Dalla rassegna stampa Cinema

Io e Lei: la normalità di una coppia gay può essere politica e sovversiva

…Quando la gente capirà che una storia d’amore è solo una storia d’amore e nient’altro, forse anche la politica può darsi che faccia qualche passo in avanti…

“Nel film non c’è un’idea di diversità o di trasgressione, quello che accade potrebbe accadere anche tra un uomo e una donna. Quando la gente capirà che una storia d’amore è solo una storia d’amore e nient’altro, forse anche la politica può darsi che faccia qualche passo in avanti. Per questo la mia generazione, quella dei quarantenni, anche attraverso un semplice film, può fare qualcosa“. Parola di Maria Sole Tognazzi, regista al suo quarto film, Io e Lei in uscita il 1 ottobre, e figlia di Ugo, magnifico protagonista de Il Vizietto, tra gli antesignani dei film narranti di omosessuali in Italia. Protagoniste Margherita Buy, con cui la Tognazzi ha girato Viaggio Sola, e Sabrina Ferilli, primo film insieme per loro: la regista ricorda quando, giovane assistente alla regia, le portava il caffè e le ricordava le battute, in vari set. La vede ne La Grande Bellezza e vorrebbe lavorarci insieme, la storia di Federica e Marina era già nell’aria. Con Ivan Cotroneo e Francesca Marciano iniziano a scrivere la sceneggiatura. Nascono così le due donne protagoniste, ruoli cuciti su misura sulle due attrici: “Volevo parlare di una coppia come tutte le altre, però composta da due donne mature e coscienti, autonome e del tutto accolte dalle rispettive famiglie e nel luogo di lavoro. Come è oggi nella realtà, malgrado il noioso e spesso pericoloso atteggiamento omofobo di una parte dell’Italia. Federica e Marina sono due donne quasi cinquantenni che convivono da cinque anni”.

In principio fu Viola di mare, film del 2009 di Donatella Maiorca passato quasi in sordina al cinema, che vedeva protagoniste le brave Isabella Ragonese e Valeria Solarino. Poi nel 2013, dalla Francia arriva La vita di Adele, l’amore tra due donne giovani in un paese che non etichetta. Già perché in Italia il genere al cinema non è molto frequentato, ancora di più se ad essere protagoniste sono due donne: “Intanto diciamo che molto dipende anche dall’aspetto strettamente sessuale, perché l’amore tra due donne è una cosa materialmente più lieve, più dolce“, racconta Margherita Buy a Io Donna, “a questo, naturalmente, dobbiamo aggiungere che viviamo in un Paese dove le regole morali le detta l’uomo, il maschio, e sappiamo quanto l’amore saffico scateni le fantasie dei maschietti. Quindi, se da un lato molti di loro si ostinano a negare certe pulsioni, condannando chi le prova, dall’altro è vero che dimostrano una maggiore indulgenza nei confronti dell’omosessualità femminile“. La Ferilli aggiunge: “È un fatto culturale, pienamente culturale“.

Federica (Buy) è un architetto e vive la sua omosessualità da pochi anni: divorziata e con un figlio ventenne, proviene da una famiglia ‘bene’ di professionisti. Marina (Ferilli), invece, gay da sempre, è un’ex attrice che ha aperto una catena di take away di lusso ed è di origini più semplici, è lei l’estroversa della coppia. Mentre Federica è quella più timida e riservata. “Ho raccontato l’amore tra due donne adulte, affidandomi ad attrici così amate perché nessuno l’aveva fatto“, dice la Tognazzi a Il Corriere della Sera, “le omosessuali sono pochissimo rappresentate dal cinema, ogni tanto c’è una ragazzina lesbica che spunta. Ho voluto portare sullo schermo la normalità, il quotidiano, non la straordinarietà“. Vedremo Federica e Marina vivere una vita quasi noiosa, come una coppia eterosessuale. E a molti sconvolge proprio questa prevedibilità nelle coppie omosessuali, che non credono possibile: “Il tabù è nelle nostre teste, nelle teste della gente. Nel film descriviamo la semplicità di atti, gesti, abitudini, litigi, allegrie. Proviamo a spiegare una realtà che a molti sembra speciale e che invece è semplice ai limiti della banalità. Se passa questo messaggio, passa anche ogni paura, ogni sospetto, ogni velo d’ombra può essere cancellato. E anche per il governo, che su questa materia promette di legiferare, tutto sarà più facile, ogni decisione presa dal Parlamento apparirà meno rivoluzionaria“, ha affermato la Ferilli sulle pagine di Io Donna. “Il nostro, in qualche modo, è anche un atto politico nei confronti di un argomento molto attuale, del quale però spesso, ecco, del quale spesso di parla con logiche scontate, con stereotipi, quasi sempre immaginando senza sapere. Noi, al contrario, raccontiamo la vita quotidiana di questa coppia: la non eccezionalità della loro dimensione reale è la nostra chiave di lettura“, fa eco la Buy.

Maria Sole Tognazzi promette un piccolo omaggio proprio a Il Vizietto, e si lascia andare ai ricordi su un padre che, purtroppo, non ha potuto vivere abbastanza: “Io ero piccola e mi ricordo che papà mi veniva a prendere a scuola dove andavo, dalle suore, vicino a Castel Gandolfo, con una splendida tutina rosa perché era appena arrivato dal set”.

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