Dalla rassegna stampa Sport

L'apertura delle Olimpiadi a RIO DE JANEIRO

… anche la diversità non solo bio, dal bacio gay molto applaudito sul maxischermo fino ai quattro trans che guidavano il carrettino floreale che introduceva le nazioni: un altro strappo al protocollo…

ALLEGRA e scanzonata, più hip-hop che samba, l’Olimpiade comincia danzando dopo un morbidissimo tramonto rosa. Poca tecnologia e molto cuore, spese ridotte (si fa per dire, pur sempre 35 milioni di dollari) e un pensiero fisso alla natura, alla fragile ricchezza dell’ambiente, nel Brasile che è il più grande giardino del pianeta, a Rio che è l’unica città al mondo con una foresta pluviale tropicale. Ed ecco il gesto simbolico più bello, la consegna di un seme ad ogni atleta – una specie diversa per ogni nazione – che l’ha poi deposto in un vasetto dentro torri di cristallo: quando il seme diventerà pianta, sarà messo nel parco di Deodoro e si farà bosco. Così lo sport racconta il futuro, con poesia e speranza: per fare tutto ci vuole un seme, ci viole un fiore.
I fuochi d’artificio sono esplosi nel cielo subito e non alla fine, un rituale rovesciato dentro una festa per niente ingessata. Anche se, come sempre, l’emozione si è gonfiata all’arrivo dell’ultimo tedoforo, non Pelé come tutti attendevano ma l’emozionatissimo Vanderlei de Lima, il maratoneta che perse la possibilità dell’oro di Atene 2004 perché travolto da un folle quando era in testa e poi superato da Baldini: quasi un risarcimento dopo dodici anni. O Rei si è chiamato fuori, non sta bene, qualche mese fa ha rischiato di morire e adesso si regge a malapena su due bastoni. «Non ce la faccio, solo Dio è più importante della salute, che lui ci benedica tutti. La responsabilità della decisione è mia», ha scritto in una nota ufficiale il calciatore più amato di tutti i tempi.
Il Brasile ha celebrato se stesso con ironia e ben poca retorica, e dire che tra samba e carnevale il rischio era grande. La musica è stata giovane e forte, sincopata a ritmi frenetici anche se la grande bellezza l’ha regalata all’inizio Paulinho da Viola, cantando l’inno nazionale con la sola chitarra acustica e una voce struggente. E nessuno ha fiatato quando la bellissima Gisele Bündchen ha attraversato il campo con passo felpato da modella sulle note della Garota de Ipanema, in quel momento si poteva.
Il tema forte della cerimonia, creata dagli italiani di Filmmaster Events, è stato però il mondo con i suoi polmoni ingolfati, mentre proprio quel mondo stava a guardare: tre miliardi di telespettatori, più fortunati di loro i 90 mila al Maracanã e in tanti hanno sborsato 4600 reais per il biglietto, 1200 euro, il più costoso della storia olimpica. Cominciando dal braciere disegnato da Anthony Howe, un girandolone a basso impatto ambientale, tutto è stato nel segno dell’ecologia. Le coreografie hanno raccontato la nascita delle foreste, mentre un oceano virtuale si abbatteva dentro lo stadio e faceva rotolare la sua bianca spuma. Il verde da salvare e da proteggere, ma anche la diversità non solo bio, dal bacio gay molto applaudito sul maxischermo fino ai quattro trans che guidavano il carrettino floreale che introduceva le nazioni: un altro strappo al protocollo, perché al Maracanã non c’è la pista d’atletica, dunque niente sfilata ma il campo da attraversare. E quanto sembravano stretti tutti, per lo spazio abbastanza ridotto ma anche perché se il pianeta riempie uno stadio, bisogna pure stringersi un po’.
Il colore è esploso dall’inizio alla fine, complici le gonne shocking delle ungheresi, il trench blu sul pantaloncino bianco dei britannici, la spaventosa camicia ucraina, l’agghiacciante cravatta venezuelana e le bizzarre divise dei tedeschi, recuperate probabilmente dallo stracciarolo. E poi ancora alberi, uccelli, bestie più o meno feroci, creature più o meno esotiche, e certo un po’ di Jobim e Veloso ma senza esagerare. Il carnevale vero era già addosso agli atleti, sui loro volti felici, nella voglia di urlare che in questo mondo ferito e triste c’è ancora lo sport a consolare, tenere compagnia, appassionare, è lui che ci fa sentire un po’ meno soli.

 


da todaysport.it

IL BACIO GAY DALLA KISS CAM ALLA CERIMONIA D’APERTURA DI RIO 2016. SCONTRI FUORI DALLO STADIO

Durante la cerimonia d’apertura dei Giochi olimpici di Rio 2016, anche un fuori programma: il bacio gay tra due uomini ripreso dalla kiss cam sugli spalti dello stadio Maracanà. C’è stato anche questo nella lunga serata, condito dal maestoso spettacolo organizzato per dare il via alle Olimpiadi brasiliane.

 

Artisti e atleti brasiliani hanno animato la serata, fatta anche di fuochi d’artificio, di elastici giganti che diventavano elementi coreografici, con la splendida Gisele Bundchen che ha sfilato sulle note della Ragazza di Ipanema, di una ricostruzione dell’arrivo dei primi coloni portoghesi su una caravella.

Quindi, la sfilata delle 205 delegazioni dei paesi partecipanti, con la nostra grande Federica Pellegrini a portare il tricolore dell’Italia e poi l’esplosione d’entusiasmo per la squadra di casa, il Brasile.

Fuori dallo stadio, gli scontri con i black bloc contrari alla manifestazione, mentre sulla sicurezza di atleti e spettatori migliaia di poliziotti e solati, con tre elicotteri e un drone.

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