Dalla rassegna stampa Cinema

«Svelo le inquietudini degli spogliarellisti»

Channing Tatum e il sequel di «Magic Mike»: viaggio nella maturità degli stripper, io non rinnego il passato

LOS ANGELES Attore, produttore, ballerino, appassionato di football nella vita e uomo umile, al di là del suo successo, Channing Tatum a 35 anni è fiero soprattutto di una cosa: «Non ho mai mentito sulla mia identità e ogni esperienza fatta mi è servita a crescere prima come uomo, poi come attore. Compreso il periodo in cui, per guadagnare, sono stato uno stripper». E puntualizza: «Lavorare come spogliarellista, che si creda oppure no, mi ha dato sicurezza in me stesso, mi ha aiutato a instaurare rapporti d’amicizia con uomini e donne e a guardare il mondo senza preconcetti per alcuno”.
Presenta, quindi, con orgoglio il secondo round di Magic Mike (2012), intitolato Magic Mike XXL in cui, anche se manca all’appello Matthew McConaughey, al fianco dei colleghi del primo film, Joe Manganiello, Matt Boner,Kevin Nash, Adam Rodriguez, Gabriel Iglesias, è ancora uno spogliarellista. Ride, con il volto dai tratti marcati del suo pugile in Fighting (2009)), ma che nasconde una vulnerabilità espressa in film come Foxcatcher . Dice: «Noi spogliarellisti della gang siamo maturati, ma qualcosa, anche se abbiamo lavori ormai diversi, ci spinge a riprendere la strada verso un ultimo show in Florida».
Spiega: «Però il film, diretto da Gregory Jacobs, scava nelle vicende che legano gli uomini e le donne protagoniste. Intendo dire che non è focalizzato solo sul mio Magic Mike, ma su tutti noi e sui ruoli femminili di Andie MacDowell, Jada Pinkett Smith, Amber Heard, Elizabeth Banks. A mia moglie Jenna Dewan, che con me aveva danzato in Step Up e che mi ha reso felice facendomi diventare padre della nostra bimba di due anni, Everly, il film è piaciuto. A più di tre anni di distanza dalla prima pellicola, tutti noi della gang vogliamo per un ultimo spettacolo ritrovare qualcosa del passato».
Prodotto e distribuito dalla Warner Bros, il film è certo più ricco del primo, ma Tatum afferma di essere stato attento affinché la vicenda non perdesse i suoi elementi più genuini. «C’è una sequenza che mi piace molto ed è quella in cui Manganiello, che ha come tanti uomini una sorta di timidezza al di là della prestanza del suo fisico, viene esortato a entrare in un supermarket e a far ridere, ballando, l’indifferente cameriera».
Dopo il nuovo film dei fratelli Coen, Hail, Caesar! , Tatum conta di impegnarsi molto nel ruolo di produttore: «Dopo Foxcatcher ho sentito che ero pronto a svolgere di più l’attività creativa di produttore per un cinema di spettacolo e contenuti nel quale credo». Conclude: «Mi interessa accompagnare anche in altri film il mio spogliarellista e i suoi amici. Ci verranno i capelli bianchi, i muscoli e i passi di danza non saranno più quelli di un tempo, ma mi piace pensare che gli spettatori invecchieranno, portando magari i loro figli in platea, con i destini, con l’energia sia pure diversi di noi spogliarellisti. Con un’anima e non solo un corpo».

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