Dalla rassegna stampa Spettacolo

La partita di Pasolini

… Nell’amore di Pasolini per il calcio c’è tutta la sua «disperata vitalità. Nel gioco trova l’innocenza perduta e insieme la potenza mitica e simbolica. E poi c’è l’elemento del corpo, fondamentale nella sua opera come nella sua vita. …

Lo spettacolo
Giorgio Barberio Corsetti porta all’ex Pini “Pier Paolo!”, dedicato alla passione per il calcio dello scrittore

GIOCAVA da mediano e, per essere un dilettante, aveva un tiro portentoso. Instancabile e contagioso per entusiasmo, organizzava sfide tra amici, meglio se nella polvere di un campetto di periferia. Appena poteva tirare un calcio a un pallone era felice e se non c’era un pallone andava bene qualunque cosa. Come quella volta in cui con Ninetto Davoli improvvisò una partitella con una lattina di birra trovata per strada fuori dal Palazzo del Cinema di Venezia. Dell’amore di Pasolini per il calcio, che considerava «l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo», molto si è de tto e scritto, ma Giorgio Barberio Corsetti è andato oltre inventandosi Pier Paolo!, curioso esperimento che è insieme partita e spettacolo. «L’ho immaginato come un percorso del cuore che attraversa le diverse forme in cui Pasolini si è espresso, poesia, romanzi, pensieri, film, usando il calcio come tessuto connettivo dove l’elemento teatrale irrompe come una scintilla».
Sul grande prato dell’ex Paolo Pini, che ospita l’evento nell’ambito del festival “Da vicino nessuno è normale” da stasera a domenica (domani, a fine replica, si guarda tutti insieme la partita dell’Italia), si affrontano due squadre, l’Asnada Fc, composta da giovani stranieri, e la Torpedo Olinda, che schiera volontari dell’associazione e abitanti dei quartieri di Affori, Bruzzano e Comasina. A bordo campo la Banda degli Ottoni, sugli spalti il pubblico, mescolato ai ragazzi della Non Scuola del Teatro delle Albe che alzano la temperatura del tifo intonando cori che scandiscono versi di Pasolini, mentre il teatro è pronto a infilarsi nel match attraverso un bel gruppo di attori: Roberto Rustioni, Gabriele Benedetti, Silvia D’Amico, Fonte Maria Fantasia, Silvio Impegnoso, Corrado Ardone. Una drammaturgia composita che intreccia piani diversi. «Ci sono scritti sul calcio, naturalmente, tra cui quello in cui teorizza la differenza tra calcio in poesia, tipicamente sudamericano, tutto guizzi e invenzioni, e calcio in prosa, costruito, strategico, all’europea. Alcune poesie, come Alì dagli occhi blu, impressionante profezia che vedeva, quando ancora non c’erano, i migliaia di migranti in arrivo dall’Africa. E poi figure e immagini da film, due puttane uscite da
Mamma Roma, la crocifissione della Ricotta, i due picari di Porno-Teo- Kolossal, la sceneggiatura che doveva diventare un film con Eduardo e Ninetto Davoli». Una festa nel nome del poeta corsaro pensata perché «le sue parole arrivino a chi non le ha mai sentite prima». Nell’amore di Pasolini per il calcio c’è tutta la sua «disperata vitalità. Nel gioco trova l’innocenza perduta e insieme la potenza mitica e simbolica. E poi c’è l’elemento del corpo, fondamentale nella sua opera come nella sua vita. Lo teneva allenato, lo voleva forte e lo metteva alla prova, usandolo come strumento d’indagine quando si spingeva nelle notti dei ragazzi di vita».

EX PAOLO PINI
via Ippocrate 45, da stasera a domenica (19.30),13 euro, 0266200646. Sopra Barberio Corsetti

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