Dalla rassegna stampa Libri

Che cosa resta di P.P.P.

… Il romanzo s’intitola La piste Pasolini. Pierre Adrian ripercorre i luoghi di Pasolini scoprendo che non c’è più nulla per ricordarlo. Non a Ostia o nelle periferie di Roma e neppure nel Friuli che gli diede i natali…

Uno studente francese parte sulle tracce di uno scrittore italiano morto da ormai quarant’anni. Il viaggio di Pierre Adrian è un romanzo di iniziazione alla ricerca di un maestro intellettuale ma anche spirituale, Pier Paolo Pasolini. Il romanzo s’intitola La piste Pasolini. Pierre Adrian ripercorre i luoghi di Pasolini scoprendo che non c’è più nulla per ricordarlo. Non a Ostia o nelle periferie di Roma e neppure nel Friuli che gli diede i natali. Il piccolo libro firmato dallo scrittore poco più che ventenne e pubblicato dall’Editeurs des Equateurs è stato notato dalla critica ed è ora nella selezione ufficiale del premio Renaudot, uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari francesi insieme al Goncourt. L’autore scava nell’ambiguità di Pier Paolo Pasolini, tra avanguardia intellettuale e resistenza alla modernità, tentazione per il sacro e pulsione verso il profano, in un’oscillazione costante tra purezza e peccato.

Il legame tra la Francia e Pasolini è antico e noto. Il regista era a Parigi pochi giorni prima di morire ed è nella Ville Lumière che verrà proiettato postumo il suo film Salò o le 120 giornate di Sodoma , censurato in patria. «Leggendo Pasolini, ho imparato a credere negli eccessi», scrive Adrian.

Il suo pellegrinaggio un po’ romantico sulle orme dello scrittore, tra luoghi dimenticati, incontri con amici e parenti, è un’inchiesta a fior di pelle. Un tentativo riuscito di ridare carne e sostanza agli insegnamenti di colui che era, ed è ancora per molti, un maitre-à-penser di inesauribile stimolo e ispirazione.

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