Dalla rassegna stampa

Unioni civili, mossa del Pd sull’utero in affitto

Una stretta alla pratica dell’utero in affitto. È la mossa a sorpresa di alcuni senatori del Pd. Da una parte sposano le istanze del mondo cattolico. Dall’altra allontanano, se ancora ce ne fossero, le perplessità sulle unioni civili…

ROMA – Una stretta alla pratica dell’utero in affitto. È la mossa a sorpresa di alcuni senatori del Pd. Da una parte sposano le istanze del mondo cattolico. Dall’altra allontanano, se ancora ce ne fossero, le perplessità sulle unioni civili. Da giorni a Palazzo Madama vanno avanti i caminetti, gli incontri, le riunioni segrete che vedono tra i protagonisti Emma Fattorini, Stefano Lepri e Rosa Maria Di Giorgi. Tre senatori del Pd, i primi due di rito cattolico, che in questa delicata fase starebbero avendo un ruolo centrale nella trattativa con la galassia cattolica dei partiti di maggioranza. Così facendo costruirebbero un ponte con l’Ncd di Angelino Alfano. Il quale, proprio ieri in un’ intervista al Corriere della Sera , aveva annunciato: «Proporremo che l’utero in affitto diventi un reato universale: sei punibile in Italia anche per condotte commesse all’esterno ». Detto, fatto. Il testo, al momento top secret, con molta probabilità sarà depositato nella giornata di oggi o al massimo domani. «Ci stiamo lavorando da un po’ — afferma uno dei firmatari — Mancano le ultime verifiche e poi lo depositeremo».

Nel disegno di legge ci saranno pene severe. Attenzione, però. Non si parla di sanzioni amministrative ma bensì di reati penali. Insomma, «c’è il carcere perché viola la norma», spiegano. Va ricordato per completezza di informazione che in Italia l’utero in affitto è già normato dalla legge 40 del 2004. Dunque si tratterebbe di un inasprimento per chi è solito bypassare la norma fuggendo all’estero. «Dobbiamo pur mettere dei deterrenti» tagliano corto. In questo modo si va verso una versione soft delle unioni civili. Riconoscendo tutti i diritti al nuovo istituto della “specifica formazione sociale”. Compreso la reversibilità della pensione della coppia omosessuale. Ma escludendo qualunque equivoco sull’aspetto più divisivo. La possibilità di poter adottare il figlio biologico del partner. «Nessuno potrà così confondere la stepchild adoption con l’utero in affitto», assicurano. La mossa dei senatori dem distenderebbe i toni e agevolerebbe l’iter parlamentare del disegno di legge sulle unioni civili. Proprio ieri Matteo Renzi è tornato sul tema assicurando che «faremo di tutto per approvare la legge», ma «ora non è il momento di alzare muri ideologici». Non un dietrofront, ma un modo per non trascurare alcuni segnali che gli arrivano dal mondo cattolico. Prudenza, infatti, è il refrain che accompagna i vertici di Palazzo Chigi. Un atteggiamento che serve a evitare ulteriori defezioni nel partito di Alfano. Ma, soprattutto, a non inimicarsi il Vaticano a poche settimane dall’inizio del Giubileo. Oltretutto, il premier non è l’unico ad avere riserve. Anche Graziano Delrio ha espresso più di un dubbio sulla stepchild adoption: «Sono contrario a normare queste situazioni delicate». Il ministro delle Infrastrutture preferisce che non si intervenga sulle adozioni. «Sarei per lasciare al giudice la possibilità di valutare la situazione oggettiva — afferma in serata a Otto e mezzo su La7 — perché la norma non riesce a prevederetutto, è una questione di grande delicatezza».

L’obiettivo è avvicinarsi alla linea di Alfano e agevolare l’iter del procedimento per i diritti delle coppie omosessuali

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