Dalla rassegna stampa Sport

Rio 2016, moglie+moglie e il resto del fronte Lgbt

Sono una quarantina gli atleti omosessuali o transesssuali ai giochi. La squadra più ampia di sempre, comunque meno dell’1% dei partecipanti. Pochi hanno seguito l’esempio di Tom Daley, ma nell’hockey su prato inglese c’è la prima coppia gay sposata alle olimpiadi

Che a Rio 2016 ci sarebbe stata una coppia di donne sposate fra loro (sono le giocatrici di hockey su prato Helen e Kate Richardson-Walsh) Greg Louganis lo avrebbe difficilmente immaginato, nel 1998, quando a Seoul nascose la propria omosessualità e il fatto di essere Hiv positivo per non perdere i giochi. In Brasile c’è anche il tuffatore che ha vinto il doppio oro nel trampolino e dalla piattaforma a Los Angeles 1984 e appunto a Seoul 1988 ora mentore della nazionale stunitense di tuffi, come già a Londra quattro anni fa. Normale per un campione del passato, eccezionale se si ricorda che Greg Louganis è dichiaratamente gay e Hiv positivo. Lo era già all’Olimpiade coreana quando si infortunò battendo la testa contro il trampolino e perdendo sangue. Nemmeno al momento dell’incidente dichiarò la sua omosessualità temendo di essere escluso dai giochi. Lo fece dopo aver lasciato l’attività sportiva come la maggior parte degli atleti fino a pochi anni fa.

L’inversione di tendenza è arrivata proprio grazie ai tuffi. Alla vigilia di Pechino 2008 Matthew Mitcham, australiano che avrebbe vinto l’oro dalla piattaforma, disse in un’intervista che viveva con il suo compagno. Era uno della decina di atleti dichiratamente gay all’Olimpiade cinese. Sono raddoppiati a Londra e saranno quadruplicati a Rio grazie anche a un altro tuffatore.

Il coming out sportivo più famoso di sempre è infatti quello di Tom Daley, ancora un campione dalla piattaforma. Numero uno al mondo nel 2009 ad appena 15 anni ha raccontato che usciva con un ragazzo in un video, con 11 milioni di visualizzazioni, sul suo canale youtube nel dicembre 2013. Quel ragazzo, ora ufficialmente suo fidanzato, è Dustin Lance Black, attivista gay e sceneggiatore premio Oscar per Milk, storia del primo eletto omosessuale nel consiglio comunale di San Francisco.

Tom Daley, ora 22enne e in gara a Rio, è l’esempio che altri sportivi, maschi soprattutto, hanno seguito e apertamente citato. Esempio di come dichiarare la propria omosessualità non rappresenti la fine di una carriera sportiva o l’ostracismo da parte degli sponsor. Tutt’altro visto che Adidas, per esempio, tutela per contratto i propri atleti che fanno coming out. Solo la scorsa settimana la tv inglese itv ha mandato in oda di sabato in prima serata un documentario su Daley, Diving for gold, tuffandomi verso l’oro. Un esempio che sembra non bastare.

Se è vero che in Brasile si superano i 40 atleti che dichirano di appartenere alla comunità Lgbt e sono quasi il doppio rispetto a 4 anni fa, è altrettato vero che sono ancora pochissimi se si conta che di atleti a Rio ce ne sono più di 10 mila. Una percentuale bassissima, sotto l’1% che non rispecchia la media della società e mostra come lo sport rimanga una delle ultime frontiere dell’accettazione di gay, lesbiche, bi e transessuali pur contando che la transessuale più famosa al mondo Caitlyn Jenner, vinse un oro olimpico a Montreal nel decathlon 40 anni fa e che la politica anti-lgbt della Russia delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 ha convinto molti a sostenere posizioni contro l’omofobia.

Sono più donne che uomini gli atleti che hanno dichiarato il proprio orientamento omosessuale fra i partecipanti ai giochi. Detto con le parole della cestista americana Seimone Augustus: «Tutti già pensano che ha la NBA femminile sia un grande party lesbo quindi fare coming out non è poi così duro». Ci sono coppie e anche moglie e moglie. Sono Helen e Kate Richardson-Walsh, membri entrambe della squadra inglese di hockey su prato, già medagliate a Londra, sposate da tre anni, insieme da dieci. Ci sono calciatrici, americane, come Megan Rapinoe, volto Nike, canadesi, svedesi, giocatrici di basket che militano nel corrispondente femminile dell’Nba. In campo maschile ci sono i tuffi, la marcia, molta equitazione anche di primo piano compreso il 78enne George Morris, americano allenatore della squadra brasiliana, che ha fatto coming out con la sua autobiografia solo quest’anno. Si va poco oltre. Non si cerchino italiani, non ce ne sono.

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KATE RICHARDSON-WALSH – REGNO UNITO HOCKEY SU PRATO
Un’Olimpiade fa si chiamava solo Kathrin Louise Walsh ora ha anche il cognomen della moglie Richardson. Lo stesso vale per la sua metà che è anche sua compagna di squadra. Giocano insieme da vent’anni, stanno insieme da dieci e sono sposate da tre. Kate è il capitano della squadra femminile britannica di Hockey su prato.

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HELEN RICHARDSON-WALSH – REGNO UNITO HOCKEY SU PRATO
Si sono messe insieme a Pechino, hanno vinto il bronzo a Londra e a Rio ci vanno da sposate. Una relazione che la squadra non ha visto subito bene. «All’inizio c’è stato qualche commento, ma da tempo ormai nessuno batte ciglio – ha raccontato Helen – Tutta la squadra è venuta al matrimonio, ed è stato un bel cambiamento, visto che in un team di 19 persone c’è una intera gamma di modi di pensare e di vivere la sessualità».

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SEIMONE AUGUSTUS – USA BASKET
La star delle Minnesota Lynx nella Wnba, la lega femminile Americana, e due volte oro olimpico, ha sposato la compagna LaTaya Varner pochi mesi prima che la Corte Suprema legalizzasse i matrimoni gay in tutti gli Usa. In una lettera al giornale The Players’ Tribune ha scritto: «Due mesi dopo il nostro matrimonio alle Hawaii, la Corte Suprema ha preso la decisione. Ero a Seattle e ho provato una grandissima gioia per me e per tutta la comunità Lgbt. Mi sono ricordata di una coppia gay che ho conosciuto, che stava insieme da 47 anni e che mi ha detto: “abbiamo sempre avuto l’uno per l’altro anche nei momenti difficili”. In una intervista ha detto con ironia: «Tutti già pensano che ha la WNBA sia un grande party lesbo quindi fare coming out non è poi così duro».

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BRITTNEY GRINER – USA BASKET
Si è dichiarata lesbica in una intervista pubblicata da Sport Illustrated il 17 aprile 2013. Da bambina, ha raccontato, mi prendevano sempre in giro. «Sono sempre stata diversa. Ero più alta di tutti (ora è 2 metri e 3 centimetri) e poi c’era la questione della mia sessualità». Ha una storia tormentata con un’altra gioatrice della WNBA, Glory Johnson. Entrambe sono state arrestate dopo una lite. Si sono sposate nel Maggio 2015, hanno annunciato la gravidanza della Johnson un mese dopo e il giorno successivo la Griner ha chiesto l’annullamento.

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ANGEL MCCOUGHTRY – USA BASKET
Ha postato sul suo profile Instagram nel 2015 una foto con la fidanzata e questo messaggio: «Sì, siamo state discriminate ancora! Abbia perso amici! I nostri familiari sono delusi! Hanno detto che ho disonorato la mia religione! L’unica cosa che so è che l’AMORE è un grande sentimento! La mia ultima squadra all’estero (in Turchia n.d.r.) ha detto che avrei perso il posto se non avessi pubblicato una lettera in cui dicevo che le notizie sulla mia vita sentimentale erano false. Ma tutto quello che io so è che l’amore è un grande sentiment! Capisco che tutti guidichino e che questo sia nella natura umana, ma io non mi sento giudicata da Dio con cui parlo sempre. Mi dice di cadere, imparare e crescere perché questa è la vita. Mi dice di mantenere il mio cuore puro e di credere in lui. Tutto quello che so è che l’amore è un grande sentimento e che Dio è amore».

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MEGAN RAPINOE – USA CALCIO
Il coming out di Megan Rapinoe risale al 2 luglio 2012. In un’intervista con Out magazine ha detto di aver avuto una relazione con una collega australiana fin dal 2009. Ora è fidanzata con la cantautrice Sera Cahoone. Lavora per il Gay, Lesbian & Straight Education Network (GLSEN) ed è ambasciatrice per Athlete Ally, una organizzazione nonprofit che combatte omofobia e transfobia nella sport. Il suo volto è nelle pubblicità di Nike e Samsung.

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TOM DALEY – GRAN BRETAGNA TUFFI
«Adesso sto vedendo un ragazzo e non potrei essere più felice». Con queste parole l’allora 19enne tuffatore inglese fece il suo coming out con un video su youtube. Era il dicembre 2013. È il più noto sportivo ad aver dichiarato la propria omosessualità. È alla sua terza olimpiade. Andò 15enne a Pechino e ha vinto il bronzo a Londra nella piattaforma da 10 metri. Sotiene i diritti Lgbt, associazioni antibullismo, lui è stato vittima a scuola, e per la lotta al tumore al cervello, malattia di cui è morto il padre quando lui aveva 17 anni.

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IAN MATOS – BRASILE TUFFI
Il coming out è arrivato con un’intervista rilasciata nel gennaio 2014 al quotidiano Correio Braziliense. L’ispirazione è stato Tom Daley. Aveva 24 anni. «L’ho saputo fin da molto giovane».

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TOM BOSWORTH – REGNO UNITO MARCIA
Anche in questo caso un’intervista, con la BBC, e Tom Daley come ispirirazione. Appena qualche mese fa. «Una grande decisione, ma che non penso cambierà la mia vita. Vivo una relazione felice da 4 anni e mezzo e questa notizia non sarà uno shock per quanti mi conoscono». Ha conosciuto il supporto dei compagni di squadra, ma anche gli insulti di alcuni avversari.

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NICOLA ADAMS – REGNO UNITO BOXE
La pugile Britannica Nicola Adams è bisessuale. Lo è dichiaratamente, ma preferisce non parlare pubblicamente delle sue relazioni. Già oro a Londra, punta a mantenere il titolo.

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EDWARD GAL E HANS PETER MINDERHOUD – OLANDA EQUITAZIONE
Classe 1970, insieme al suo cavallo Toto, si è guadagnato l’appellativo di rock stars del mondo equestre. Da anni ha una storia con il compagno di squadra Hans Peter Minderhoud.

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CARL HESTER – REGNO UNITO EQUITAZIONE
Dressage è la disciplina Uthopia il nome del cavallo. A Barcellona nel 1992 è diventato, a 25 anni, il più giovane cavaliere britanno alle Olimpiadi e a Londra ha vinto il bronzo con la squadra. Dichiaratamente gay, anche lui ha avuto una relazione con una star del dressage, Spencer Wilton, anche lui a Rio.

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ASHLEY NEE – USA KAYAK
Infortuni e mancate qualificazioni hanno fatto perdere a questa ragazza del Maryland gli ultimi due giochi e stave per abbandonare l’attività sportiva. Le ha fatto cambiare idea la sua futura moglie, Ashley McEwan dicendole: «Lo sai che ami questo sport».

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LARISSA FRANÇA – BRASILE BEACH VOLLEY
La campionessa del mondo 2011 ha raccontato tre anni fa della sua relazione con un’altra giocatrice di beach volley brasiliana, Lili Maestrini. Un mese dopo erano sposate. In Brasile sono legali i matrimoni gay.

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MARIE-EVE NAULT – CANADA CALCIO
Ma anche Stephanie Labbé e molte altre componenti della squadra. La nazionale femminile di calcio canadese è un esempio di out, proud e vincenti.

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MELISSA TANCREDI – CANADA CALCIO
Tanc, questo il suo soprannome, fa parte del programma del comitato olimpico canadese per sostenere gli atleti omosessuali. A calcio gioca da quando aveva 4 ani, ma ha anche un master in scienze dello sport e riabilitazione ed è chiropratica. Fa snorkelling, surf e sci nautico. Sì, quella nella foto è sua figlia.

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MAYSSA PESSOA – BRASILE PALLAMANO
Non si pensi che le modelle siano solo per calciatori e star di Hollywood. La giocatrice di pallamano brasiliana Mayssa Raquel de Oliveira Pessoa era già una dei 23 atleti dichiaratamente omosessuali a Londra ed è fidanzata con la modella canadese Nikki Shumaker.

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MICHELLE HEYMAN – AUSTRALIA CALCIO
Non è nemmeno stato un coming out quello della calciatrice 26. «Non sono mai stata nascosta» ha detto.

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KATIE DUNCAN – NUOVA ZELANDA CALCIO
Si è trasferita in Svizzera per stare più vicina alla moglie, la ex giocatrice Priscilla Duncan. Sì, porta il cognome di lei. Alla nascita era Katie Cherie Hoyle. Gioca a Zurigo.

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ROBBIE MANSON – NUOVA ZELANDA CANOTAGGIO
È un articolo che ha firmato lui stesso quello con cui il canoista ha raccontato il proprio coming out nel novembre 2014. «Due anni e mezzo fa ho preso la decisione più terrifcante della mia vita. Avevo per anni cercato di nascondere la mia diversità». Timido fuori, competitivo e sicuro a casa. «Ho cominciato con il canotaggio a 16 pensando: “Chi mai sospetterà che sono gay se faccio questo sport?». Rimaneva comunque nell’ombra per paura che nessuno volesse più gareggiare insieme a lui. Poi suo fratello maggio ha fatto coming out. Aveva 19 anni e gliene sono serviti altri due per dire lo stesso al fratello. Dieci mesi dopo lo ha detto alla madre, anzi è stata la madre a dirlo a lui in una sorta di gioco a indovinelli. Il vero coming out lo ha fatto la notte in cui è entrato nel team neozelandese per Londra. «Ora non sono solo orgoglio di essere gay, non potrei esserne più felice».

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JEFFREY WAMMES – OLANDA GINNASTICA
Ha anche una carriera come dj il ginnasta olandese che nel 2011 è apparso in una edizione di Linda Magazine dedicate agli atleti gay. Due anni prima era stato lasciato a casa dal ministero della difesa olandese, non adatto al servizio militare.

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MAARTJE PAUMEN – OLANDA HOCKEY SU PRATO
Due medaglie d’oro nelle ultime due olimpiadi e una compagna che gioca insieme a lei. Lo trovate nela foto che segue.

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CHARLIEN DIRKSE VAN DEN HEUVEL – OLANDA HOCKEY SU PRATO
La giocatrice olandese classe 1987 è uno dei dieci atleti omosessuali che hanno portato a casa una medaglia a Londra 2012.

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NADINE MÜLLER – GERMANIA LANCIO DEL DISCO
Il suo matrimonio lo ha annunciato su Facebook con due giorni di anticipo. Si è sposata l’ultimo dell’anno. «Io e Sabine non vogliamo più nasconderci o evitare domande sulla nostra relazione» ha detto la 28enne. È la prima atleta di primo piano a farlo on Germania. «Ognuno deve poter decider per se stesso, io sono felice di aver fatto questo passo. Mi sento libera e la vita non può che essere meglio da qui in avanti»

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ARI-PEKKA LIUKKONEN – FINLANDIA NUOTO
Il coming out del finlandese è arrivato come reazione alle leggi omofobe in Russia e anche perché nel suo paese non se ne parla abbastanza. «Stare in silenzio è duro a lungo. Dovevo sempre pensare a cosa potevo o non potevo dire». .

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NILLA FISCHER – SVEZIA CALCIO
Ancora un’intervista per raccontare la propria sessualità Era il 2013 quando Nilla lo ha fatto con QX magazine. Nel dicembr 2013 ha sposato Mariah-Michaela.

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LISA DAHLKVIST – SVEZIA CALCIO
Uno dei coming out più vecchi. Risale al 20008 quelle della calciatrice svedese.

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HEDVIG LINDAHL – SVEZIA CALCIO
Il portiere della Svezia e del Chelsea è sposata con la moglie Sabine dal 2011. Hanno un figlio nato nel 2014.

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ALEXANDRA LACRABÈRE – FRANCIA PALLAMANO
La giocatrice di pallamano è la quarta atleta francese a dichiararsi lesbica dopo la tennista Amelie Mauresmo, Carole Péon e Jessica Harrison (triathlon).

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CASTER SEMENYA – SUD AFRICA ATLETICA
L’ottocentista sudafricana Caster Semenya è nata con ormoni maschili e femminili. Ha sempre gareggiato fra le donne, ma ha anche dovuto stare fuori dalle competizioni in attesa di una definizione della sua posizione. Nel 2009 ha vinto i mondiali e a Londra 2012 l’argento olimpico. Il Comitato olimpico internazionale ha aperto agli atleti transgender.

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DUTEE CHAND – INDIA ATLETICA
Altro caso di iperandroginismo, sempre nell’atletica è quello dell’indiana Dutee Chand, una velocista. Gareggia con le donne,ma ha ormoni maschili e femminili dalla nascita, quindi anche un alto livello di testosterone.
Rio 2016, moglie+moglie e il resto del fronte Lgbt

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