Dalla rassegna stampa Personaggi

Cosa direbbe Pasolini al tempo dei «social»

In attesa che Pier Paolo Pasolini muoia, il 2 novembre, per la quarantesima volta…

In attesa che Pier Paolo Pasolini muoia, il 2 novembre, per la quarantesima volta, ci si chiede che cosa farebbe oggi il corsaro e che cosa direbbe di quel che accade nel mondo. Gilda Policastro, in un pezzo su doppiozero.it, dichiara il suo odio-amore per Pasolini (anzi lo getta in faccia allo stesso Pasolini, in una lettera immaginaria): «È un refrain abituale anche il cosa direbbe oggi, Pasolini», per poi chiedersi a sua volta che cosa direbbe Pasolini della mania dei social. E risponde, sia pure con qualche dubbio (dandogli del tu e non del lei come vorrebbe Eco): «Tu forse troveresti il modo di twittare o chattare su whatsApp con meno volgarità e pressappochismo di quanto non sia divenuto abituale». Dunque, se ne deduce che Pasolini frequenterebbe i social, ma in modo intelligente ed elegante. Anche un altro scrittore, il «paesologo» Franco Arminio, sempre su doppiozero.it, usa la formula della lettera aperta confidenziale: «Caro Pier Paolo…». È una lettera molto bella sull’Italia di questi anni, ma neppure Arminio si sottrae alla tentazione di azzardare la sua ipotesi: «Oggi forse non lasceresti la tua Casarsa, non avrebbe senso per te scendere a Roma». Che cosa direbbe Pasolini se scrivesse ancora sul Corriere ? E scriverebbe sul Corriere ? O sul Fatto quotidiano o sul Manifesto o sul Foglio ? Oppure sulla Repubblica , come Saviano e Baricco? O si limiterebbe ai 140 caratteri di un tweet? O piuttosto sarebbe un amico di Facebook? Invierebbe i suoi post a doppiozero.it ? Cosa farebbe se fosse un contemporaneo di Saviano e Baricco? ???Polemizzerebbe con loro? Sarebbe felice di essere un bestseller? Pubblicherebbe per l’Einaudi di Berlusconi? Per Donzelli o per Castelvecchi? Sarebbe strano vederlo a Ballarò o al Martedì di Floris… E la politica, come si schiererebbe Pasolini in politica? Un bel gioco di società, inesauribile. Starebbe dalla parte di Salvini o di Grillo? Di Bersani? No, no, sicuramente sarebbe con Vendola. E se invece stupisse il Paese approvando il Jobs act di Renzi? E la Tav? Certo che firmerebbe l’appello a favore di Erri De Luca. O no? E dopo le lucciole, rimpiangerebbe l’orso bruno e la pernice bianca. Scriverebbe una poesia in difesa del tonno rosso, un editoriale sul «totalitarismo» dei selfie, un corsivo sull’«ordine degradante dell’orda» da tatuaggio… E che ne direbbe della rivoluzione di papa Francesco? Parlerebbe di genocidio dei migranti? Oppure se ne starebbe a Casarsa, magari mormorando: «Io ve l’avevo detto…». O semplicemente non mormorerebbe né scriverebbe un bel niente.

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