Dalla rassegna stampa Cinema

Rocky Horror Ieri e oggi - Ambiguo, trasgressivo e vincente

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Andrà in onda il 20 ottobre sulla tv americana il “reboot” del musical più cantato nel mondo: schiere di fan e il celebre film del 1975 con Tim Curry

SILVIA BIZIO

IL CAST ORIGINALE
“Rocky” Peter Hinwood, “Riff Raff” Richard O’Brien, “Il criminologo” Charles Gray, “Magenta” Patricia Quinn
IL NUOVO CAST
“Rocky” Staz Naiz, “Riff Raff” Reeve Carney, “Il criminologo” Tim Curry e “Magenta” Christina Milian
DR. FRANK-N-FURTER
Laverne Cox nei panni di Tim Curry
LOS ANGELES
UN’OPERAZIONE retro tipo macchina del tempo, repechage “campy” del musical cult-movie del 1975 Rocky Horror Picture Show: non un remake ma una reimmaginazione molto “trans” nel rispetto dei codici di prima serata, trattandosi di un evento televisivo di due ore che si preannuncia molto speciale (andrà in onda il 20 ottobre negli Usa su Fox). E molto atteso, dato che con questo reboot si festeggiano i 40 anni dalla prima distribuzione cinematografica dell’originale firmato da Jim Sharman: un cult eterno, con generazioni di giovani in vena di travestimento che si riversano tuttora nei leggendari “midnight screening” di Rocky Horror in tutto il mondo, recitando e cantando insieme ogni singola scena del film.
Il nuovo film tv, diretto da Kenny Ortega sulla sceneggiatura originale di Richard O’Brien e Jim Sharman, segue la storia di Janet (allora Susan Sarandon, adesso Victoria Justice) e Brad (allora Barry Bostwick, qui Ryan McCartan) che capitano in una notte buia e tempestosa nella bizzarra locanda degli orrori del Dr. Frank-n-Furter (Laverne Cox, famosa per Orange is the new black, la prima transgender di colore ad avere un ruolo di protagonista in una serie televisiva di prime time). Uno scienziato folle, sessualmente ambiguo/a indice un congresso in Transilvania per celebrare la nascita di Rocky, creatura ipermuscolosa (Staz Nair di Game of Thrones) disegnata e prodotta a uso esclusivo dei desideri di Frank. Tim Curry, l’originale Frank-N-Furter, torna nei panni del Dr. Everett Scott, il narratore criminologo di questo “nuovo evento”.
Chiediamo a Kenny Ortega, ex coreografo passato dietro la cinepresa ( Dirty dancing, High school musical), come ha affrontato l’idea dell’originale Rocky Horror: la partecipazione del pubblico nel primo film di fatto “interattivo”. «Un’idea presente fin dal principio, non c’è dubbio», risponde il regista. «Abbiamo cominciato pensando proprio a cosa avremmo voluto celebrare insieme ai fan con questo ritorno, con l’intento di sollevare il cast dall’onere di mettersi in panni celeberrimi, una responsabilità troppo grande fatta di legioni di fan, 40 anni di proiezioni ininterrotte, moda del travestimento festoso e corale… tutto ciò doveva necessariamente collegarsi a quel culto nella nostra rivisitazione. Allora che abbiamo fatto? Abbiamo rincarato la dose: se vuoi divertirti e creare qualcosa di nuovo, pur nel solco della tradizione, devi saper rischiare».
I produttori dichiarano che negli anni le richieste di rivisitazione sono state molteplici, fino a che a un recente Comic-Con c’è stata una vera e propria messa in scena
Horror con relativa “richiamata alle armi”. «Abbiamo invitato a collaborare con noi anche Sal Piro, presidente emerito del The Rocky Horror Picture Show Fan Club nel mondo», racconta Ortega, «e altre persone che fecero parte dello Show, come Tim Curry o Lou Adler, in modo da garantire una certa continuità».
L’attore inglese Tim Curry è stato al gioco, convinto com’è che un nuovo Rocky Horror sia ancora in grado di sorprendere. Incontrato a Los Angeles, ci ha detto: «È incredibile come i fan abbiamo mandato a memoria ogni passaggio del testo, non era mai successo prima. È bello pensare che i ragazzi di oggi cresciuti con Nickelodeon vengano introdotti al mondo di Frank-N-Furter. Del resto, chi non si divertirebbe con una variazione eccentrica, trans e un po’ folle dell’epopea di Frankenstein? E poi quei testi scandalosi… Questo è il segreto del successo: in Rocky Horror whatever goes, tutto è ammesso. Il musical è un repechage degli anni 70, liberi e rivoluzionari, dall’opposizione al Vietnam alla Febbre del sabato sera, dalle lotte per i diritti individuali e la libertà d’espressione all’avvento di Reagan. Rocky Horror è un simbolo dell’anticonformismo anarchico per eccellenza, proprio per via della sua ambiguità rivendicata».

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