Dalla rassegna stampa Libri

IL GIALLO DI CASERME ROSSE - MASSIMO FAGNONI

IL GIALLO DI CASERME ROSSE – MASSIMO FAGNONI

Recensione di Milena Privitera

Dicembre 1943. Andrea Fanti, un giovane bolognese, decide di unirsi ai partigiani, ma la stessa sera scompare nel nulla. Bologna 2014. Si inaugura una lapide a memoria dei deportati delle Caserme Rosse, un lager di transito e smistamento, dove furono raccolti e poi deportati circa trentaseimila italiani, tra prigionieri politici, prigionieri di guerra, criminali abituali, ebrei, omosessuali, lavoratori civili intrappolati in Germania, asociali ed altro. Il presidente dell’associazione per il recupero della memoria cittadina, nonché segretario della sezione PD bolognese, Achille Tassinari, durante il discorso inaugurale, dichiara di voler aprire un’indagine sulla misteriosa scomparsa del diciasettenne Andrea Fanti, suo fratello. Ad essere ingaggiato in questa ricerca sarà l’investigatore privato Galeazzo Trebbi, personaggio creato magistralmente da Massimo Fagnoni, protagonista già di altri tre noir di successo.

Trebbi è un ex poliziotto legato ai vecchi ma sempre validi metodi investigativi. Vicino ai sessanta e con un fisico possente che finalmente ha raggranellato un bel gruzzolo in banca e quindi può essere selettivo nella scelta dei casi che gli propongono. In quest’ultimo romanzo “Il giallo di Caserme Rosse” (Fratelli Frilli Editori, 2016) Trebbi

“dovrà immergersi in un’oscura vicenda tra misteri mai svelati, segreti inconfessabili e nuovi poteri emergenti”.
Un’oscura vicenda che viene dal passato e che lo porterà addirittura ad Auschwitz. Sostenuto dal suo miglior amico Claudio, professore di storia e filosofia, omosessuale, senza non poca difficoltà, Trebbi riuscirà a portare a galla la terribile verità.

“Sappiamo che Fanti era gay, o almeno per questo motivo volevano spedirlo in Polonia, e questa informazione farà notizia, (…) Se fossi vissuto in quel periodo forse non sarei arrivato all’andropausa”. “Chi può dirlo? Pensi che fra i gerarchi non ci fossero omosessuali?”.
Claudio si gratta il naso.

“C’era tutto e il suo contrario, come nelle migliori tradizioni, ai gerarchi piacevano le minorenni e i ragazzini e Mussolini tutto sapeva e usava per i suoi scopi, l’omosessualità era un delitto solo per chi non apparteneva alla casta”.
Massimo Fagnoni anche in questo suo ultimo romanzo riesce a costruire un noir sociale ben costruito e ben scritto.

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