Dalla rassegna stampa Cinema

Festa del cinema, addio al concorso «Scelgo la qualità non le passerelle»

Il direttore Monda: puntiamo sulla varietà. L’apertura con il film «Truth»

ROMA «Non è più un festival, è una festa. Ogni film, ogni ospite sarà celebrato e sarà già un vincitore. Il cinema è condivisione al buio di un’emozione sullo schermo. Tutto il resto è orpello», dice il nuovo direttore della Festa del cinema di Roma (16-24 ottobre), Antonio Monda.
La decima edizione torna all’originale intuizione di Walter Veltroni, all’epoca sindaco. Dopo la partenza bruciante, l’abbraccio soffocante della politica ha penalizzato la crescita e l’identità di una rassegna che quest’anno si presenta con «una sala in meno all’Auditorium (quella più grande da 2756 posti), una giornata in meno, e quasi la metà dei film in meno». Ma questo vuole essere un punto di forza: «Abbiamo puntato sulla qualità, sulla discontinuità e sulla varietà dei generi». La maggiore novità è la cancellazione del concorso, dopo l’ingresso nella gestione del ministero dello Sviluppo economico, che da una parte ha chiesto il rilancio del mercato internazionale, che ora si chiama Mia, dall’altra va evitata qualunque sovrapposizione con la Mostra di Venezia. Pesa l’incognita della perdita di adrenalina che dà la gara.
I 37 film da 24 Paesi sono riuniti in una unica sezione. L’apertura è con Truth di James Vanderbilt, con Cate Blanchett e Robert Redford, su informazione e faziosità. Gli italiani sono tre: Sergio Rubini per Dobbiamo parlare ; Claudio Cupellini per Alaska , con Elio Germano; l’esordiente Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot . Poi il documentario Registro di classe di Gianni Amelio. Le star confermate al momento sono Ellen Page (per il film lesbo sui diritti civili in Freeheld di Peter Sollett, con Julianne Moore), e Monica Bellucci (nei panni di un’attrice per il canadese Ville-Marie di Guy Edoin). Ma tante le presenze negli incontri col pubblico: Jude Law, Joel Coen, Todd Haynes, Carlo Verdone con Paola Cortellesi, William Friedkin con Dario Argento, Wes Anderson, Riccardo Muti, Renzo Piano, Paolo Villaggio e Paolo Sorrentino con due anteprime: 15 minuti del suo episodio nel film collettivo Rio, eu te amo , e 40 minuti inediti di La grande bellezza .
Sul tappeto rosso Monda (che ha avviato un progetto triennale) la pensa così: «Negli ultimi anni i festival si sono avvicinati troppo alle sfilate di moda». Ma se è vero che il cinema si fa (anche) con le facce, la Festa di Roma deve fare i conti col budget: per le spese artistiche ci sono appena 4 milioni. Tra i film più attesi: Junun di Paul Thomas Anderson e The Walk-3D di Robert Zemeckis. Omaggi, retrospettive curate da Mario Sesti, documentari: Pietrangeli «maestro dimenticato»; Vittorio e Paolo Taviani; Pasolini; Kubrick raccontato dal suo autista; Truffaut e il suo libro su Hitchcock, testimonial Scorsese, Frank Sinatra attore, il cileno Pablo Larrain. L’unica certezza della Festa del cinema è che il cinema è sempre una festa.


da La Repubblica

Red carpet addio la festa del cinema non vuole giurie e trasloca in città

Dal 16 al 24 ottobre al Parco della Musica la 10 edizione della kermesse internazionale Tra le star: Zemeckis, la Moore e Jude Law

FRANCO MONTINI

IL definitivo ritorno alla dizione originale di Festa non rappresenta solo un cambiamento formale. Presentando il cartellone della decima edizione della kermesse cinematografica romana, in programma dal 16 al 24 ottobre, Antonio Monda ha promesso discontinuità con il recente passato, varietà di proposte e qualità di contenuti.

Le novità non mancano: cancellazione di giurie, madrine e premi, a parte quello del pubblico; abolizione delle sezioni; drastica riduzione del numero dei film; ampliamento dello spazio mercato, ma anche di documentari e televisione; diffusione della Festa su tutto il territorio urbano con proiezioni in una decina di sale sparse in città, anche per compensare la mancanza all’Auditorium, che resta il cuore pulsante della Festa, della sala Santa Cecilia, il principale spazio della struttura ideata a Renzo Piano, capace di accogliere 2500 spettatori. Una perdita dolorosa, dovuta alle difficoltà di armonizzare le esigenze della stagione musicale con la Festa del Cinema, ma anche alla confusione che sta caratterizzando la gestione dell’Auditorium.

Per ciò che riguarda il cartellone, Antonio Monda assicura di aver scelto i film esclusivamente per il loro valore artistico, indipendentemente dal prestigio di eventuali presenze sul red carpet. «I red carpet dei festival — ha aggiunto il neodirettore — stanno somigliando troppo alle sfilate di moda ed invece io credo che il cinema sia un’altra cosa». In ogni caso Monda assicura che i volti noti non mancheranno di frequentare il festival e per ora ha annunciato le presenze di Jude Law, Wes Anderson, Joel Coen, Ellen Page, l’immancabile Monica Bellucci. I film della selezione ufficiale sono complessivamente 37, provenienti da 24 diversi paesi, 4 gli italiani: il melò Alaska di Claudio Cupellini; la commedia Dobbiamo parlare di Sergio Rubini; l’opera prima Lo chiamavano Jegg Robot di Gabriele Mainetti; il documentario di Gianni Amelio e Cecilia Pagliarani Registro di classe . Fra i titoli forti: Legend di Brian Helgeland con Tom Hardy nel doppio ruolo di due famosi gangster inglesi; Truth di James Vanderbilt con Cate Blanchett e Robert Redford, che racconta come l’ex-presidente George W. Bush, evitò il servizio militare in Vietnam; The walk di Robert Zemeckis sulla storia del funambolo Philippe Petit; Eva no duerme dell’argentino Pablo Aguero, uscito trionfatore dalla Mostra di Venezia. Nella selezione ufficiale anche due serie tv: la seconda stagione di Fargo e l’israeliano Fauda. Oltre alle novità, la Festa di Roma propone anche tre retrospettive dedicate ad Antonio Pietrangeli, Pablo Larrain, alla Pixar; e ancora eventi vari, con una serata dedicata ad Ettore Scola e al suo profetico La terrazza , restaurato per l’occasione; la proiezione de La grande bellezza in una versione che propone 40 minuti di girato mai visti; un premio per la miglior attrice italiana dell’anno, intitolato a Virna Lisi, icona del festival, immortalata sul manifesto ufficiale della kermesse.

La scelta “pauperistica” del direttore Antonio Monda: “Niente passerelle, questa non saràuna sfilata di moda”

REDFORD E BLANCHETT

Sopra, Robert Redford e Cate Blanchett in un momento di The Truth. In alto a destra, The walk di Zemeckis

DA VEDERE

Dobbiamo parlare di Sergio Rubini con Fabrizio Bentivoglio e Isabella Ragonese. A destra, Julianne Moore in Freeheld

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