Dalla rassegna stampa Cinema

GenderDanza

Oggi la festa inaugurale

Da domani con “Paradox” del Balletto di Roma il primo titolo da non perdere
GenderDanza
CARMELO ZAPPARRATA
Più che mai sagace e dirompente, parte oggi alle 19 al Cassero la 14ma edizione del festival Gender Bender con festa inaugurale e consueto brindisi per poi lanciarsi al party “I’m too bootylicious for you, baby!” che dalle 23.30 fino a notte fonda farà danzare in twerking, cioè scuotendo il bacino a ritmo sincopato. Corpo e movimento, quindi, per formare un binomio che si presta molto bene a riflettere sulle identità di genere, così come voluto dal direttore Daniele Del Pozzo, e a cominciare proprio dalle proposte di danza. Già domani 27 ottobre si entrerà nel vivo del palinsesto per la prima alzata di sipario alle 21 all’Arena del Sole con il Balletto di Roma in “Paradox”. Qui la storica compagnia, fondata nel 1960 da Franca Bartolomei e Walter Zappolini e rinnovata dallo scorso anno dal suo nuovo direttore artistico Roberto Casarotto, si cimenta in un trittico sui paradossi di genere coreografato dall’israeliano Itamar Serussi Sahr e dall’italiano Paolo Mangiola. Si parte dall’assolo di un giovane uomo in “Sycho” di Serussi per poi passare al quartetto di donne di “Fem” di Mangiola, dove attraverso la decostruzione del balletto classico si rivela la personalità delle interpreti tra le sonorità di Erik Satie e Anna Meredith. A chiudere la serata in maniera corale è lo sguardo ironico sulla mascolinità di “Tefer”, creato da Serussi per sei danzatori sulle musiche originali di Richard van Kruysdijk.
Tra il fitto programma della rassegna che fino al 6 novembre animerà molti palcoscenici bolognesi non mancano imperdibili prime italiane come “L’après-midi d’un Foehn” di Phia Ménard (Teatro Testoni, 29 ottobre ore 16.30 e 21, 30 ottobre ore 16.30 e 18.30). Considerarlo uno spettacolo per bambini sarebbe riduttivo poiché riuscire a far danzare buste di plastica colorate sulla musica di Debussy non è di certo un gioco semplice. Nato su commissione del Museo di Storia Naturale di Nantes, questo lavoro dell’artista transgender Phia Ménard invita a riflettere su quel caldo soffio che può dare vita a oggetti inanimati.
Presenti all’appello anche le giovani promesse nostrane come Riccardo Buscarini, piacentino di origine e londinese d’adozione già apprezzato nelle scorse edizioni per il progetto “Performing Gender”. Atteso adesso in prima nazionale è il suo “No Lander” (Teatri di Vita, 31 ore 21 e 1 ore 16) prodotto dal The Place-London e da Tir Danza di Modena. Cinque danzatori, dispersi come marinai tra i flutti, evocano quel desiderio di appartenenza decantato da Omero nell’Odissea dipingendo in pose plastiche e scultoree le attuali tragedie del Mediterraneo.
Infine tappa da Atelier Sì per il duetto “Within her eyes” di James Cousins (2 e 3 novembre) e il tip-tap di Amy Bell in “West End” di Chiara Frigo (5 e 6 novembre).

IN SCENA
In senso orario: ”L’aprèsmidi d’un Phoen” (Testoni, 29 e 30 ottobre), ”Tefer” del Balletto di Roma (domani Arena del Sole), “No Lander” di Riccardo Buscarini (Teatri di Vita, 31 ottobre e1 novembre)

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