Dalla rassegna stampa Libri

Prima che sia notte: essere scrittori gay nella Cuba di Castro

Prima che sia notte: essere scrittori gay nella Cuba di Castro
Prima che sia notte: film sullo scrittore gay Reinaldo Arenas

Vincitore di un prestigioso Leone d’argento – Gran premio della giuria al Festival di Venezia, Prima che sia notte è un film di Julian Schnabel del 2000. Un film dove spiccano attori del calibro di Javier Bardem (che si aggiudicò la Coppa Volpi al miglior attore sempre a Venezia per il suo ruolo), Sean Penn e Johnny Depp e che ci racconta la vita di Reinaldo Arenas (1943-1990), celebre poeta e scrittore cubano che, dopo aver vinto giovanissimo un importante premio letterario, vedrà tutte le sue opere sequestrate dal governo castrista.

L’omosessualità nell’isola non è più tollerata e il poeta cade così nella rete di oppressione che sembra soffocare sempre più da vicino ogni speranza di libertà, ogni moto del cuore, ogni velleità artistica. Nessuno dei suoi successivi libri vedrà mai la luce nel suo paese, pur vincendo all’estero prestigiosi premi come il National Book Award. Cresciuto poverissimo, ma nutrito di libertà, Arenas verrà così inseguito, braccato, arrestato (molti saranno infatti i suoi tentativi di abbandonare Cuba). Tuttavia nel 1980 Fidel Castro cambia idea e consente a gay, malati mentali ed ex galeotti di lasciare definitivamente l’isola. Reinaldo Arenas riesce, in questo modo, a raggiungere la costa americana, ma le sue difficoltà non sono certo finite una volta toccato il suolo degli Stati Uniti. Le sue parole a questo proposito rivelano un’amarezza profondissima e che per certi versi ne preannunciano la tragica fine (allo scrittore nel 1987 verrà diagnosticato l’Aids):

La sofferenza dell’esilio, la solitudine e le malattie non mi avrebbero certo colpito se avessi potuto vivere, libero, nel mio paese.

Il grande poeta e romanziere, lo ricordiamo, morirà suicida a soli quarantasette anni nel 1990 e proprio dalla suo libro autobiografico Prima che sia notte, considerato dal New York Times uno dei dieci migliori libri del 1993 (in Italia pubblicato da Guanda, con la traduzione di Elena Dallorso), il regista Julian Schnabel ha tratto questo film indimenticabile. Film che, fulmineo, tocca in profondità e indelebilmente anche il cuore più disattento e ondivago.

 

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