Dalla rassegna stampa Cinema

L’amore omosessuale, un sogno adolescente

In concorso alla sala Tripcovich “Sangailé” di Alanté Kavaïté

TRIESTE. Mentre le famiglie arcobaleno riempiono di colore le piazze d’Italia chiedendo l’approvazione del decreto sulle unioni civili, anche a Trieste Film Festival, nella sua ventisettesima edizione, la più frequentata di sempre con risultati di pubblico da record, si parla di amore omosessuale.
Lo si fa con grande delicatezza, senza affrontare l’argomento in maniera frontale né sul piano dei diritti, ma con la freschezza che appartiene al film in concorso “Sangailé”, opera seconda della quarantenne regista lituana Alanté Kavaïté che sarà proiettato stasera (lunedì) alle 20 in Sala Tripcovich.

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Sangailé è il nome della protagonista, una ragazza di diciassette anni introversa e insicura, affascinata dagli aerei acrobatici ma terrorizzata dall’idea di volare (con annesse implicazioni psicanalitiche). Il suo rapporto con la famiglia non è dei migliori. In particolare quello con la madre, un’ex ballerina di danza classica che si impone sulla ragazza e – forse inconsapevolmente – la reprime, impedendole di esprimere se stessa liberamente e alimentando così le sue fragilità.
Un giorno, mentre assiste a un’esibizione aeronautica estiva, vicino alla villa sul lago dove trascorre le vacanze assieme ai genitori, Sangailé incontra Austé, una ragazza del posto sua coetanea, che al contrario di lei non ha paura di niente e vive la vita al massimo. Solare, estroversa e anticonformista, incredibilmente matura, Austé insegnerà molte cose a Sangailé tra le assolate campagne della Lituania, a cominciare da quanto sia importante avere fiducia in se stessi.

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