Dalla rassegna stampa Cinema

Freeheld il diritto ad essere uguali

Una storia vera che ha cambiato il mondo

Dopo il leggerotto e non molto convincente film italiano Io & lei con Sabrina Ferilli e Margherita Buy, l’amore tra donne torna al cinema con una pellicola d’impegno sociale a stelle e strisce, Freeheld, ispirata ad una storia vera che diede già vita ad un documentario premiato con un Oscar nel 2007.

Su un soggetto di Cynthia Wade, l’autrice del documentario, e su una sceneggiatura di Ron Nyswaner, omosessuale attivista per i diritti gay e che nel suo curriculum ha una pietra miliare come Philadelphia, Freeheld si presenta come una storia di rivendicazioni e libertà, ma senza retorica, senza gesti eclatanti, per ricordare come diritti e giustizia siano un qualcosa di sacrosanto sempre e comunque, un qualcosa che deve far parte della vita di tutti i giorni di tutti e tutte e non solo di pochi privilegiati.

La poliziotta Laurel Hester, da sempre impegnata nella lotta contro la droga, nasconde la sua omosessualità a colleghi e conoscenti, e conosce la sua compagna Stacie Andree, più giovane di lei e di professione meccanica, ad una partita di pallavolo tra donne in un luogo lontano da casa. Le due iniziano a convivere, ma quello che poteva essere un sogno per la vita viene bloccato dal cancro che colpisce Laurel, che si trova a dover lottare perché Stacie possa ereditare la casa che hanno costruito insieme e la pensione. Un precedente che farà giurisprudenza negli States e che sarà uno dei semi dell’attuale legge sul matrimonio omosessuale.

Un film commovente ma mai patetico, attuale senza essere noioso, militante senza diventare pedante, giusto negli intenti e nella realizzazione, intimista ma attento a tutta una società e un mondo, calato nella realtà statunitense, diversa comunque da quella italiana (nel New Jersey del 2006 c’era comunque già il riconoscimento delle coppie di fatto dello stesso sesso, ma con alcune limitazioni) anche come organizzazione della giustizia e possibilità di emettere sentenze e far evolvere la società. Una storia su cui riflettere, aiutata anche molto dagli interpreti, con caratteristi e volti noti, capitanati dalle due protagoniste, un’intensa Julianne Moore, che si conferma una delle interpreti migliori di oggi, e la giovane Ellen Page, lesbica dichiarata anche nella vita. Del resto ad Hollywood le cose sono cambiate dai tempi non solo di Greta Garbo e Katharine Hepburn, ma anche dagli improbabili fidanzati anni Ottanta di Jodie Foster.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.