per rapina, e un equipaggio del 118.

“I miei due amici sono in ospedale al Policlinico con diverse contusioni e fratture e devono subire interventi chirurgici solo perché – l’amara constatazione del ragazzo – qualcuno ha voglia di divertirsi così di sabato sera”.

Ma forse, anche se per il momento è soltanto una ipotesi, dietro l’aggressione potrebbe esserci altro. Wequal, un’associazione che promuove l’uguaglianza delle persone, ha già fatto della storia di Michele e Marcello l’emblema della loro campagna “Omofobia stop”.

“Abbiamo avuto notizia di una aggressione violenta a danno di tre ragazzi, di cui due finiti in ospedale in condizioni gravi. Ai ragazzi va tutta la nostra vicinanza – le parole di Arcigay Milano -. Fermo restando la gravità del fatto in sé, che al di là di ogni considerazione circa le motivazioni degli aggressori, rimane assolutamente inaccettabile, saremo vicini alle vittime anche per verificare l’eventuale natura omofobica della brutale aggressione”.

Natura che al momento è impossibile da stabilire. L’unica certezza, ad ora, è che il branco ha “soltanto” pensato a mandare i due ragazzi in ospedale.

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