Dalla rassegna stampa Giustizia

«Prostituzione minorile, condannate l’ex parroco»

«Prostituzione minorile, condannate l’ex parroco»

È l’ora delle richieste di condanna per i due imputati più in vista: 3 anni e 4 mesi per don Diego Rota, ex parroco di Solza, sospeso a febbraio quando scattarono gli arresti domiciliari, e 2 anni e 8 mesi per Corrado Fumagalli, il fondatore di Bergamo Sex, nonché inventore della trasmissione tv Sexy Bar. Professioni agli antipodi, ma imputazione comune, a Brescia, da parte del pm Ambrogio Cassiani: prostituzione minorile, per più episodi di sesso a pagamento con un gruppo di ragazzini bergamaschi che venivano contattati via Internet. Un giro di prostituzione che, secondo gli interrogatori delle parti offese (i minorenni), era nato quasi per gioco: «Così tiriamo in giro i gay…», diceva uno dei ragazzini agli amici, invitandoli a iscriversi al sito Badoo e a mettersi a disposizione per incontri. Lo scopo? Guadagnare 100 euro, oppure ricevere uno smartphone in regalo. Ma da quel «gioco» era nato uno scandalo che ha anche segnato una svolta nella comunicazione della Curia di Bergamo: era stata la Diocesi stessa, nel giorno delle misure cautelari, a dare la notizia degli arresti di don Rota e della sua sospensione.

Lui, 46 anni, parroco apprezzato a Solza, nella chiesa del paese aveva fatto realizzare due grandi mani di stoffa, enormi, per il giubileo della misericordia. Simbologia che cozzava, già secondo alcuni fedeli, con quel Suv della Lexus con cui amava circolare e con cui raggiungeva anche gli angoli più oscuri di Seriate: è lì che sono avvenuti buona parte degli incontri, anche per gli altri imputati. In sei casi, è la contestazione per il sacerdote, avrebbe consumato rapporti sessuali con i minorenni, contattati tramite il suo pseudonimo, «Marco». Solo in una circostanza, tra quelle finite nel mirino dei carabinieri e della procura di Brescia, l’accordo con i ragazzini sarebbe saltato. «Quante volte dobbiamo farlo ancora?», gli chiedeva via messaggio uno dei minori adescati. «Ne hai ancora 15 delle 20 pattuite — rispondeva il don —. Se fai meglio potrei scontarne qualcuna». La sua difesa, avvocati Roberto Bruni e Alessandro Zonca, non ha mai negato gli episodi contestati e durante le indagini ha anche sondato la disponibilità del pm a un patteggiamento. Ma l’accusa è stata chiara: nessun accordo su una pena sotto i due anni, che sarebbe sospesa. Rito abbreviato, è stata quindi la scelta dei legali, con uno sconto di un terzo sull’eventuale pena. Ieri in udienza la richiesta dell’avvocato Bruni ha ricalcato i contenuti del patteggiamento negato: una pena non oltre i due anni, con attenuanti generiche per l’imputato (incensurato) e attenuanti per l’avvenuto risarcimento di una delle parti offese, a cui il sacerdote ha consegnato un assegno da 5 mila euro (un altro ragazzino risulta irreperibile). Circostanze forse non così rilevanti per il pm, che ha chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione, per un reato che, codice alla mano, prevede un massimo di sei anni.

La sentenza del giudice dell’udienza preliminare Giovanni Pagliuca è fissata per il 30 novembre, sia per l’ex parroco, sia per Corrado Fumagalli. Lo showman era rientrato da una vacanza in Brasile quando aveva saputo degli arresti domiciliari. E in un caso aveva portato due dei minorenni coinvolti nella sua villa a Pognano. Ma fin dall’inizio si era difeso in modo chiaro: «Sembravano ragazzi di vent’anni, non sapevo fossero minorenni». L’avvocato Benedetto Maria Bonomo ha invocato per lui l’assoluzione. Ma il pm ha chiesto 2 anni e 8 mesi.

Tra meno di un mese arriverà la prima verità processuale su un caso che ha svelato una doppia vita di personaggi noti, ma anche di insospettabili uomini della porta accanto. Ieri il pm ha chiesto 3 anni e 4 mesi per Sergio Madureri, di Parma, e Francesco Bellone, di Muggiò: anche loro arrivavano in auto a Seriate per gli incontri concordati. Andrà invece a processo ordinario il bresciano Claudio Tonoli, sieropositivo, già coinvolto in altre inchieste. Ha invece già patteggiato due anni (quindi pena sospesa) Egidio Bosio, 53 anni, di Albino, agente di polizia locale in servizio a Boltiere quando erano scattati gli arresti. Patteggiamento a un anno e mezzo per Cristian Zilli, 43 anni, ex allenatore delle giovanili dell’Acos Treviglio. Un anno e due mesi per Pier Luigi Rossi, 49 anni, assicuratore di Bergamo, ed Ettore Tucci, 40 anni, impiegato, anche lui di città.

Armando Di Landro

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