Dalla rassegna stampa Televisione

Riccione, coppia gay su Canale 5: "Il nostro ‘matrimonio’ in tv"

Manuel e Marco aprono le porte di casa alle telecamere di Mediaset

Le telecamere di ‘Pomeriggio Cinque’ di Barbara D’Urso che entrano in casa della coppia Le telecamere di ‘Pomeriggio Cinque’ di Barbara D’Urso che entrano in casa della coppia

Riccione (Rimini), 18 ottobre 2015 – «Il nostro sogno è poterci sposare l’anno prossimo, in occasione del ventesimo anniversario di fidanzamento». Manuel Leopardi e Marco Giampetri hanno fatto coming out anni fa. Vivono assieme in un appartamento a Riccione da diverso tempo. Sono una coppia tranquilla e riservata che ha deciso di metterci la faccia. «Abbiamo aperto le porte di casa nostra alle telecamere di Pomeriggio Cinque, il programma con Barbara d’Urso», risponde Manuel.

Perché lo avete fatto?

«Per mostrare quanto la nostra famiglia viva come tutte le altre. La nostra quotidianità è quella di tante altre famiglie, non cambia nulla».

Telecamere a parte.

«E’ la prima volta che facciamo una cosa del genere. Non siamo una coppia a cui piace manifestare. Non siamo mai stati a un gay pride o in piazza, non è nel nostro Dna. Ma crediamo nella possibilità e nel diritto di vivere come fanno tutti. E in questo momento storico, con il dibattito che si è sollevato a livello nazionale, ci siamo convinti che era arrivato il momento di metterci la faccia. Ma lo abbiamo voluto fare non andando in studio o manifestando, bensì invitando le telecamere in casa nostra».

Sperate nel riconoscimenti delle unioni civili?

«Sarebbe un primo passo, ma importante. Non capisco per quale motivo io o il mio compagno, mio ‘marito’, non possiamo avere quei diritti di cui godono di solito i coniugi».

Ma potreste tutelarvi con un semplice atto notarile.

«E’ vero, ma perché non possiamo semplicemente vedere riconosciuti diritti e doveri di coppia come fanno tutti gli altri?»

Si riferisce al matrimonio?

«Si».

Volete sposarvi?

«Sarebbe il regalo più bello per il nostro ventesimo anniversario di fidanzamento che accadrà la prossima primavera. Abbiamo ancora le fedine di allora. Ci piacerebbe rinnovarle con delle fedi».

Avete pensato di sposarvi all’estero?

«Non lo vogliamo fare. Siamo quarantenni e non ci piacciono gli atti simbolici. Vogliamo avere i diritti e i doveri di una qualsiasi coppia».

Vorreste avere dei bambini?

«Oggi no. Abbiamo costruito la nostra vita di coppia diversamente e non avremmo la possibilità di crescere dei bambini. Ma ne abbiamo parlato in passato, una decina di anni fa a Marco sarebbe piaciuto».

Come avete gestito i rapporti con le rispettive famiglie?

«In modo graduale e naturale. Tanto è vero che oggi aiuto mio suocero quando ce la necessità. E personalmente con la mia famiglia non ho avuto problemi. Se dobbiamo dirla tutta non abbiamo riscontrato difficoltà nemmeno tra le persone che conosciamo o sul posto di lavoro. Ed è per questo che pensiamo sia giunto il momento di metterci la faccia e mostrare che la nostra vita di coppia è quella di tante altre famiglie, senza differenza, con i piccoli e grandi problemi di tutti i giorni».

Sa che dopo il servizio in tv le cose cambieranno, vero?

«Sì. Credo proprio che il cellulare diventerà ‘caldo’».
Di ANDREA OLIVA

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