Dalla rassegna stampa

La Spezia, la “sentinella in piedi” fa outing

«Non siamo fondamentalisti. Siamo cattolici. Con noi ci sono tante realtà. Anche gli omosessuali. Io stesso vengo da questo mondo».

La Spezia – «Non siamo fondamentalisti. Siamo cattolici. Con noi ci sono tante realtà. Anche gli omosessuali. Io stesso vengo da questo mondo».

Lo ha detto Guido Gardoni, ragioniere, spezzino, poco più di 40 anni che ieri pomeriggio alle 17 in punto ha dato il via alla manifestazione delle Sentinelle in piedi della Spezia di cui è portavoce. Una settantina i presenti nella piazzetta del Bastione circondati da un cordone di Polizia con tanto di pullman del reparto Mobile che era posteggiato poco distante nelle viuzze interne del centro.

Un pomeriggio di moderata tensione visto a pochi isolati c’era la manifestazione della Rete per le Unioni civili. «Chi non ci conosce ci dipinge nel modo sbagliato – riprende Gardoni – ma noi siamo aperti. Sono gli altri che sono chiusi. Ci sono tante realtà nelle Sentinelle a partire dagli omosessuali».

Su questo punto Gardoni è stato anche chiaro nel suo intervento finale al microfono dopo 45 minuti esatti di guardia. «La contrapposizione tra omosessuali ed eterosessuali è creata artificialmente – dice – e sono proprio gli omosessuali a non volere le leggi sulle unioni civili che sono il lasciapassare per l’utero in affitto e la distruzione del valore fondante della società come il matrimonio che può essere religioso o civile ma che rimane tra uomo e donna».

Ma le leggi che si stanno studiando non sono fatte proprio per garantire maggiori diritti anche ai gay?

«No perché i diritti ci sono già. Anzi le nuove leggi rischiano di intaccarli», spiega.

La manifestazione va avanti senza problemi. Intanto le sentinelle passano i tre quarti d’ora leggendo un libro o anche digitando sul tablet.

Che cosa guardano?

«Ognuno si porta quello che vuole», risponde Gardoni sottolineando con soddisfazione come ieri sia filato tutto liscio. «Spesso veniamo disturbati e presi in giro ma questa volta, forse per la manifestazione concomitante, non ci sono stati problemi». Insomma le Sentinelle vogliono rompere i tabù anche se,comunque hanno tutti la”consegna” di non parlare e di lasciare l’incombenza solo al portavoce. E tutti la rispettano mentre si danno appuntamento a Roma il 30 gennaio.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.