Dalla rassegna stampa Teatro

Le parole del Gallo messe in fila da tre donne

… I temi che ancora dividono ritrovano – come dimostra il successo dello spettacolo – l’interesse di chi ascolta le parole diventate drammaturgia: la legalizzazione delle droghe leggere e i diritti dei gay, il sacerdozio femminile, la prostituzione, l’ipocrisia di una parte della Chiesa e …

Le parole del Gallo messe in fila da tre donne
DONATELLA ALFONSO
“NON è il ‘personaggio’ Don Gallo che richiama, ma i temi su cui ha impostato la sua vita che richiamano: lavoriamo sulle sue parole e sulla sua figura, raccontata da tre diverse donne. E sono questi temi universali, senza tempo e mai risolti, ad attrarre chi viaggia, ancora una volta, in direzione ostinata e contraria”.
Così Giorgio Gallione, regista e autore di “Papa Gallo” racconta il ritorno dello spettacolo, già nella passata stagione al Teatro dell’Archivolto con quasi 3500 spettatori (e molte serate da tutto esaurito), ora di nuovo in scena da oggi, giovedì 12, al 22 gennaio. Tra il “Don” e il Teatro si era sviluppata negli anni una collaborazione diventata anche un’amicizia fraterna: proprio nel teatro di Sampierdarena, il 22 aprile 2013, un mese prima della scomparsa, era avvenuta la sua ultima apparizione pubblica. “Rimaniamo a Genova, per questa stagione – spiega Gallione – perché Don Gallo è profondamente genovese, benché, ripeto, abbia trattato, e non solo sotto il profilo spirituale, ma con l’esempio della sua vita, i temi universali”. Ma c’è profondamente la sua azione a Genova, dagli anni al Carmine alla fondazione della Comunità di San Benedetto, dalle sue iniziative per gli “ultimi”, dai drogati alle prostitute ai trans, fino alla sua immagine-icona durante il G8, quando dopo la denuncia delle violenze alla Diaz e a Bolzaneto, ma anche il suo sostegno alle istanze del movimento no global, lo fanno diventare un punto di riferimento per chiunque pensi che “un altro mondo è possibile”.
In scena Simonetta Guarino, Barbara Moselli, Rosanna Naddeo, con le scene di Guido Fiorato, le musiche di Paolo Silvestri e le luci di Aldo Mantovani. A fare da fil rouge, le canzoni di Fabrizio De André – scomparso proprio 18 anni fa, l’11 gennaio – che il “Don” citava come “quinto evangelista”. “Se c’è qualcosa da dire sull’azione di don Andrea – riassume Gallione – è proprio che ha incarnato le sue azioni in maniera evangelica”. E infatti c’è la Genova profonda nel racconto, quella vista dalla strada e dagli ultimi. Quelli che abitano le strade intorno a “piazza don Gallo”, lo spazio che gli è stato intitolato dal Comune nel cuore del Ghetto di Pré un anno dopo la sua morte.
E allora vai con le parole del Gallo messe in fila dalle tre attrici, in un pantheon che affianca Cristo e Gramsci, Pasolini e Don Milani, il subcomandante Marcos e la Costituzione, quel “faro” che il fondatore di San Benedetto dichiarava fosse uno dei due della sua vita, insieme al Vangelo. I temi che ancora dividono ritrovano – come dimostra il successo dello spettacolo – l’interesse di chi ascolta le parole diventate drammaturgia: la legalizzazione delle droghe leggere e i diritti dei gay, il sacerdozio femminile, la prostituzione, l’ipocrisia di una parte della Chiesa e anche quella della politica. Ma ovviamente, l’ironia che era propria del sacerdote pervade le scene. A partire, appunto, dal titolo: spiegato nell’incipit, quando è lui a raccontare come nel 1949, appena uscito dal noviziato dei Salesiani, stava ascoltando i racconti di un anziano prete allievo di Don Bosco – chi ha frequentato il piccolo studio del Gallo a San Benedetto ricorderà la foto del fondatore dei Salesiani sopra la scrivania – e, quando venne il suo turno di salutarlo e baciargli la mano, si sentì chiedere: “Come ti chiami?” la risposta fu “Chierico Gallo”. E l’anziano prete gli rispose: “Non sarai mai pontefice, perché un papa Gallo sarebbe disdicevole per la Chiesa”. E lui chiosava: “E infatti io, prete da marciapiede, sino alla fine del mondo”.

GIORGIO GALLIONE
Il regista che ha messo in scena lo spettacolo su don Gallo al teatro Archivolto
PAPA GALLO
Una scena dello spettacolo che dà voce a don Gallo attraverso tre interpreti donne che raccontano le sue parole


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