Dalla rassegna stampa

Gay Pride, nuovo attacco di Zelger a Tosi «Non doveva farlo passare in centro»

Il consigliere cattolico: «Danneggia l’immagine e urta la sensibilità dei veronesi»

VERONA Il corteo del Gay Pride del Triveneto, previsto per il prossimo sei giugno, si radunerà a Porta Vescovo, per poi proseguire per via XX Settembre, ponte Navi, stradone San Fermo e terminare in piazza Bra. Ebbene, secondo il consigliere comunale della lista Tosi Alberto Zelger, candidato alle elezioni regionali nella lista Zaia, il sindaco non avrebbe mai dovuto autorizzare questo percorso. Zelger riconosce che, dopo il pronunciamento favorevole della questura, non era nei poteri di Flavio Tosi vietare la manifestazione. «Ma avrebbe dovuto impedire che 10mila persone scatenate, urlanti e magari seminude attraversassero il centro della quarta città turistica d’Italia rovinandone l’immagine – sostiene l’esponente ultra cattolico – avrebbe potuto affermare che quegli spazi erano già occupati e spostare il corteo in zone più periferiche». Lontane, insomma, dalla vista di turisti, visitatori e famiglie a spasso per una passeggiata. Zelger, per altro, lamenta una disparità di trattamento con altre manifestazioni «ben più pacifiche rispetto a un Gay Pride», riferendosi al diniego di Venezia ad un raduno delle Sentinelle in Piedi. Oltre ad essere una manifestazione «inopportuna» perché «l’accostamento di nudità carnevalesche alla bellezza architettonica della città è in forte contrasto con l’immagine che i veronesi vorrebbero dare ai turisti», secondo Zelger il Gay Pride «urta la sensibilità dei veronesi». Il consigliere poi lamenta che non sia stato chiesto alcun parere alla polizia municipale (che tuttavia non era dovuto). Quella sul Gay Pride è solo l’ultima delle fratture tra Zelger e Tosi, nella cui lista è stato eletto due volte (2007 e 2012). Il punto di non ritorno è stata probabilmente la decisione di Tosi di istituire un registro anagrafico per le unioni civili, decisione comunque congelata in attesa di un pronunciamento del consiglio comunale e rimandata a dopo le elezioni. «Abbiamo già raccolto tremila firme contro questa iniziativa – sottolinea Zelger- il consiglio comunale la boccerà e il sindaco farà una gran brutta figura». Ben altra fiducia, Zelger pare riporre adesso nel governatore Luca Zaia. «Se opportunamente consigliato – spiega – saprà porre un argine alla derive gender e difendere la famiglia tradizionale».In un recente dossier delle associazioni omosessuali e transessuali, Zelger è stato inserito tra le personalità veronesi che bloccherebbero l’evoluzione «Gay-friendly» di Verona. «Solo perché penso che la famiglia naturale debba avere la sola e giusta rilevanza pubblica e tutto il resto debba rimanere nella sfera privata: è un errore pensarla così?»
A.C.

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«Sentinelle in piedi» per la famiglia «Tagliatelle in piedi» per lo Stato laico

VERONA (d.o) Non mancherà quella di Verona tra le «cento piazze per la famiglia», l’evento nazionale organizzato dalle Sentinelle in Piedi. Per la città sarà la terza «veglia»: le Sentinelle si daranno appuntamento stasera, alle 18, in piazza dei Signori: come sempre, si tratterà di una manifestazione silenziosa, che consisterà nel leggere un libro in piedi. Un’iniziativa – spiegano – «per la libertà di espressione, per poter essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la propria mamma e il proprio papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i propri figli». Le Sentinelle sono state spesso bersaglio di critiche e di altre proteste. Oggi, sempre in città, è annunciata quella delle «Tagliatelle in piedi». Anche loro si daranno appuntamento alle 18 in piazza Bra: «una semplice casualità» scrivono nell’evento pubblicato su Facebook. Mangeranno, anche loro in silenzio, un piatto di pasta, qualcuno con lo scolapasta in testa, come prevede il pastafarianesimo, pseudoreligione utilizzata come «argomento» a favore della laicità dello Stato.

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