Dalla rassegna stampa Cinema

Corpi al confine inizia Gender Bender

Il brindisi per inaugurare la quattordicesima edizione di Gender Bender è oggi alle 19 al Cassero Lgbt di via Don Minzoni 18 (ore 19, ingresso gratuito), ma il festival sulle rappresentazioni del corpo, identità di genere e orientamento sessuale nella cultura contemporanea mette subito in chiaro che l’apertura è sotto il segno dell’impegno politico e la passione. Per questo proprio al Cassero si può già visitare la mostra «TransPilipinas» di Victor H. Garcia, sul mondo Lgbt in tre diverse isole. E per questo dopo il prosecco l’appuntamento di punta è con un film di Catherine Corsini, Summertime (ore 22, cinema Lumière, replica il 30) che ci riporta agli anni del movimento femminista. Siamo in Francia, l’anno è il 1971 e con tocco delicato la regista ci racconta di un incontro di due donne tra lotte e sentimenti. Ne emerge un omaggio, parole sue, «alle femministe che sono state spesso vilipese, trattate come nevrotiche affamate di sesso(il film ha ottenuto il Premio Variety Piazza Grande al Festival di Locarno 2015 e miglior lungometraggio al Tglff di Torino 2016). L’inizio del festival è soft. Lo aveva annunciato Daniele Del Pozzo, direttore artistico della manifestazione, con la scelta di diluire gli spettacoli in 12 giorni, fino al 6 novembre. E domani si entra nel vivo con il trittico Paradox del Balletto di Roma (Arena del Sole, ore 21). La compagnia con la direzione di Roberto Casarotto ha intrapreso un nuovo corso e in questo lavoro di Itamar Serussi Sahar e Paolo Mangiola ne vediamo i frutti. Il primo pezzo, Sycho , è un assolo sull’evoluzione nel corpo e nella mente di un giovane. Il secondo, Fem , è un quartetto femminile. Coreografato da Mangiola, «la riflessione — spiega — è intorno ai codici del balletto. Sono limitanti o, al contrario, liberatori? Quante volte ci siamo sentiti dire “ti muovi come un uomo” o “come una donna”? Abbiamo usato il movimento come cartina di tornasole per capire le identità, questo è l’approfondimento che ci interessava. Le danzatrici su questi strumenti hanno creato la loro coreografia». Il trittico si chiude una danza guerriera, Tefer . Oggi parte inoltre il progetto Minor Place della coreografa Giorgia Nardin che tiene anche un workshop di twerking tutti i giorni aperto a tutti (teatro Maicontenti, 16.30-17.30, gratuito). Infine, da non perdere la mostra «Out Frames», al Mambo da domani alle 18, selezione delle foto vincitrici del Pride Photo Award, sulla rappresentazione delle differenze di genere e di orientamento sessuale, in esclusiva per l’Italia. www.Genderbender.it.

Paola Gabrielli

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