Dalla rassegna stampa Cinema

Rampling e Courtenay: quella crisi improvvisa dopo un lungo matrimonio

… Haigh, che nei suoi film precedenti ( Greek Pete e Weekend ) aveva esplorato il mondo gay…

Il film del Mereghetti

Due coniugi e il tempo scandito tra paure, incertezze e fragilità Autore Regista e produttore, Andrew Haigh (42 anni) ha esordito nel 2003. Tra i suoi film «Greek Pete» e «Weekend»

Si può vivere accanto a una persona senza conoscere i «segreti» che riguardano la sua vita affettiva? E per quanto tempo? Il film di Andrew Haigh 45 anni ci dà una risposta fin dal titolo, tanto è il tempo che Kate e Geoff sono stati sposati. Felicemente, verrebbe da dire, visto che il film ci fa sapere già nelle primissime scene che mancano sei giorni alla festa dove i due coniugi (con i volti di Charlotte Rampling e di Tom Courtenay) celebreranno quell’anniversario con gli amici. Ma in quello stesso lunedì mattina arriva a Geoff una lettera dalla Svizzera: le nevi delle Alpi hanno liberato il corpo di una donna caduta in un crepaccio cinquant’anni prima, quello della fidanzata che Geoff aveva avuto prima di conoscere Kate e con cui stava passando una lunga vacanza.
La moglie sapeva vagamente di questa persona. I due ne dovevano aver parlato in passato. Ma l’ansia e il coinvolgimento che mostra Geoff, che nonostante le sue non ideali condizioni fisiche pensa addirittura di volare in Svizzera per il recupero del corpo, iniziano a impensierire Kate. Più giovane e più in forza del marito (nella realtà la Rampling, 69enne, ha nove anni meno di Courtenay), lei pensa ai preparativi dell’anniversario, trova il tempo per fare volontariato con chi sta peggio, vorrebbe aprire la festa con la medesima canzone che aveva accompagnato il primo ballo al loro matrimonio («Smoke Get in Your Eyes» dei Platters), ma non può evitare di tornare a pensare a quella donna morta, a quella vacanza svizzera e a quello che il marito non le aveva mai detto o detto non del tutto.
Non è gelosia retroattiva, la sua, visto che tutto era successo prima che si conoscessero ma piuttosto il dubbio che Geoff possa avere qualche segreto che ha sempre tenuto ben nascosto (e con gli anni forse dimenticato) e che ora il caso sta facendo venire a galla. Un dubbio, una paura: l’uomo che le è stato al fianco per 45 anni è diverso da quello che ha amato. Non solo perché prima di conoscerla aveva avuto un’altra vita, ma perché alcuni suoi comportamenti o scelte possono essere stati dettati dalla vita prima di lei. Per reazione o conseguenza.
E il film, che scandisce il passaggio del tempo e l’ingigantirsi dei dubbi giorno dopo giorno — lunedì, martedì, mercoledì… — trascina lo spettatore in questa tensione sempre più grande. Ma lo fa con una delicatezza e una tenerezza per i due protagonisti che non fa mai scivolare il film verso il melò o, peggio, il dramma al calor bianco. I due non si tormentano né si assillano, piuttosto scoprono che tra di loro c’è come un fossato che rischia di allargarsi. Soprattutto per Kate, che comincerà a darsi delle risposte sul fatto che Geoff non abbia mai voluto fotografarla o che il loro lungo matrimonio sia stato senza figli.
Haigh, che nei suoi film precedenti ( Greek Pete e Weekend ) aveva esplorato il mondo gay e che qui ha sceneggiato un racconto di David Constantine, dimostra una straordinaria abilità nella direzione degli attori (facilitato anche dalla riconosciuta bravura dei due protagonisti, che per questo film sono stati premiati all’ultimo festival di Berlino) ma soprattutto colpisce per la capacità di tenere il film perfettamente in equilibrio tra il ritratto comportamentale e lo scavo psicologico. Non c’è mai niente di fuori posto in questo film: le ruvidezze di carattere si stemperano nell’ironia e nella passionalità politica, i problemi dell’età possono spiegare certe amnesia ma possono diventare anche scuse per piccole o grandi bugie, i silenzi diventano occasioni di rifugio ma anche momenti di tensione e di paura. E anche la campagna inglese in cui i due vivono e si muovono sembra adeguarsi ai diversi momenti della loro vita di coppia, ora avvolgente e piacevole ora ostile e respingente.
E alla fine il film supera i limiti del semplice fatto narrato per diventare uno struggente ritratto delle fragilità e delle paure legate alla vecchiaia, ai suoi dubbi e alle sue debolezze, lui incapace di fare davvero i conti con il passato ma anche deciso a non volerlo cancellare, lei prima sorpresa e poi impaurita da quello che ha scoperto, e cioè che l’uomo che gli è stato accanto per una vita non sia mai stato davvero sincero fino in fondo. Forse anche quando dice di averla sempre amata e di amarla ancora.

VOTO: 3,5/4

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