Dalla rassegna stampa Arti visive

Le Polaroid dei «saranno famosi»: Gus Van Sant con cinepresa e senza

Le Polaroid dei «saranno famosi»: Gus Van Sant con cinepresa e senza
La macchina da presa di Gus Van Sant segue una gioventù affamata di vivere: studenti ( Elephant , 2003; sotto: Alicia Miles e John Robinson), musicisti grunge ( Last Days , 2005), skater ( Paranoid Park , 2007) che si affacciano ai margini di un mondo adulto che li respinge. Turbamenti e affanni rappresentati da un cineasta indipendente che sa muoversi con successo tra i sentieri del cinema mainstream . Ma la mostra al Museo Nazionale del Cinema di Torino (Mole Antonelliana, fino al 9 gennaio, www.museocinema.it), non guarda solo al regista ma ricostruisce tutta la carriera artistica di Gus Van Sant: le Polaroid che negli anni Settanta e Ottanta ritraevano le future star del cinema, videoinstallazioni, opere figurative e plastiche. La mostra è un progetto della Cinémathèque française in coproduzione con il Museo Nazionale del Cinema, il Musée de l’Elysée e la Cinémathèque suisse di Losanna; ad accompagnarla una retrospettiva al Cinema Massimo (fino al 31 ottobre) e un catalogo Silvana Editoriale. ( cecilia bressanelli )

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