Dalla rassegna stampa

Roma, la carica dei 6mila al party finale del GayVillage: "Appuntamento al 2016"

Il closing party del GayVillage

E’ una notte di festa, con un’atmosfera indecifrabile, perché oltre alla gioia, c’è quel sapore amarognolo della malinconia, tipico dei capitoli che si chiudono.

Quattordicesimo capitolo, in questo caso, che segna la fine di un’edizione segnata da 47 notti di spettacolo, ospiti, cultura, dibattiti e dove eterosessuali ed omosessuali hanno ballato insieme nel segno della libertà. E non è un caso che, sabato notte, l’art director Vladimir Luxuria, abbia scelto di cantare “Freedom”, il successo planetario di Pharrell Williams. La libertà, qui, è nel poter essere se stessi, nel rispetto degli altri, senza se e senza ma. E lo hanno capito in oltre 300mila: tante sono state le persone che si sono affacciate in questo parco, per scaricarsi, confrontarsi, staccare la spina ma anche per pensare.

Imma Battaglia, “mamma” di questo villaggio, è fiera ed orgogliosa di vedere salire sul palco alcune delle 450 persone che lavorano alla realizzazione di questa kermesse. Dai tecnici delle luci ai barman, dai responsabili della sicurezza (a loro il merito di aver saputo evitare risse e liti) a quelli delle pulizie, dall’ufficio stampa tutto al femminile a chi ha inventato, ogni sera, coreografie e spettacoli (come i “navigati” Karma B e il giovane Ezio Cristo). E’ una vera e propria famiglia, ed è la forza di questo evento, che avvolge il suo pubblico, facendolo sentire a casa propria.

Il cielo è illuminato dai fuochi d’artificio, mentre nel privé, pieno all’inverosimile, iniziano a sfilare gli ospiti di questa closing night. Tra le prime ad arrivare, la madrina, Barbara De Rossi, seguita da Francesco Montanari, conosciuto da tutti come il “libanese” di Romanzo Criminale, innamoratissimo della sua Andrea Delogu, conduttrice televisiva e scrittrice. Ballano scatenate la Marchesa Daniela Del Secco D’Aragona e la bionda Eva Grimaldi, mentre le amiche del Gay Village, Nunzia Di Stefano, Mara Keplero, Vittoria Schisano e Alessia Fabiani abbracciano a suon di bollicine il responsabile del privé Alfonso Stani che le ha accolte con affetto. La cantante, voce storica della “Sirenetta”, Simona Patitucci insieme al suo collega, l’attore Toni Fornari, cantano e si sbizzarriscono in coreografie come se non ci fosse un domani. Solange, intanto, si spertica in ironiche previsioni leggendo l’oroscopo dei dodici segni zodiacali, mentre viene consegnata una targa a Fabrizio Della Santa, compagno dello storico dj delle notti arcobaleno, Brezet, con cui condivide ormai 20 anni della propria vita, pur non essendo riconosciuti dallo stato italiano. «La libertà è la massima espressione di vita sognata, cercata, agognata, negata – dice Barbara de Rossi – Necessaria per i propri sogni. Sono troppo spesso gli esseri umani a negarla ad altri ma nello spirito e nell’amore non potranno mai spegnerla. Sono felice di stare in un luogo che lo grida a gran voce da sempre». «Questa quattordicesima edizione ha confermato l’importanza del Gay Village – afferma intanto la Battaglia – come polo aggregativo aperto a tutti i cittadini che vogliono nutrirsi di cultura, amore e divertimento, uniti dal desiderio di sconfiggere tabù e discriminazioni». Sul palco salgono anche i soci che, ogni anno, rendono possibile scommettere su questa kermesse e che scelgono di investire – questa volta 3 milioni di euro – per regalare divertimento e cultura: Annachiara Marignoli – nella duplice veste di maestra e anima delle notti dell’Eur ma anche di quelle targate GIAM – e poi Paola Dee (dj che fa parte della storia delle discoteche rainbow, ribattezzata “la chirurga” per il suo apparente distacco), Gian Marco Sandri e Mauro Basso.

Le piste scoppiano di giovani ed energia, mentre dalle consolle la musica viene mixata da Paola Dee, Brezet, Gaia Logan, Shana Dee e Manuel Rotondo. Manca ancora qualche ora all’alba e la notte prosegue con l’immancabile appuntamento delle due e trenta sul set di cucina allestito nel villaggio dalla Italian Kitchen Academy, dove il sempre presente chef Giovanni Cappelli prepara una gustosissima pasta che l’animazione offre agli affamati frequentatori del Parco. Anche il set culinario si trasforma in una pista a cielo aperto, tra spadellate, abbracci e brindisi, ci si scatena anche qui in attesa che le porte del Gay Village si chiudano in attesa di una prossima stagione. «Ci sto già pensando, innoveremo e cambieremo ancora», promette sorniona la Battaglia.

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