Dalla rassegna stampa Cronaca

Inno alla gioia e anelli in Sala Rossa l’amore di Mauro e Michele

La procura indaga sul no di Cascina

Sala Rossa, unione per due coppie gay in Toscana altre 40 sono prenotate
Centinaia chiedono informazioni. La procura indaga dopo il no della sindaca leghista di Cascina

FIRENZE celebra ieri in Sala Rossa le prime due unioni civili gay della sua storia e tutta la Toscana si prepara ad applicare la legge Cirinnà. A centinaia chiamano i centralini delle anagrafi per prenotarsi, almeno 40 le coppie già in calendario nei prossimi mesi, Palazzo Vecchio ha 25 coppie anche 6 coppie etero che hanno fissato con gli uffici per registrare la loro convivenza di fatto.
Polemiche dell’Arcigay ad Arezzo, dove solo ieri pomeriggio il Comune mette on line la modulistica per presentare la richiesta. Altri non hanno ancora i fogli disponobili. A Grosseto già 5 prenotazioni, nozze già fissate anche a Pisa, Pistoia, Siena, Prato, Empoli. La Procura di Pisa indaga invece dopo che la sindaca leghista di Cascina, nel pisano, Susanna Ceccardi, ha scelto di non celebrare le unioni civili. Anche la prefettura la richiama.

 

Inno alla gioia e anelli in Sala Rossa l’amore di Mauro e Michele
I primi a stringere un’unione civile, dopo di loro un’altra coppia. Nardella: “Passo avanti per tutti”

«E adesso, come si suol dire, potete baciarvi». È in fondo emozionato anche lui, Dario Nardella, dopo aver celebrato la prima unione civile gay della storia di Firenze. E così non appena Mauro e Michele, che sognavano di sposarsi da 20 anni e hanno preso d’assalto i centralini per prenotarsi appena è passata la legge Cirinnà, elegantissimi nei loro smoking neri con le scarpe sportive, si abbracciano commossi dopo il fatidico sì, anche il sindaco corre da loro a stringerli mentre nella Sala Rossa si scatenano applausi e flash, selfie e cori. Parte l’Inno alla gioia di Beethoven, il padre di Mauro, il signor Nello, prende per mano il sindaco e lo stringe con la voce rotta dal pianto: «Io ho fatto la guerra, sono invalido di guerra, non credevo che mio figlio potesse un giorno realizzare il suo sogno, ringrazio chi ha fatto la legge, chi l’ha portata avanti, tutti ». Nardella abbraccia ancora Mauro Mori e Michele Lorenzini, che non vedono l’ora di andare giù in cortile dove li aspettano gli amici in festa, con “All you need is love” dei Beatles: «Auguri ragazzi. E mi raccomando, se litigate chiamatemi», li saluta il sindaco scherzando. Loro: «Noi eravamo felici anche prima, continueremo nello stesso modo: ma siamo orgogliosi perchè ora potremo costruire con maggiore sicurezza. Essendo in Italia non speravamo di poterci riuscire, abbiamo rinunciato alle ferie per sposarci».
Giornata memorabile non solo per Mauro e Michele ma pure per un altro Mauro, Sottili, bancario, e il compagno Davide Caniglia. Il sindaco celebra anche la loro unione civile ai sensi della legge Cirinnà, due in un giorno, nel giorno della Liberazione: «I partigiani ci regalarono la libertà 72 anni fa, oggi festeggiamo la libertà di amarsi per tutti», rivedica Nardella. Se alla prima coppia Nardella aveva letto i versi di un poeta indiano, Tarun Thejpal («Nella vita conta l’amore e il sorriso, se ne è avete uno dei due va bene se li avete entrambi sarete invincibili»), alla seconda il sindaco dedica Sandro Penna («Fuggono i giorni lieti/ lieti di bella età/Non fuggono i divieti/ alla felicità). Scambio di anelli per la prima coppia, solo foto di gruppo finali per la seconda, in platea anche una famiglia musulmana di amici di uno degli “sposi”.
Niente allestimenti particolari nella Sala Rossa gremita: per matrimoni e unioni civili omosessuali è stato del resto già creato un unico calendario dagli uffici dell’anagrafe: «Abbiamo voluto espressamente che la Sala rossa fosse anche lo spazio per celebrare le unioni civili, in modo da dare la giusta solennità a questo momento – rivendica il sindaco, che ha trasmesso la cerimonia in diretta sul suo profilo Facebook raccoglieendo la bellezza di 18 mila visualizzazioni – Sono grato a Mauro e Michele per aver scelto con me questo giorno: oggi ricorre la data della Liberazione di Firenze, è il giorno della libertà: anche la libertà di amarsi e oggi Firenze per la prima volta applicando questa nuova legge italiana, vero e proprio passo in avanti di una comunità ora più moderna e civile». Semplice il rito: prima il riconoscimento, quindi la lettura di un verbale da parte del sindaco-celebrante, poi la firma nel registro e quindi la proclamazione. «Non vi preoccupate, è tutto regolare», assicura Nardella ridendo mentre in Sala rossa accorrono pure assessori e consiglieri comnali. Mauro, 43 anni, infermiere, e Michele, stilista, 47, non pensano ad adottare bambini, possibilità che peraltro non esiste in Italia: «Siamo abbastanza avanti con l’età, non siamo più giovanissimi, dunque sarebbe un impegno piuttosto grosso». Entusiasti però di essere riusciti a coronare il loro sogno senza espatriare: «Non abbiamo mai pensato di farlo, noi del resto siamo felici anche così, e poi volevamo che questa possibilità ci venisse data dal nostro Paese. Quando è passata la legge Cirinnà abbiamo cominciato a stressare gli uffici per prenotarci. Ce l’abbiamo fatta e siamo felicissimi ». Niente viaggio di nozze ancora: «Non abbiamo fatto in tempo a prenotare, è successo tutto così in fretta». Mauro Sottili, 69 anni, e Davide Caniglia, 44, sono la seconda coppia a sposarsi ieri: fiorentino il primo, viareggino il secondo, a presentarli al sindaco il consigliere comunale del Pd Fabrizio Ricci, amico di Sottili.


IL PADRE
Non credevo che mio figlio potesse un giorno realizzare il suo sogno, ringrazio chi ha fatto la legge
I PROTAGONISTI
Non ci cambierà la vita, perchè stiamo insieme da 20 anni, ma potremo continuare con maggiore sicurezza
GLI ANELLI
Michele e Mauro stringono l’unione civile e si scambiano gli anelli


In Toscana 40 prenotazioni molti non hanno i moduli
MICHELE MASSACESI
A CENTINAIA si fanno avanti per avere informazioni, una quarantina di coppie si sono già prenotate per unirsi civilmente. Il grosso a Firenze, 25 in lista dal 7 settembre in poi. Anche Grosseto, Prato, Pisa e Pistoia hanno “nozze” gay già in calendario con i sindaci pronti a celebrarle. Ma non è tutto così semplice, fra moduli che non esistono, uffici operativi a mettà visto il periodo e qualche tentativo di “resistenza”: «Risposte impreparate e vaghe da parte del Comune di Arezzo alle coppie dello stesso sesso che si erano rivolte agli uffici competenti per costituire un’unione civile come previsto dalla legge 76», denuncia ad esempio ieri il comitato Arcigay Arezzo “Chimera Arcobaleno”. Come per magia dopo qualche ora i moduli appaiono on line: «Qui non discriminiamo nessuno, per favore basta strumentalizzare », lamenta la giunta di centrodestra.
A Firenze boom: 25 coppie omosessuali in lista per l’unione, 6 etero hanno invece prenotato per registrare una convivenza di fatto all’anagrafe. A Grosseto cinque coppie hanno già fatto domanda. I primi saranno Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci, l’architetto e il giornalista che già si erano sposati a New York nel 2012 chiedendo poi la registrazione delle loro nozze. A Pisa il sindaco Marco Filippeschi dovrebbe celebrare personalmente le prime due unioni a settembre. Una sarà tra un professionista pisano e un ragazzo straniero. A
Prato il primo cittadino Matteo Biffoni si è incaricato di ufficializzare il suo primo “sì” arcobaleno il 30 settembre. A Siena c’è una coppia che ha ufficializzato la data per inizio gennaio, mentre altre due stanno facendo richiesta per ottobre. Anche Empoli è già in moto: la sindaca Brenda Barnini celebra la prima unione il 18 settembre. A Pistoia i moduli di richiesta non ci sono e i registri provvisori mancano ma il sindaco Bertinelli garantisce: tutto pronto per il 3 settembre, prima cerimonia in calendario. Ci sono Comuni che hanno messo gli uffici in moto per tempo, altri non si affannano. O remano contro. Livorno non ha prenotazioni ma è pronta. Ad Arezzo i moduli sono stati messi on line solamente ieri, dopo le proteste dell’ Arcigay. Infuriata anche per «il grave caso di Francesco e Francesco, sposati in Portogallo il 31 dicembre 2014 ma che per lo Stato italiano tuttora risultano celibi». Saranno registrate le loro nozze nel nuovo registro, garantisce ieri l’assessora aretina Tiziana Nisini. nella black list del Gay Center c’è Castiglion Fiorentino, dove il sindaco si era schierato contro. A
Massa moduli ok, a Montignoso dieci giorni fa c’era stata la prima unione civile toscana. A Carrara il sindaco Zubbani garantisce informazioni utili ad avviare le pratiche sul sito del Comune, lo stesso a Bagno a Ripoli. A Sesto Fiorentino il sindaco Lorenzo Falchi spiega che ci sono 5 coppie interessate. A Scandicci, garantisce il sindaco Fallani, sarà possibile dire il sì acobaleno a partire da metà settembre. Come pure a Lucca, dove c’è una coppia interessata e il sindaco Alessandro Tambellini ha appena ordinato alla tipografia le pergamene che intende consegnare alle coppie.

A Firenze già 25 in lista, a Grosseto sono 5. Centinaia di richieste informazioni Arezzo, Arcigay accusa e poche ore dopo le istruzioni sono online
BOOM DI RICHIESTE
Solo a Firenze sono 25 le coppie che vogliono unirsi civilmente. Sotto Susanna Ceccardi con Matteo Salvini

 


La procura indaga sul no di Cascina
All’esposto del Gay Center la procura della Repubblica ha ora dato immediato seguito aprendo un fascicolo giudiziario. E intanto si muove anche la prefettura.
(ma.bo.)

La prefettura di Pisa prepara una circolare: “Per noi un sindaco è ufficiale di governo e deve rispettare la legge dello Stato”
LA DENUNCIA L’ESPOSTO DEL GAY CENTER DOPO LE DICHIARAZIONI DELLA LEGHISTA CECCARDI

INCHIESTA penale sulle dichiarazioni della sindaca leghista di Cascina, Susanna Ceccardi, che lunedì ha annunciato l’intenzione di non celebrare le unioni gay e di promuovere una consulenza legale per sostenere giuridicamente l’obiezione di coscienza degli amministratori pubblici locali. Antonio Giaconi, pm presso la procura della repubblica di Pisa, dopo aver ricevuto l’esposto contro Ceccardi del Gay Center, ha aperto un fascicolo giudiziario che è stato iscritto in base al modello 45, ovvero senza indagati né ipotesi di reato, almeno per ora. Nelle stesse ore ha mosso i primi passi anche un’iniziativa della prefettura di Pisa, che scriverà a tutti i sindaci della provincia perché diano attuazione alle nuova legge che ha introdotto l’unione civile.
La prefettura di Pisa spiega infatti di aver appreso dalla stampa la posizione della sindaca di Cascina sulle unioni gay e dichiara di essere pronta ad intervenire: è quasi pronta una circolare che partirà nei prossimi giorni, indirizzata a tutti i Comuni della provincia di Pisa, per ribadire l’invito alla piena applicazione della legge Cirinnà. «La legge dello Stato deve essere rispettata, in questi giorni la prefettura manderà una circolare con le indicazioni del ministero che i sindaci dovranno seguire per le unioni civili. Per noi un sindaco è ufficiale di governo e deve rispettare la legge dello Stato italiano», spiega Valerio Massimo Romeo, vice prefetto vicario di Pisa.
Anche il sindaco di Firenze Dario Nardealla, a margine delle due unioni civili celebrate ieri a Palazzo Vecchio, ha commentato i propositi di Ceccardi. «Ogni sindaco ha il dovere di applicare e rispettare la legge », ha detto. «Da sindaco, prima che fosse approvato il provvedimento – ha ricordato Nardella – avevo detto che la soluzione a questa questione non avrebbe potuto che essere una legge approvata dal Parlamento. Prima di allora ogni gesto sarebbe stato solo rappresentativo di una volontà e nulla più. Ma oggi che abbiamo una legge, approvata in uno Stato di diritto e con cui i diritti civili collegati alle unioni civili sono affermati, io credo che ogni sindaco abbia il dovere di applicarla e rispettarla».
Il caso è scoppiato lunedì scorso quando dal municipio di Cascina Ceccardi ha scatenato la sua crociata, annunciando il no alle unioni civili e l’intenzione di mettere in campo un pool legale per dare dignità giuridica all’obiezione di coscienza contro quello che ha definito un «registrucolo degli amanti omosessuali».
Immediate le reazioni di indignazione. Tra queste quelle del Gay Center, che martedì mattina ha recapitato ai carabinieri di Cascina un esposto, indirizzato alla procura della repubblica di Pisa, contro la sindaca cascinese Ceccardi, che «vuole agire, come dichiarato, in autonomia e indipendenza non registrando le unioni civili. L’obiezione di coscienza – ha spiegato nell’occasione Gay Center – non è prevista dalla legge e le parole di Ceccardi sono una grave violazione dei diritti, oltre che della legislazione statale». L’associazione che difende i diritti degli omosessuali afferma di avere inviato l’esposto anche all’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori. «In questi giorni – ha spiegato ancora Gay Center – stiamo ricevendo molte segnalazioni di Comuni che non rispettano la legge sulle unioni civili, e stiamo attuando segnalazioni ed esposti»: se quello contro il sindaco di Cascina è il primo, «agiremo contro tutti i Comuni che non applicheranno la legge, a breve pubblicheremo una blacklist».

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