Dalla rassegna stampa Cinema

I mondi di Gender Bender

… il festival da fenomeno di nicchia ha allargato i confini grazie a una rete di rapporti che in questa edizione abbraccia ben 16 luoghi diversi della città…

Cosa c’entra Fassbinder con Teresa De Sio, Nicla Vassallo con Mariangela Gualtieri, Simone Veil con Teatro Sotterraneo? Riflettendo, prendiamo in prestito le parole di Daniele Del Pozzo, direttore e ideatore di Gender Bender, il festival internazionale sulle identità di genere e orientamento sessuale prodotto dal Cassero che torna a Bologna dal 31 ottobre all’8 novembre per la tredicesima edizione: «Raccontano storie di vite concrete».
E se il festival da fenomeno di nicchia ha allargato i confini grazie a una rete di rapporti che in questa edizione abbraccia ben 16 luoghi diversi della città, è perché ha saputo imporsi con la cifra di sempre, quella che Del Pozzo definisce «un’apparente accozzaglia», forte di oltre 70 appuntamenti di teatro, danza, cinema, incontri, laboratori, mostre. Massimo Mezzetti, assessore alla Cultura della Regione, uva al dunque: «Questa edizione — spiega — ha un’importanza ulteriore. Assistiamo a una regressione culturale in cui una minoranza rumorosa e agguerrita rischia di minare la cultura della convivenza e il rispetto delle differenze che da sempre contraddistinguono la nostra città». Ecco allora la bellezza di Gender Bender: «Rompere pregiudizi fuori da diatribe volgari con le sue offerte di qualità». Il sostegno della Regione è anche di sostanza. Il contributo è passato dai 28 mila euro dello scorso anno ai 68 mila di oggi. Un aumento viene anche dal ministero per i Beni e le attività Culturali che confermando per il secondo anno il suo appoggio è accresciuto da 8 mila a 25 mila euro. Invariati sono invece i 25 mila euro del Comune di Bologna. Il programma, dietro al sobrio titolo di «Senza trucco» è, ancora Del Pozzo, «curioso e scoppiettante».I colpi di scena già si paleseranno nell’inaugurazione con brindisi al Cassero di via Don Minzoni alle 17, che anticipa il primo spettacolo, dedicato ai più piccoli, Tel quel (Teatro Testoni ore 18, prima nazionale), coreografie di Thomas Lebrun. La presenza della danza è rilevante, con 12 titoli e 22 repliche. Spicca il coreografo Er Gao. Arriva dalla Cina (Paese ospite per la prima volta), al Si presenta in prima assoluta (4-5 novembre) il suo Disco-teca e ci racconterà come la Repubblica Popolare fu invasa a fine anni 70 dalla disco music. Dal lontano al vicino. Come l’italiana Giorgia Nardin (sempre al Si, 1 e 2 novembre) che in All dressed up with nowhere to go rappresenta il dialogo tra maschile e femminile. L’assolo della coreografa olandese Liat Waysbort in Please me please (Arena del Sole, 2-3 novembre) mette invece in scena un danzatore che si trasformerà da uomo a donna. Da seguire anche gli adolescenti delle periferie che lavoreranno con Chiara Frigo, coreografa che con Ballroom (Dom, 7 e 8 novembre) crea una relazione tra generi e generazioni. La sezione cinema propone 26 film, tutti al Lumière. Due su tutti, il documentario Fassbinder: to love without demands realizzato da Christian Braad Thomsen, e quello su Simone Veil, la vita dell’innovativa ministra francese della Salute raccontata da Christian Faure in The law .
Tra gli omaggi più curiosi, quello a George Takei, il timoniere Suku della serie cult Star Trek , protagonista di un tardivo coming out (a 68 anni), mentre Gardenia: before the last curtain falls di Thomas Wallner riprende la tournée mondiale dello spettacolo di Alain Platel con una compagnia di anziani gay, transessuali e drag queen. Non mancano i grandi nomi. Come Paul Weitz (American Pie e About a Boy ) che in Grandma racconta di una famiglia sui generis con una strepitosa Lily Tomlin. Labbra cucite sul progetto site-specific di teatro. Sostenuto da Coop Adriatica, condotto da Teatro Sotterraneo, il titolo è Jukebox . L’anno scorso Silvia Gribaudi fece ballare un gruppo di anziane. Per saperlo non resta che andare alla Coop di Piazza dei Martiri il 6 novembre. Tra gli incontri, tutti alla libreria Coop Ambasciatori, segnaliamo quello con Teresa De Sio, Michela Marzano e Nicla Vassallo. Dimenticavamo i party. Come tradizione vuole, apriranno e chiuderanno il festival. Quest’anno Gender Bender è parte di Effe, il circuito di festival internazionali di qualità scelti dall’Europa. Info: www.genderbender.it.

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