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Dalla rassegna stampa STORIA LGBT

Giorno della memoria L’Arcigay entra nell’organizzazione

Giorno della memoria L’Arcigay entra nell’organizzazione

L’associazione invitata dalla Comunità ebraica “Lo sterminio degli omosessuali rimosso a lungo”

MICHELA BOMPANI

ARCIGAY Genova per la prima volta e prima associazione Lgbt in Italia, entra nel tavolo prefettizio che organizza le celebrazioni del Giorno della Memoria. Da novembre scorso, per la prima volta, il presidente di Arcigay Genova, Claudio Tosi, siede ufficialmente nel board dell’organizzazione.
Da diversi anni Arcigay collabora con un evento o un’iniziativa alla cucitura delle celebrazioni intorno al 27 gennaio, Giorno della Memoria per ricordare tutte le vittime della Shoah e delle leggi razziali, delle deportazioni e tutti coloro che misero a rischio la propria vita per combattere i progetti di sterminio nazi- fascisti. Per la prima volta, però, quest’anno Arcigay entra nell’organizzazione.
«Siamo stati invitati dal presidente del Centro Culturale Primo Levi, Piero dello Strologo, a chiedere di poter entrare nel board – spiega Claudio Tosi – siamo grati a lui per questa proposta cui teniamo moltissimo. Gli siamo grati per le motivazioni con cui ci ha invitato a fare domanda, sottolineando che la vicenda della deportazione e dello sterminio degli omosessuali è stata rimossa per moltissimo, troppo tempo».
Arcigay firma un evento specifico, il 29 gennaio, alle 21, nel Munizioniere di Palazzo Ducale, “Blackout”, all’interno di un programma di oltre un mese di iniziative ed eventi, dal 26 gennaio al 7 marzo, a Genova.
«Fin dalla sua costituzione, Approdo Ostilia Mulas – Comitato territoriale Arcigay Genova ha lavorato per affermare l’importanza della memoria dell’Omocausto, ovvero la deportazione e lo sterminio degli omosessuali nei campi nazisti e condannati al confino dai fascisti. Nel 2013, abbiamo cominciato a partecipare alla Marcia della Memoria, già dal 2012 la nostra presidente Ostilia Mulas aveva auspicato l’ingresso nel tavolo prefettizio siamo orgogliosi di aver realizzato il suo progetto». Tosi ricorda che il sostegno all’ingresso nel comitato è stato sostenuto in primis dalla stessa Comunità ebraica genovese e dal Centro Culturale Primo Levi, che è il principale organizzatore degli eventi. Sostegno diretto anche dal Comune di Genova e dall’Anpi. «Abbiamo chiesto il semplice patrocinio alla Regione Liguria per l’iniziativa al Munizioniere, ma stiamo ancora aspettando una risposta», fredda Tosi.
«La storia della deportazione e dell’internamento degli omosessuali è stata sepolta per anni – spiega il presidente dell’Arcigay Genova – si tratta di uomini che, usciti dal lager, spesso venivano tradotti in carcere, perché, ricordiamolo, l’omosessualità era un reato. Parlo di uomini e non di donne. Per le donne non si parlava neppure di omosessualità, venivano considerate un gradino più in basso tanto da non riconoscere neppure il capo d’imputazione, che veniva così riservato solo agli uomini. Venivano ugualmente internate e subivano la stessa orrenda sorte, ma con altre “motivazioni”».
Ed è molto più faticoso ricostruire la memoria, oggi, perché per molto tempo una parte di questa tragica Storia è stata rimossa, perdendo documenti e testimonianze, ulteriormente sigillate dal riserbo.
«Abbiamo organizzato uno spettacolo, il 29 gennaio, in cui non rivivrà soltanto la memoria degli internati omosessuali, ma anche degli zingari, dei disabili, di cui ugualmente per molto tempo non si è parlato – spiega Caludio Tosi – celebrare il Giorno della Memoria non è importante soltanto per ripristinare una corretta lettura del passato, ma per leggere le pericolose avvisaglie di discriminazione e intercettarle in tempo, proprio oggi. Nessuno, sennò, sarà mai al sicuro ».

Ci sarà un evento specifico al Munizioniere: “Abbiamo il sostegno di Anpi e Comune La Regione? Per ora tace…”
LE INIZIATIVE
Una foto d’archivio di un corteo organizzato negli anni scorsi a Genova il 29 gennaio “Giornata della Memoria”


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