Dalla rassegna stampa

De Paoli e quella frase choc sugli omosessuali: «Mi porta 10mila voti»

«Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno», la frase attribuitagli da alcuni presenti

Chiavari – «Non vedo l’ora che la Paita mi presenti una mozione in Consiglio. Così le risponderò a tono: proprio lei, chiede sanzioni e dimissioni? Lei che è indagata per un’alluvione con dei morti?». Non può mancare, il consigliere leghista Giovanni De Paoli, alla chiamata dell’assessore Sonia Viale, intervenuta ieri all’auditorium San Francesco di Chiavari per spiegare agli stati generali della sanità tigullina i contenuti del suo libro bianco. Doppiopetto, pochette verde Carroccio, dopo essere sfuggito a decine di appostamenti (l’ultimo, è lui stesso a citarlo, delle Iene, «rimaste sotto casa mia per due giorni») questa volta non si sottrae. E torna a regalare uno dei suoi coloriti affondi. «L’indagine della Procura su quella frase? – alza le spalle – che dovrei dire? Tanto non c’è niente. Non c’è reato».

L’episodio è quello, ormai noto, della frase che il consigliere regionale – protagonista di un inatteso exploit elettorale in val di Vara (nonostante sia da tempo residente a Lavagna) – avrebbe pronunciato subito dopo un incontro in commissione con gli attivisti per i diritti gay . «Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno», la frase attribuitagli da alcuni presenti. Lui ha sempre smentito, si è difeso in Consiglio regionale e ieri ha ribadito: «Ho detto “non lo brucerei certo nella stufa. Stufa, tra l’altro, non forno. Eravamo nel pieno delle celebrazioni per il giorno della memoria, qualcuno ha confuso…». Sta di fatto, però, che De Paoli oggi è indagato per diffamazione aggravata dal sostituto procuratore Patrizia Petruzzello, dopo un esposto presentato dal Comitato per gli immigrati. Da più parti, in Consiglio regionale, sono arrivati gli attacchi e le richieste di dimissioni. Tra gli affondi più incisivi, c’è quello della capogruppo del Pd Raffaella Paita, che assieme a Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha avanzato la richiesta – stoppata dalla mancata firma del Movimento Cinquestelle – che nei confronti del collega leghista vengano elevate pesanti sanzioni. «Proprio lei… – Controaccusa De Paoli sotto le volte dell’ex chiesa trasformata in sala convegni – aspetto che arrivi qualcosa in Consiglio, poi risponderò a dovere ricordando quella vicenda nella quale è tuttora coinvolta lei».

La Paita: «Ditemi che siamo su “Scherzi a parte”…»
Questo il commento della capogruppo del Pd, affidato a una nota: «Ditemi che De Paoli non ha davvero detto quello che abbiamo letto sui giornali. Perché altrimenti bisognerebbe tirare in ballo Freud o qualcuno di veramente bravo per capire la “logica depaoliana”. E anche a quel punto ho il sospetto che non ne verremmo comunque a capo. Il consigliere della Lega Nord, non pago di aver infangato l’istituzione regionale con la frase vergognosa “se avessi un figlio omosessuale lo brucerei nel forno”, adesso sostiene persino che quelle parole gli abbiano portato maggiore consenso elettorale, bullandosi di poter addirittura raccogliere 10mila voti al prossimo giro in Regione. Ma De Paoli non aveva giurato di non averle mai pronunciate, quelle parole, o comunque non aveva sostenuto di averle dette in senso negativo, aggiungendo un “non” da qualche parte? Che fa oggi il consigliere del Carroccio? Smentisce se stesso per diventare il punto di riferimento degli omofobi della Liguria? Questo Consiglio non si merita di essere mortificato da personaggi del genere».

Tornando a De Paoli, non sembra aver perso coraggio né toni, in mezzo alla bufera che l’ha colpito. Anzi. «Sa qual è la verità, di tutta questa faccenda?». No. «Che tutto questo polverone mi ha portato una grande pubblicità. Ancora ieri a un distributore di benzina di Lavagna un tizio miah a riconosciuto, mi ha fermato e mi ha detto: “Grande De Paoli! Vada avanti così, in molti la pensano come lei!». Anche se stando alla smentita ufficiale, il ragionamento non filerebbe. «La verità è che se mi ricandidassi domani, con tutta questa pubblicità verrei sicuramente rieletto – sorride, ma senza sarcasmo – e lo sa con quanti voti? Diecimila».

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