Dalla rassegna stampa Cronaca

La prima unione di una coppia gay in Campidoglio

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ROMA È stata celebrata ieri in Campidoglio da Virginia Raggi la prima unione civile della Capitale tra Francisco Raffaele Villarusso, 42 anni, e Luca De Sario, 30, che formano una coppia da oltre sei anni. «Vi vedo emozionati e giustamente. È un momento importante, una grande emozione, nasce una nuova coppia, una nuova famiglia», ha commentato la prima cittadina. «Vi auguro un’unione lunga e divertente, potrebbe avere qualche scossone ma vi auguro di superare gli ostacoli. Questa è la sfida che vi accingete a intraprendere. Ma se vi divertite ci riuscirete» .

 

«Luca e Francisco, una nuova famiglia»
Campidoglio, Raggi celebra l’unione civile. Monsignor Sigalini: la definizione è errata

di Maria Rosaria Spadaccino
Sono state celebrate ieri mattina le prime «nozze gay» nella Capitale. È stata la sindaca Virginia Raggi a firmare l’unione civile tra Luca De Sario, 30 anni e Francisco Raffaele Villarusso, 42. «Vi vedo emozionati nasce una nuova coppia ed una nuova famiglia». Monsignor Domenico Sinigalini, vescovo e membro della Cei fa gli auguri alla coppia ma non concorda sulla definizione «famiglia».

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Luca e Francisco, «siete una famiglia»
Raggi celebra la prima unione civile: ci saranno scossoni, ma il segreto è divertirsi
«Vi vedo emozionati e giustamente. È un momento importante, una grande emozione, nasce una nuova coppia ed una nuova famiglia», così la sindaca Virginia Raggi nella sala Rossa di palazzo Senatorio, saluta Francisco e Luca, che sta per unire per sempre. È la prima unione civile celebrata a Roma, il primo «matrimonio gay» nella Capitale, il primo frutto romano del ddl Cirinnà.

Ha ragione Raggi. Francisco Raffaele Villarusso, 42 anni e Luca De Sario, 30 anni, sono emozionatissimi, arrivano sorridenti, pimpanti, vestiti scenograficamente uguali, completo grigio perla con gilet retrò, tuba lilla, ma poi scoppiano – soprattutto Luca – a piangere, tra gli applausi di amici e parenti quando stanno per entrare nella sala matrimoni.

.«Vi auguro un’unione lunga e divertente – continua Raggi – potrebbe avere qualche scossone, ma vi auguro di superare gli ostacoli. Questa è la sfida che vi accingete ad intraprendere. Ma se vi divertite ci riuscirete». Zia Biancamaria lancia i baci a Luca, mentre lo vede piangere, «amore sei bellissimo». E stringe la mano Francisco, «questa legge ci rende tutti uguali. Bisogna avere il coraggio di essere felici. Ora lo abbiamo messo nero su bianco, oria siamo una famiglia per tuti, come lo eravamo già di fatto».

La sindaca legge gli articoli di rito, poi gli «sposi» si scambiano le fedi: due anelli fatti con i chiodi con cui si ferrano i cavalli, «perché permette ai cavalli di tenere dritta la strada».

Gli sposi non chiedono regali, ma donazione fatte a «Save the children», racconta Luca. «Noi siamo felici, abbiamo tutto, vogliamo che questa nostra felicità raggiunga qualcun’altro».

Un costumista, amico della coppia, Piermatteo Giacalone, vestito in uno scintillante arancio si occupa dell’organizzazione dell’evento, tiene a bada, con gentilezza, giornalisti e cameramen: «Siamo amici da tempo – spiega- e la loro gioia di oggi è quella di tutti noi. I due ragazzi aspettavano questo giorno da sempre. Erano pronti anche ad andare a Barcellona, se qui non fossero riusciti».

Mamma Danila, una donna avvenente vestita d voile nero, abbraccia il suo Luca, che aveva 16 anni quando le ha rivelato la sua omosessualità. «È una giornata meravigliosa per noi – racconta -. La loro felicità è perfetta».

È lei che ha preparato il tavolo dei dolci per la festa in serata all’Oasi

 

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Sigalini: auguri, ma non hanno bisogno di illusioni
A Francisco e Luca, la prima coppia gay ad essere unita civilmente nella Capitale, arrivano anche gli auguri di un vescovo. «Faccio gli auguri a questa nuova coppia. Auguro loro felicità ma non la si chiami famiglia», afferma mons.

Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, che ricopre l’incarico di segretario della Commissione episcopale per le Migrazioni della Cei, contesta in maniera chiara l’affermazione della sindaca che ha definito «una famiglia», l’unione civile che lei stessa ha celebrato ieri mattina. «Faccio gli auguri a questi giovani – dice il presule – ma la loro sarà una vita tutta in salita. La coppia non ha bisogno di illusioni». Ieri mattina è stata la stessa sindaca di Roma, in realtà, «benedicendo la nuova “famiglia”», a ricordare che «ci saranno sicuramente degli scossoni, con l’augurio «di superare tutti gli ostacoli».

Una considerazione «saggia», osserva monsignor Sigalini. «La sindaca ha avuto saggezza. Si è resa conto che la coppia non ha bisogno di illusioni. Che due amici si vogliano bene e che abbiano pari diritti di qualsiasi altra coppia è fuori discussione. Però la loro non potrà essere la vita impostata come quella di una famiglia».

A modo di vedere del vescovo di Palestrina, l’unione civile celebrata ieri a Roma «deve fare riflettere. Non si tratta di discriminare o disprezzare la scelta di due persone che si vogliono bene. La nuova coppia possa anzi vivere bene ma sapendo che si tratta di una vita in salita. A Francisco e Luca dico perciò di vivere il loro amore facendone dono agli altri», conclude. Non è la prima volta che la sindaca Raggi non riceve il plauso della Cei, qualche giorno fa non ha partecipato all’incontro a cui era stata invitata.

M. R. S.


da Il Messaggero

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