Dalla rassegna stampa Cinema

Piccioni: fuoco di sbarramento sul nostro cinema

GIUSEPPE PICCIONI
CARO direttore, a proposito di masochismo, senza entrare nella polemica sul bel film di Gianfranco Rosi, credo che il tema si possa estendere al generale atteggiamento che c’è da qualche anno nei confronti del cinema italiano. Il mio Questi giorni è stato selezionato in concorso a Venezia, ma una parte della critica ha tentato di sbarrare la strada al cammino del film. Dal pubblico ho avuto attestazioni di stima calorose. Non ho nulla da dire sulle critiche, legittime, ma non mi piacciono il gossip e la maldicenza come professione, il tentativo malevolo di chiudere il discorso è parzialmente riuscito a spegnere la curiosità in molti, a sciupare il loro sguardo, inquinare il clima di attesa sul film.
Questo non riguarda solo il mio lavoro ma il cinema italiano, soprattutto quello che tenta una strada non conformista. Di fronte a certi comportamenti scomposti e a tanta assenza di pensiero è evidente l’incapacità di cogliere ciò che è fuori da questa triste guerra di bande. Ci sono nobili eccezioni, coraggiosamente impegnate nella produzione di un pensiero, senza pregiudizi, anche quando, talvolta, le critiche non sono del tutto benevole. Ma è difficile che queste voci abbiano la risonanza che meritano sui quotidiani. E può venire il dubbio che non siano perfettamente limpide le motivazioni di certi giudizi. E poi c’è la rete, una zona franca dove ci si può abbandonare senza conseguenze all’insulto gratuito e al dileggio. Tutti in fila, impegnati in questo triste torneo dove si rivaleggia in bassezze. Quelli che sceglieranno il mio film lo confrontino con l’elenco di stupidaggini scritte da molte firme autorevoli e non, si renderanno conto di quanto è accaduto: una sorta di imboscata che ha messo insieme attacchi premeditati, più vicini alla diffamazione che alla critica, e un diffuso atteggiamento modaiolo che asseconda un clima di aprioristico disprezzo verso il cinema italiano. Chi pagherà le conseguenze di questo clima? Penso che per prima sarà la stessa critica ormai appiattita alle logiche del web, a un atteggiamento bullista, nel disperato tentativo di riconquistare un’attenzione ormai perduta. Resta una sensazione di goliardia guasta, questa davvero vecchia, una certa uniformità nella scrittura, uno sciocco compiacimento nel ferire. Anche questo è masochismo. Spero che queste parole aiutino a far crescere un interesse per il nostro cinema e risveglino in tutti un po’ di buon senso.

CHI È
Giuseppe Piccioni è il regista di “Questi giorni” presentato in concorso alla Mostra di Venezia

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