Dalla rassegna stampa Cinema

«Happy Hour»: il film di cinque ore seduce Locarno

…Buon livello medio, divertente Chèvalier , la metaforica commedia greca che piacerà a Tsipras, sbeffeggiando la borghesia, mentre è da segnarsi Te prometo anarquia di Hernandèz Cordòn: racconta un reportage tragico a Città del Messico e la storia d’amore in skateboard tra Miguel e Johnny …

LOCARNO Si è chiuso il 68° Festival di Locarno con la vittoria del sudcoreano Right Now, Wrong Then , breve incontro di un regista e un’artista a firma di Hong Sang-soo, ben noto ai cinefili.
Ha battuto, portando a casa anche il premio per l’attore, il film sorpresa del bottino della rassegna di Carlo Chatrian, Tikkun dell’israeliano Avishai Sivan (Premio speciale della giuria) forte storia introspettiva bressoniana (sembra un romanzo di Singer) sulla perdita della vocazione, una visita nell’integralismo in bianco e nero (menzionata l’ottima fotografia di Goldman), con polemica anti fondamentalista evitata dall’autore che non prende posizione, dato il bellicoso momento tra autori e governo di Gerusalemme.
Insieme al film pastorale di Pietro Marcello Bella e perduta , con Pulcinella nella reggia di Carditello, era il titolo migliore del Festival che ha raccontato molte storie di donne, in due opere la morte della madre (ottimo James White di Mond, oltre alla Ackerman), nelle avvincenti 5 ore e 17’ nipponiche di Happy Hour l’ottovolante dell’amicizia femminile che resiste agli agguati del mondo e vince, tanto che quattro attrici strepitose si sono divise il Pardo.
Buon livello medio, divertente Chèvalier , la metaforica commedia greca che piacerà a Tsipras, sbeffeggiando la borghesia, mentre è da segnarsi Te prometo anarquia di Hernandèz Cordòn: racconta un reportage tragico a Città del Messico e la storia d’amore in skateboard tra Miguel e Johnny nel mercato nero del sangue.
Profondamente immeritato il Pardo alla molesta, noiosa, ambiziosa regia di Zulawski ( Cosmos ) mentre hanno ben scelto i 66 mila appassionati di Piazza Grande segnalando Lo Stato contro Franz Bauer (caso Eichmann) e dando il premio Variety a La belle saison (ma il demente senile Jean Rochefort in Floride vale il film). Dopo 50 anni, a Locarno è tornato anche Marco Bellocchio, per ritirare il Pardo d’onore alla carriera. Alla proiezione del suo film d’esordio I pugni in tasca, il regista ha scherzato: «La prima volta me ne sono andato con una Vela d’argento, adesso torno con qualcosa d’oro».
In tutto hanno partecipato al Festival, piovoso solo nei due week end, 164 mila spettatori, con 1.105 accrediti Industry. E se Chatrian ha ringraziato il pubblico, tesoro nascosto, il presidente Marco Solari ha chiuso la rassegna (nel 2016 sarà dal 3 al 13 agosto), difendendo la libertà delle scelte.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.