Dalla rassegna stampa Cronaca

Da Vigevano a Suzzara il matrimonio gay di Fabrizio e Roberto

Convivono da due anni: si sono conosciuti in un locale. «Pronte le bomboniere, segnaposti con i titoli dei film»

VIGEVANO. Da Vigevano a Suzzara, in provincia di Mantova, per la celebrazione dell’unione civile con il suo compagno. Sabato 17 settembre, nel municipio di Suzzara, sarà celebrata la prima unione civile della provincia di Mantova e protagonista sarà un vigevanese. Fabrizio Ghizzoni, 39 anni, di Vigevano e Roberto Simeone, 52 anni, di Suzzara, potranno sposarsi con un rito che prevede una dichiarazione di fronte al sindaco, all’ufficiale di Stato civile o a un suo delegato alla presenza di due testimoni.
Roberto e Fabrizio sono insieme da circa due anni. Si sono conosciuti in un locale di Milano dove Fabrizio faceva il cameriere. Roberto Simeone, ex attore di una compagnia dialettale di Luzzara (Re) è operaio all’Iveco. Fabrizio Ghizzoni vive a Vigevano con il padre Oscar, 82 anni. Si è diplomato all’istituto alberghiero di Como. Ha lavorato come chef in vari ristoranti dell’hinterland milanese e dopo aver svolto l’attività di cameriere con contratto a tempo determinato, in un locale di Milano, da qualche tempo è senza occupazione.
Roberto aspetterà Fabrizio davanti al municipio di piazza Castello mentre Fabrizio arriverà a bordo di una Peugeot 307 cabrio. Dopo la cerimonia nuziale, gli sposi, insieme a 55 invitati, andranno a pranzo in un agriturismo. «Abbiamo fatto tutto noi, in casa – ha detto Roberto – Bomboniere, allestimenti floreali e segnaposti al ristorante. Fabrizio è una persona estremamente intelligente e riservata. E’ stata sua l’idea di mettere, come segnaposti, i titoli di famosi film come “Casablanca”, “Colazione da Tiffany”, “Vacanze Romane”». Roberto e Fabrizio, dopo la loro unione, andranno in viaggio a Firenze. Alla cerimonia ci
sarà anche il padre di Fabrizio che arriverà da Vigevano: «Sono stato io a comunicare al papà di Fabrizio la nostra decisione – ha detto Roberto – in un primo momento era rimasto un po’ perplesso, poi ha capito e mi ha detto: “Se state bene insieme non ho nulla in contrario”». (m.p.)

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