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CINEMA

I 10 migliori film queer del 2016: ecco la nostra classifica

I 10 migliori film queer del 2016: ecco la nostra classifica
Ecco l’immancabile top ten di fine anno dei migliori titoli LGBT.

Roberto Schinardi


1. La Belle Saison di Catherine Corsini

Anche quest’anno vincono le donne (nel 2015 scegliemmo Summer of Sangailé). È una sorta di nuova Vita di Adele in versione seventies, La Belle Saison, l’emozionante e appassionata storia d’amore fra una femminista borghese e una polposa contadina, magnificamente interpretate da Cécile De France e Izïa Higelin. È il film LGBT più vitale e significativo del 2016 perché accosta le difficoltà di vivere pienamente un amore lesbico a una visione d’impegno pubblico del femminismo al suo nascere. Vincitore del Togay, fu premiato a Locarno l’anno scorso col Variety Piazza Grande Award.

2. È solo la fine del mondo di Xavier Dolan

Con l’inserimento nella short list di nove titoli dei possibili candidati all’Oscar come miglior film straniero, il giovane talento canadese mette una serie ipoteca sulla statuetta dorata dopo essersi aggiudicato il prestigioso Grand Prix al Festival di Cannes. È solo la fine del mondo riesce a trasformare in vero cinema una bella pièce di teatro firmata Jean-Luc Lagarce che ha ormai ventisei anni ma non sembra affatto datata: uno scrittore gay torna a casa dopo dodici anni per annunciare che sta per morire. Dolan riunisce un magnifico pentacolo di attori francesi, uno più bravo dell’altro (ma fra tutti spicca Vincent Cassel) in un kammerspiel febbricitante. Nevrosi e isterie famigliari, sì, ancora, ma mai come questa volta suonano davvero sincere e autentiche.

3. Quando hai 17 anni di André Téchiné

Il perfetto punto di fusione tra una storia d’amore gay e un educativo pamphlet contro il bullismo scolastico. Thomas e Damien (Corentin Fila e Kacey Mottet Klein, bravissimi) non si sopportano, si fanno dispetti, arrivano a picchiarsi: una convivenza praticamente forzata farà emergere i veri sentimenti che ciascuno prova per l’altro. Uno dei film queer più sottovalutati dell’anno, a cui è stato pure scippato il Teddy Award dall’algido austriaco Kater. Téchiné torna agli alti livelli di Les roseaux sauvages nel tratteggiare i palpiti adolescenziali e regala a Sandrine Kiberlain una delle sue migliori interpretazioni nel ruolo della sensibile mamma medico.

4. The Danish Girl di Tom Hooper

È il film LGBT con i migliori costumi e scenografie dell’anno (vinse il Queer Lion a Venezia nel 2015). Avrebbe potuto essere un capolavoro se fosse durato un po’ meno e avesse evitato alcuni eccessi melò: Eddie Redmayne è perfettamente aderente al ruolo della prima trans della storia, la pittrice danese Lili Elber, e Alicia Wikander ha il giusto accanimento appassionato nel difendere il suo amore pre-gender, costi quel che costi. Esteticamente mirabile.

5. O Ornitologo di Joâo Pedro Rodrigues

Autorialità pura in questo visionario viaggio onirico nelle selve selvagge del Portogallo dove un affascinante ornitologo (Paul Hamy, le labbra più sexy dell’anno) ripercorre alcune tappe della vita di Sant’Antonio da Padova per reincarnarsi poi nel regista stesso. Dai simbolismi cristiani e animisti al fetish in stile Boundgods, c’è davvero di tutto, persino amazzoni a seno nudo e un pastorello gay sordomuto di nome Jesus: basta lasciarsi andare al flusso della visione e scoprire uno dei più originali e non allineati film queer del 2016.

6. Les vies de Thérèse di Sébastien Lifshitz

L’unico documentario presente in classifica è l’intenso ritratto di Thérèse Clerc, femminista militante deceduta poco dopo la fine delle riprese. Già presente in un precedente lavoro del regista, Les Invisibles del 2012, in cui si approfondiva l’omosessualità della protagonista, ha momenti davvero toccanti quali l’incontro con i figli di Thérèse e il significativo dialogo con la giovane nipote. Vincitore della Queer Palm, non ha purtroppo avuto una distribuzione italiana.

7. Man on high heels di Jiang Jin a pari merito con Mademoiselle di Park Chan-Wook

Sono state le due sorprese orientali queer dell’anno: il primo è uno strepitoso noir tarantiniano gender con un detective che desidera cambiare sesso, il secondo un mefistofelico thriller erotico lesbico ispirato al romanzo Ladra di Sarah Waters e magistralmente messo in scena dal grande Park Chan-Wook attraverso una riambientazione nella Corea del Sud degli anni ’30 durante l’occupazione giapponese.

8. Rester Vertical di Alain Guiraudie

La scena più estrema dell’anno è appannaggio di questo strano dramma d’autore che mescola sesso e pastorizia con bizzarri tocchi creativi: una sodomia in primo piano con funzione di eutanasia per un anziano contadino. Il regista de Lo sconosciuto del lago non bissa successo e qualità ma realizza un film-ufo intrigante su un regista bisex in crisi d’ispirazione a caccia di lupi in giro per la Francia. Insolito e perturbante.

9. Grandma di Paul Weitz

È probabilmente la migliore interpretazione queer dell’anno: la veterana Lily Tomlin davvero irresistibile nel ruolo di una nonna burbera che si trova ad accompagnare la nipote alla ricerca di soldi per poter effettuare un’interruzione di gravidanza. Dialoghi fulminanti e sceneggiatura scoppiettante per una riflessione non scontata sulla fallita rivoluzione sessantottina e il conseguente scarto generazionale che vede penalizzata soprattutto la nuova generazione.

10. Heartstone di Gudmundur Amar Gudmundsson

Un delicato cine-romanzo di formazione vincitore del Queer Lion a Venezia sull’amicizia tra due adolescenti nelle ruvide lande islandesi. Quando uno dei due s’invaghisce di una ragazzina del luogo, l’altro scoprirà di dover confrontarsi con i sentimenti sempre più appassionati che prova per l’amico. La natura aspra e immersiva degli splendidi panorami islandesi è la terza protagonista del film, toccante e ben recitato. Meriterebbe di essere distribuito nelle sale italiane.