Dalla rassegna stampa Cinema

Venezia 73- Le stelle di Mereghetti - Eccessi di Emir Dalle Filippine un’opera fluviale

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Eccessi di Emir Dalle Filippine un’opera fluviale

di Paolo Mereghetti
C on On the Milky Road, Kusturica torna a quel mondo magico e baroccheggiante con cui si è imposto nel cinema internazionale. Qui siamo sul finire di una guerra non ben identificata, che però sembra non scalfire il lattaio Kosta (lo stesso Kusturica), perso in un mondo di ricordi e di animali (un falco che balla a ritmo, un asino che evita le pallottole, una vipera che ama il latte). Lo risveglierà l’amore per una bella profuga italiana (Monica Bellucci), sposa promessa a un eroe nazionale e con un passato che la perseguita. E che finirà per portare vere morti e drammatiche distruzioni. Al centro del film c’è la forza vivifica dell’amore, che non guarda a sacrifici e tradimenti, ma intorno c’è la rappresentazione di un nazionalismo ai limiti della rabbia xenofoba, che vede in ogni straniero una reincarnazione del fascismo, pronto a perdonare i propri eccessi ma non le intrusioni altrui. Tutto questo Kusturica lo racconta con abbondanza di balli, canti, folclore e stramberie. Ma senza riuscire mai a cancellare l’aria di déjà vu e di auto-compiacimento. Con The Woman Who Left di Lav Diaz ci spostiamo in un altro mondo come già sottolinea l’uso del bianco e nero. Dopo trent’anni di carcere, Horacia si trova libera, prosciolta da ogni accusa. E così, oltre a mettersi in cerca di un figlio di cui ha perso le tracce, inizia a pensare come potrà vendicarsi su chi aveva costruito le accuse contro di lei. Al regista filippino, però, non interessano i meccanismi del giallo quanto piuttosto scavare nella psicologia dei suoi personaggi. Per questo filma la sua attrice feticcio, Charo Santos-Concio, in lunghe scene con cui far emergere le pulsioni segrete della sua anima più che raccontarne le scelte. È un cinema che ha bisogno di lunghezze extra (questo film dura 3 ore e 46 minuti, quello visto a Berlino quasi 9), con cui avvolgere lo spettatore in un viaggio dentro le miserie di un mondo di reietti e sfruttati, qui per una volta un po’ meno rodato del solito.

 

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